mercoledì 27 gennaio 2010

Mr. Imperfect

Ritorno al blog. Senza aspettative. Ecco forse avevo bisogno di sentire questo, o meglio di non sentire questo.
Esse devono restare pagine libere. Questa sera ho qualcosa da scrivere, da condividere e così uso questo mezzo. Si, un mezzo per esprimere qualcosa, non il fine.

Un elogio all'imperfezione e alla natura.
Nasciamo con l'idea di voler raggiungere la perfezione, con un Dio sopra di noi che lo è e noi cerchiamo in tutti i modi di essere a sua immagine e somiglianza. Frustrati per il fallimento, perchè l'ordine non regna sovrano nelle nostre vite, perchè tutto non è al posto giusto. Talvolta la cosa peggiore è che per un momento pare tutto lo sia e noi vorremmo non cambiasse mai, non riusciamo ad accettare la mutevolezza naturale delle cose, la quale non ci viene insegnata. Forse è solo (anzi diciamo anche) colpa un'immagine che ci affibbiano, nella nostra educazione cristiano-cattolica. Forse. Non intendo dire, ad esempio, che un rapporto non possa essere per sempre o per molto tempo: l'illusione sta nel pensare che il rapporto non muti e non si debba cercare sempre, anche con fatica, di ricontrattare tutto, di fare sforzi per rianimare di volta in volta l'amore e la passione.
Legg in un passo di un libro sacro della religione induista, Krishna (uno degli Dei più popolari) che dice di sè: "Tutto viene da me: la memoria, la conoscenza e l'errore". Chiaro? L'errore come parte della divinità, l'errore come parte del tutto, della vita e dell'uomo.
Mi rendo conto di come sia arduo talvolta correre dietro alle aspettative di tutti, indossare la famosa maschera pirandelliana, una per ogni ruolo. Mi rendo conto allo stesso tempo come anche questo sia impossibile da evitare, almeno totalmente, perchè naturale. E tutto ciò che esiste è naturale, perchè l'uomo è natura. L'uomo crea e distrugge. Tutto, a suo modo, credo abbia un senso.

Canzone del giorno: "Psyche" - Massive Attack. Dal nuovissimo album "Heligoland", in uscita il 5 febbraio e di cui avrete una recensione del sottoscritto a breve. Alla voce Martina Topley-Bird. A dicembre ho realizzato uno dei miei sogni intervistandoli.

"Show without showing...what you know without knowing"


mercoledì 12 agosto 2009

La giusta distanza

Mi sono assentato parecchio dal blog. Per diversi motivi.
Sto cercando una giusta distanza da diverse cose, alcune più private altre discutibili qui. Una di queste è la tecnologia, indispensabile per il mio attuale lavoro, utile per altre cose, ma non indispensabile per la mia vita. Si devono recuperare emozioni, sensazioni maggiormente reali, non travisabili come una chat o un sms. O forse anche un post di un blog.
Siamo andati oltre? Non penso sia giusto negare alcuni benefici che la tecnologia ci può dare (per esempio fare informazione su larga scala, soprattutto dove e quando chi dovrebbe informare non lo fa), ma allo stesso tempo si devono recuperare altre cose: andare a suonare il campanello di un amico per scoprire se è in casa, per dire, senza per forza chiamare. Dobbiamo sempre risparmiare tempo, ma per cosa? Non si è ben capito.
Bisognerebbe fare alcuni passi indietro? No, forse, no. Fare passi avanti è sempre meglio, avanti verso un modo di vivere più sensato, cercando il meglio soggettivo, accontentandosi il meno possibile, puntando sul positivo, su gesti reali, tattili, uditivi, visivi, gustosi.
Questo si collega a moltissime cose, come il cibo.
Momentaneamente ho deciso di eliminare le già scarse quantità di carne che ingerivo. E' una prova, anche questa, alla ricerca della giusta distanza. Bisogna lottare e informarsi come non mai per mangiare sano, per non farsi avvelenare dall'industria(non solo carnivora, ma alimentare in generale), dall'ingordigia. Vi sembra normale? Mangiare merda, globalizzare il cibo malsano! Al solo scopo di creare profitto, far girare l'economia, incuranti di devastare persone e pianeta. Sarebbe il caso di ripensare tutto, tutto quanto! Non so se sia possibile e finchè si vive in questa società bisogna, in qualche modo, stare ad alcune regole. Io cerco di resistere con piccole cose: usando il più possibile una vecchia bicicletta anzichè un'automobile, leggendo gli ingredienti delle cose che mangio (certo qualche porcata scappa...la giusta distanza!), cercando di consumare solo l'indispensabile e poco più, ecc.
Più si consuma, più il mondo viene assorbito, si perdono le culture, le tradizioni, i sapori e saperi, tramandati per anni.
E' un duro mondo, ma è anche un bel mondo. Per tantissimi motivi, sono sicuro che ognuno ha i propri. Io i miei li ho e sono quelli che mi spingono a non ossessionare la mia mente pensando solo a ciò che non va, guardando avanti con la convinzione che le strade non facili che ho scelto nella mia vita, in diversi campi, mi danno e mi daranno grandissimi soddisfazioni.
Parto per qualche giorno. La giusta distanza...dall'Italia.
E.

Canzone del giorno: Sono due data la lunga assenza.
"Future reflections" - MGMT
Un duo newyorkese esploso lo scorso anno con diversi singoli e l'album "Oracular Spectacular", stupendo incontro tra elettronica, indie e pop.



If it's good, or if it's fortune, I can't tell
But pieces come together for some reason just as well
Their guns couldn't see us
There's a sea outside my door
And one day I'll appreciate
The rush of blood and the washed out beat of the shore

"Siren song" - Bat For Lashes.
Una delle canzoni più commoventi che abbia mai sentito (cercatevi anche il testo, è da leggere tutto). Al suo secondo album ("Two suns") la cantante londinese di origini pakistane (già in apertura dei Radiohead per l'ultimo tour) fa centro alla grande.

mercoledì 22 luglio 2009

Nobel per la pace

http://silvioperilnobel.sitonline.it/

Ragazzi mi raccomando non fate scherzi, votate tutti.
Silvio se lo merita, per tutto quello che ha fatto per il mondo.

Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò!!

lunedì 8 giugno 2009

Oasi concava

Parlo con il cuore e questo dovrebbe bastare.
Questa dovrebbe essere l'essenza, dovrebbe essere possibile e naturale.
Ti spaventa la mia verità? Ti spaventa la vita? Ti spaventa il rischio?
Potenti colpi di piccone sbriciolano piano piano la retta via.
Farò tesoro degli insegnamenti, ma scelgo la strada alternativa, esco dalle mappe.
Se vuoi la costruzione di un'immagine, io non ci sto più. Cerco nuove oasi.
Cazzo dovrà pur esserci da qualche parte una piccola, ma quanto mai preziosa, sorgente.
Un bacino di emozioni con le quali confrontarsi senza veli, soffiando vento se necessario, creando tempeste di sabbia vorticose e rabbiose. Poi torna la calma e le tue gambe mi stringono. Alla cavità. Alla vita.
Non basta fare. Voglio imparare a godere.



Canzone del giorno: "Dissolved girl" - Massive Attack. Uno di quei gruppi e di quei dischi ("Mezzanine") talmente belli e preziosi che quasi quasi non trovi mai il momento giusto per ascoltarli. Un brano che mi consegna un mucchio di ricordi, il trip-hop al suo livello più alto.
In attesa di vederli per la terza volta dal vivo a novembre e del nuovo album...inizio a godere con questo...
"Say, say my name
Need a little love to ease the pain
need a little love to ease the pain
It's easy to remember when it came"

sabato 30 maggio 2009

Voglio urlare Presente!

A volte sembra di essere sulle montagne russe, sbalzato e frullato. Su di esse si ha paura, ma ci si diverte anche un mondo. Mi sento su uno di quei vagoni in questo momento: l'ansia prima della partenza, un'andatura lenta, la grande salita che fa crescere la tensione, il picco più alto, le formiche allo stomaco prima della discesa, la paura diventa adrenalina. Via, in picchiata, capovolti, urlanti e felici. Mi aggrappo all'abbraccio delle cinture di protezione, sono al sicuro. Emozioni arrembanti, di ciò è fatta una vita vissuta e non plagiata da un disegno non mio.
La scrivo io la mia storia, compongo io le musiche, disegno io le forme ed i colori.



La scorsa settimana ho avuto l'opportunità di visitare una città (per me) nuova: Londra.
Che dire...vedere dal vivo luoghi storici visti fino a ieri solo in fotografia è stuzzicante. Farsi travolgere dai suoni, dagli odori e colori di Camden Town (anche se un po' troppo forti), andare a correre ad Hyde Park al mattino e tornare con i piedi distrutti, perdersi nel negozio di dischi della Rough Trade e nello splendido quartiere di Brick Lane nell'East End (negozietti carini, cafè super belli), lasciarsi andare al sonno alla luce crepuscolare dell'immenso Regent's Park, incuriosirsi davanti alle opere di Jorn, Backa, Beuys e Boetti alla Tate Modern, fare colazione facendosi baciare dalla luce del sole di una vetrina e poi...ridere e "sentire" con i tuoi fidati compagni di viaggio.




Poi si, molto traffico anche, caos e inevitabili (?) paragoni con Berlino, città che sto seriamente puntando per fare un'esperienza di vita: più vivibilità, meno èlite, stesso (forse più) fermento artistico/culturale. Vabbè in ogni caso nessuna città è perfetta: nei prossimi mesi si salirà spesso nella capitale tedesca: a giugno per parlare di una possibilità di lavoro nel campo musicale (incrociamo tutti le dita che l'iniziativa abbia successo), ad agosto per il concerto dei Pearl Jam (che figata!), e forse (legata anche alla visita di giugno) a settembre per il Popkomm, la fiera della musica.

Abbiamo cominciato a pieno titolo con le recensioni dei concerti per Rockol, le troverete tutte sul blog Dal Vivo:
http://musicreporters.rockol.it/dalvivo/

Mercoledì avrò l'onore di intervistare i Maximo Park...

L'estate è alle porte: volerà, sarà piena di un sacco di eventi ed emozioni, io voglio essere lì quando succede. Lì per urlare Presente, io voglio urlare presente! Voglio urlare presente!!!!

Canzone del giorno: "Come back" - Depeche Mode. Un brano tratto dall'ultimo album dei DM "Sounds of the universe". Un disco che, nonostante gli anni della band, mi sento si consigliarvi, un lavoro nel loro stile, oscuro, elettronico, rock, dove non mancano anche momenti più leggeri. Insomma si possono fare ancora grandi canzoni.
Il video qui sotto è tratto dalle sessioni di registrazione, leggermente diversa, ovviamente, dalla versione finale...

lunedì 27 aprile 2009

Imperfetti...

E' passato un mese dall'ultimo post. Tante cose sono accadute, le emozioni in questo periodo sfondano porte di cui fino a poco tempo fa non si conosceva neanche l'esistenza.
Già, perchè se non ha senso solo sopravvivere, si cerca di esistere. E in alcuni momenti della vita Esistere vuol dire R(esistere). Tenere duro quando il dolore sfonda la diga e invade il terreno, copre le piante e chiude ogni via. Tenere duro quando la rabbia se ne sta chiusa a chiave nella sua cassetta, tentare di scassinare la serratura e strapparla, affondarci dentro la faccia e riemergere, sudato, bagnato.
Chiedersi tante cose, trovare risposte e smentite, essere orgogliosi ed insicuri. Rendersi conto di essere imperfetti, ma coraggiosi. Imperfetti ma coraggiosi, mi piace. Picchiare i pugni, ribaltare tavoli. Una sola cosa è certa: si va avanti, sulle proprie gambe. Avanti, con i piedi rugosi e pieni di calli...è reale, è qui. E' me.

Le cose nuove sicuramente non mancano in questo periodo. Si prosegue con il nuoto, con la corsa e con la fotografia. E' bello fare piccoli progressi e riuscire ad accettare di non nascere imparati, ma vedere piano piano i piccoli passi in avanti. E' bello capire concetti importanti, soprattutto nella fotografia, farli piano piano propri e tramite questi cercare di far uscire la creatività, aprire i canali.



Tra le novità c'è anche Music Reporters, il nuovo progetto di Rockol per il quale inizieremo a seguire numerosi concerti dal vivo ed a recensirli. Bello.Ho cominciato con il concerto degli A Camp (il gruppo di Nina Persson dei Cardigans), lo scorso lunedì al Magnolia di Milano, scattando anche alcune foto.
In ogni caso qui in parte vedrete le ultime recensioni e interviste...
Anche con l'ufficio stampa stiamo per partire con il nuovo progetto Kaufman...





E poi si inizia a pensare all'estate in arrivo, ai viaggi. Bè dal 20 al 24 maggio c'è la possibilità di una trasferta in quel di Londra, mentre poi dal 30 giugno al 5 luglio si va in Puglia per la settimana relax annuale fatta d mare, cibo, amici e serate in campagna a base di musica, relax e birra Peroni...
E poi ci sarebbe l'intenzione di andare a trovare a Berlino i neo-cittadini della capitale tedesca Simone e Mauro (oltre che la Simo), ma tutto è da vederein base a cosa deciderò di fare. Ci sono varie opzioni...la più suggestiva e impegnativa sarebbe quella di andare a trovare i ragazzi in Australia, ma non so fino a che punto praticabile. Ci sarebbe l'opzione Sziget Festival a Budapest con viaggio fino a Berlino, oppure ancora un bel viaggio in Grecia o nord Spagna..-mah...vedremo...è bello avere molte idee e pochi soldi...

Stavo per chiudere qui l'intervento, ma leggo proprio ora che il 15 agosto ci saranno i Pearl Jam in concerto a Berlino...cazzo!! Quanto sarebbe figo?

Canzone del giorno: "No kind words" - The Maccabees. Un gruppo inglese, di Londra/Brighton, scoperti davvero di recente, indie-rock venato di elettronica, ricorda un po' Bloc Party ed Editors, ma non scopiazzano, anzi, davvero interessanti. Questo brano è tratto dal nuovo album in arrivo "Wall of arms"...

mercoledì 25 marzo 2009

Oltrepassare...

Qualche tempo fa scrissi che l'Italia non era un paese per me, elencando una serie di motivazioni e questioni che mi facevano incazzare pesantemente. L'amico Webster commentò scrivendo che lui non ce l'avrebbe mai fatta ad andarsene così incazzato.
Bè comincio a sentire mia questa sensazione, proprio nel momento in cui l'esigenza di cambiare aria si sta facendo sempre più forte.
Non che io non sia più arrabbiato per la mentalità che vige sull'italico suolo o che non mi tocchino più certe questioni. Però non sarebbero questi i motivi principali della mia partenza.
Ci sono giorni, che stanno diventando sempre più frequenti, in cui non penso che qui sto male, che non potrei essere felice o cose così. Penso semplicemente che voglio vedere oltre.
Penso semplicemente che non riesco ad immaginare di non aver mai provato l'esperienza di vivere al di fuori di Brescia, al di fuori dell'Italia. Sento che la mia anima, il mio corpo, il mio cervello hanno bisogno di confrontarsi con qualcosa di più grande, di uscire da una città di provincia dove, sottolineo, non credo sia impossibile stare bene, ma dipende dalle esigenze, dai periodi.
Sono piuttosto atrofizzato dagli stessi luoghi, dalle stesse persone (amici esclusi, ovviamente), ho voglia di uscire e poter sentire linfa vitale, annusare odori nuovi, ricevere input: troppo spesso mi trovo a dare input e non ricevere indietro nulla.
Voglio uscire di casa ed essere in un posto nuovo, dover faticare per imparare una nuova lingua, trovare un lavoretto part-time in un posto del cazzo dove non conosco nessuno, sentirmi straniero in terra straniera. Ho bisogno di provare queste sensazioni, di fare bagaglio di esperienze, positive e negative. In fondo una buona parte del lavoro potrebbe venire con me: lavorare da casa da Brescia o da qualsiasi altra parte del mondo è circa lo stesso grazie a internet.
Credo che nel giro di un anno e mezzo (questo dovrebbe essere il tempo di concludere alcuni progetti che meritano di essere conclusi nel migliore dei modi) sarebbe bello mettere in atto tutto ciò. Dove? Non so ancora. Ci sono molte opzioni che mi girano in testa e molti luoghi che voglio vedere in questo lasso di tempo anche per cercare di capire dove mi piacerebbe andare. Nelle mie idee più sognatrici mi piacerebbe andare un anno in un paese anglofono, imparare la lingua al meglio e poi magari spostarmi a Berlino, immergermi in lei ed imparare il tedesco. E poi dopo un po' in un posto più caldo. Ipotesi. Sogni.
Nel frattempo darò il massimo nella mia vita qui, adesso. Perchè, sognare è una cosa stupenda, così come fare progetti, ma si vive nel presente: non nel passato, non nel futuro. Un passo alla volta.
Coi piedi per terra e la testa per aria...radicati nelle cose presenti, ma sognatori.

Canzone del giorno: "Lieve" - Marlene Kuntz. In attesa del concerto di venerdì al Latte Più, ecco una versione live di uno dei brani più intensi della band di Cristiano Godano, composto nel 1994 ed inserito nell'album d'esordio "Catartica".
"Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più
oltrepassare in volo, in volo più in là"