venerdì 9 maggio 2008

Prima vera

Basta dare un occhio agli altri blog per capire che non sono il solo. Quando la primavera ed il sole impazzano, aggiornare queste pagine diventa più dura, il tempo libero si cerca di trascorrerlo all'aperto.
Partiamo dalla musica.
Ieri sera, in compagnia di Jean e Berga, c'è stato il primo appuntamento con uno dei concerti più attesi di questa bella stagione. dEUS. La formazione belga è scesa in Italia per promuovere il nuovo disco "Vantage point", un lavoro che devo ancora capire bene (arriverà tra poco la rece), sicuramente più pop rispetto ai precedenti.
Nel concerto ai Magazzini Generali (locale molto affollato, in una zona molto bella di Milano) Tom Barman e soci hanno fatto valere la loro fama di ottimi performer. Questa gente suona da quasi quindici anni ed ha scritto grandi pagine del rock indipendente europeo. Ecco avrei preferito qualche vecchia canzone in più, piuttosto dei nuovi capitoli: in ogni caso quando si sentono dal vivo (e fatti da dio) brani come "Instant street" e "Suds & soda" non ci si può lamentare. Sufficienza piena.

Martedì invece una bella chiacchierata/intervista con un membro dei Notwist, band indie-tronica tedesca. Un tavolino di un bar di Milano, il sole ed una persona (Martin, colui che si occupa della parte elettronica del gruppo) molto alla mano e simpatica, con la quale si è parlato sì di musica (il 2 maggio è uscito il loro nuovo album "The devil, you + me"), ma anche, ad esempio, del motivo per il quale hanno scelto di vivere ancora nello stesso paesino vicino Monaco pur avendo girato il mondo. Le risposte a breve nell'intervista su Rockol...stay tuned!

Stanno continuando alla grande anche gli aperitivi musicali del Couch Sound all'Arteinte. La scorsa settimana hanno fatto tappa da noi i Cinemavolta, formazione di Montichiari dal discreto successo nazionale.
I tre (Stefano e Max + Francesco Venturini alla tromba) hanno riletto in chiave acustica i loro brani dal sapore indie-rock, tenendo un concerto davvero memorabile. Inoltre si sono rivelate due (Francesco lo conoscevamo già dalla serata con Apo-Tech) persone in gamba e piacevoli. Uno dei motivi per i quali amo organizzare eventi è proprio questo: conoscere un sacco di persone interessanti e stimolanti. Sale della vita.




Domani sera il couch sound osserverà un turno di riposo per lasciare spazio al M.A.D. Una Notte di Sole, per festeggiare Un anno di Arteinte. La festa si terrà a Cascina Maggia (S.Polo) dalle 22. Vi aspettiamo!! P.s. La splendida locandina qui sotto (e pure sopra) ancora una volta ad opera del Tommo



In questi giorni si pensa anche ai programmi per l'estate. Sicuramente ad inizio giugno sarò a Parigi per il concerto dei Radiohead e per fare un saluto al Tommo (i biglietti parigini sono arrivati stamattina), mentre a fine giugno farò una capatina a Lucera (Foggia, Puglia) per il matrimonio di mio cuggggino, cercando di godermi anche qualche giorno di mare e lo zio Pino. Per il resto c'è qualche idea che sto valutando. I soldini sono pochi, ma vediamo...

Infine un grande abbraccio all'amica Fiorella che ieri si è sposata. Una sposa bellissima, indubbiamente. Inoltre questo matrimonio mi ha fornito per la prima volta di sperimentare un nuovo modello: l'Ercole in giacca e cravatta!





Canzone del giorno: "Good lies" - Notwist. Appunto. Dal nuovissimo album "The devil, you + me", una miscela perfetta tra indie-rock ed elettronica. Senza dimenticare le parole. L'album alterna atmosfere cupe e solari, folk ed electro-rock. Ottimo lavoro. Ascoltatevi anche l'ottimo "Neon golden" del 2002.
"Let's just imitate the real, until we find a better one, remember, the good lies win"

giovedì 24 aprile 2008

Il varco...

La rabbia e l'incredulità sono sbollite. Hanno lasciato spazio prima alla delusione, poi all'autocritica ed infine al "stiamo a vedere, ora non avete scuse".
Ovviamente sto parlando di elezioni. La mazzata è arrivata e molto più forte del previsto. In Italia ha vinto l'uomo più potente del paese e probabilmente in questo momento la maggior parte della nazione sente il bisogno di affidarsi nelle mani del potente, di chi (secondo loro) tenterà di difenderli dal male (carovita, immigrazione) anche calpestando i diritti altrui. Non importa.
Credo abbia vinto l'Italia dei furbetti del quarterino, di chi pretende sicurezza, ma non legalità, chi vuole che gli immigrati rispettino tutte le leggi (e ci mancherebbe), ma che venga loro consentito di evadere un pochino le tasse. Bè io le tasse le pago tutte e continuerò a farlo anche se a fatica arrivo a fine mese. Spesso invece chi evade lo fa per comprarsi il barcone di 20mt, la casa al lago ed il Suv (vero amici imprenditori?).
Ma il voto non ha dato solo questo segnale. Ha detto un'altra cosa importante. Il voto degli operai, del popolo, al nord è andato alla Lega. Un segnale. Un'indicazione dell'esasperazione di una parte del Paese che decide di fregarsene di molte cose (ho sentito numerosi leghisti dire che Berlusconi gli fa schifo !??!) pur di vedere qualche soldino in tasca in più a fine mese e meno immigrati. Capisco che il presente sia duro, ma ritenete davvero che queste persone (che quando fondarono il movimento erano davvero un partito popolare e, seppur con metodi rozzi, rappresentavano i cittadini) possano risolvere i vostri problemi?
Fino a pochi mesi eravamo tutti schifati dall'attuale classe politica e poi votiamo Berlusconi???
Staremo a vedere. L'Italia ha quello che si merita. Ed ora Pdl e Lega (che insieme hanno oltre 50 persone indagate o condannate in parlamento) non hanno più scuse. Hanno una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato: vedremo cosa faranno davvero su federalismo fiscale, immigrazione ecc... Può darsi che alla fine abbiano ragione loro? Ripeto, staremo a vedere e vigileremo.
Capitolo sinistra. Tanti errori. Allontanarsi troppo dai temi della gente, puntare ciecamente ed esclusivamente al risanamento delle finanze pubbliche senza tenere conto dai problemi dei cittadini ecc.. Per la prima volta dal 1948 non ci saranno rappresentanti della Sinistra in Parlamento e ritengo sia una cosa grave, perchè è importante che certi ideali siano presenti. D'altra parte ci si deve evolvere, la falce e martello devono essere messi definitivamente da parte, in funzione di una politica nuova, una sorta di socialismo più maturo, che guardi con obbiettività alla realtà odierna. Il PD: è rimasto a metà. Non è un partito di sinistra, non è un partito di centro. Ottimo invece il risultato di Di Pietro e Italia dei Valori, un movimento politico che, ci tengo a sottolineare, è stato l'unico a non presentare persone indagate o condannate nelle proprie liste e di questi tempi non è poco. Ho voglia di persone oneste, cazzo.
Insomma bisogna sempre guardare avanti. Meditare sugli errori e comprendere l'ignoranza, ma anche l'insoddifazione, di questo paese che per protesta vota Lega (che adesso ci salverà dal finire nelle riserve come gli indiani).
Chiudo con un'ultima cosa: nel programma del centro-destra nessuna parola su precariato ed ambiente...grazie ragazzi!



Domani 25 aprile ci sarà il V2-Day, per un'informazione libera. Fondamentale.
A Brescia le firme verranno raccolte presso il Parco Gallo. E' importante.
Ecco le motivazioni:
Il V2 day è la continuazione della Liberazione e non vuole fronteggiare proprio nessuno che si ispiri a quella data. I partigiani, gli operai, gli uomini liberi del 25 aprile sono nostri fratelli.
Il 25 aprile non è di proprietà degli intellettuali di sinistra, una definizione corrispondente a un vuoto pneumatico.
Non è di proprietà dei partiti che hanno venduto i lavoratori e la libertà di informazione per un piatto di lenticchie cucinate ad Arcore. E’ la festa di tutti gli italiani che vogliono un Paese libero. L’Italia va liberata di nuovo, è una ex democrazia. Come altro si può chiamare un Paese in cui l’informazione è nelle mani dei gruppi di potere. In cui Silvio Berlusconi è presidente del Consiglio grazie al controllo di tre televisioni e del gruppo Mondadori. Le prime regalate dal latitante Craxi. Il secondo frutto di corruzione di giudici.
Il 25 aprile non è di proprietà di chi parla con i banchieri e non con gli operai che gli hanno dato il voto, di chi ha rassicurato Testa d’Asfalto sull’impunità e con lui vuole fare la Bicamerale, la Costituente, la nuova legge elettorale e qualunque altro atto osceno in luogo pubblico.
Il V2 Day vuole restituire l’informazione ai legittimi proprietari: ai cittadini italiani. I nostri padri e nonni hanno ripulito l’Italia, ma non hanno finito il lavoro.
Il nuovo fascismo è il controllo dell’informazione. I nuovi fascisti sono coloro che controllano l'informazione.
Firmate i tre referendum: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici di un milirardo di euro all'anno all'editoria, abolizione della legge Gasparri e del duopolio Partiti-Mediaset.
Libera informazione in libero Stato. V2-day. 25 aprile.

Oslo. Il viaggio è andato bene, cinque giorni che servivano come il pane. La città in realtà ci ha un po' deluso. Trafficata, senza bici, norvegesi menefreghisti. Il museo di Munch (il pittore dell'Urlo per intenderci, che tornerà lì tra due mesi dopo il furto) vuoto. Però tantissimo verde, parchi enormi, casette stupende e sempre sole. L'esperienza Couchsurfing è stata sicuramente positiva. Il primo ad ospitarci è stato il metallaro Bjorn. Un casettina rossa che nascondeva all'interno un degrado totale (basti dire che il ragazzo beveva e fumava tutto il giorno, ma era tranquillo), ma la casa era a nostra disposizione: è bastato fare un po' di attenzione alla pulizia e tutto è filato liscio. Inoltre siamo andati in giro per Oslo su una Peugeot del 1969 con due cani neri, un metallaro ed un norvegese silenzioso.
Secondo oste...mitico! Michael è un ragazzo tedesco che vive ad Oslo da un anno e mezzo. La sua casa era fighissima, in un quartiere fighissimo. Il contrasto è stato bello forte. Lui è un superintenditore di musica, mi ha passato un sacco di dischi ed abbiamo visto insieme "Once", il film che ha per protagonista il leader dei Frames. Cenetta italiana cucinata per lui e la sua "amica" tedesca e mega colazione all'aperto domenica mattina, mercato delle pulci e attraversamento di Oslo con quattro sedie rosse. Figo. Viaggiare è stupendo, non ce ne sono di storie. Ti rende vivo, ti apre il cuore, gli occhi e la pancia.
Lunedì invece sono stato io ad ospitare. Sul mio divano ha dormito Denis, un ragazzo russo, attualmente residente a Stoccolma, studente di ingegneria e grande appassionato di musica elettronica. Abbiamo fatto delle grandi chiacchierate e siamo stati alla selezione di cortometraggi dell'Ambient Festival. Ragazzi che dire...iscrivetevi al Couchsurfing...grazie Tom per avermelo fatto conoscere!




Canzone del giorno: "Anyone else but you" - Moldy Peaches. Questa canzone è stata scritta nel 2001 dai Moldy Peaches, ovvero un duo indie-folk americano composto da Adam Green e Kymia Dawson ed inserito nell'unico eponimo album dato alle stampe dal gruppo prima dello scioglimento e delle relative carriere soliste. Una canzone delicata e tenera, leggera ed intensa, romatica e spensierata. Come "Juno", l'irresistibile film nella cui colonna sonora è stata inserita. Due piccoli capolavori indipendenti, un mondo soffice che ancora lotta per esistere..."I don't see what anyone can see in anyone else but you..."

giovedì 10 aprile 2008

La crocetta

Pomeriggio piovoso. Molto piovoso. In questi ultimi tempi sto imparando ad apprezzare anche la pioggia, acqua che pulisce, cielo grigio che ti fa riflettere ed incupisce. Serve anche questo.
E' anche vero che da quando ho finito lo stage a Grumello ha sempre piovuto...eccheccazzo! Quindi letture nel parco, al sole, per il momento rinviate...

Dicevo dello stage. Il bilancio dell'esperienza è senz'altro positiva, non c'è che dire. So che mi ripeto dicendo che ho imparato un nuovo lavoro, ho acquisito una grande quantità di contatti, ma è così. E forse ho bisogno di ripetere anche a me stesso che lavorare fino a 55 ore alla settimana per tre mesi (e per due soldi) è servito a qualcosa. I miei sacrifici saranno ripagati.
Restando in tema...potrebbe (in questo mondo non dire gatto se non l'hai nel sacco) esserci un nuovo lavoro (part-time) sempre in ambito musicale a partire dal mese di settembre. Zona di lavoro: Brescia. Mansione: ufficio stampa e limitrofi. Per il momento non aggiungo altro.
Intanto ho chiesto a Rockol di incrementare il mio lavoro e quindi dovrebbe arrivarvi qualche rece in più e forse re-inizierò a partecipare saltuariamente a qualche conferenza stampa/intervista.

Mercoledì prossimo si parte per Oslo (Norvegia). Cinque giorni in un posto nuovo, con Laura sono quello che ci vuole. Adesso. Per inaugurare al meglio la primavera (anche se andremo al freddo), per respirare aria nuova, per il cuore.
Ad ospitarci, tramite Couchsurfing, saranno il metallaro Bjorn e l'austriaco (norvegese d'adozione) Michael. Fly away...

Piccola parentesi Couch Sound. Sabato vi consiglio di non perdervi il concerto (alle 19,30) delle Freaky Mermaids, tre splendide fanciulle armate di chitarre, banjo, mandolino ed altro ancora che preseteranno il loro primo EP "Freaky Circus".
Non mancate guaglio', merita davvero.

Giungiamo al fatidico capitolo elezioni. Sono alle porte. Cercherò di non dilungarmi troppo per dire la mia.
Premetto che vado controvoglia alle urne, stanco di una politica carica di promesse e povera di fatti, dove le facce che ci vengono proposte sono, in larga parte, sempre le stesse.
Mi si potrebbe ribattere che nessuno mi obbliga ad andare a votare. Vero. Personalmente però non credo che l'astensione possa cambiare le cose ed anche se sono stufo di votare il meno peggio, lo farò comunque perchè le decisioni prese da chi ci governa spesso ricadono anche sulla mia vita.
Ho seguito con interesse questa campagna elettorale, forse perchè in cuor mio spero ancora che le cose possano cambiare, che un'altra Italia è possibile.
Credo che in questo momento l'ultima cosa di cui il Paese ha bisogno è Silvio Berlusconi. I giornali di tutto il mondo già ci prendono in giro a questa prospettiva e se loro possono permettersi di prenderla sul comico, noi no. Affidare nelle sue mani la nazione per altri cinque anni vorrebbe dire affossarla (forse) definitivamente. Non tornerò su argomenti riguardanti la persona di Silvio (il fatto che in ogni altro paese del mondo sarebbe in galera o comunque non certamente candidato premier) che ormai avendo sistemato i suoi guai giudiziari personali (per prescrizione, non per assoluzione) si dedicherà ainostri. Come? Costruendo all'interno delle caserme dismesse dei nuovi centri commerciali cittadini, espropriando terreni agricoli per realizzare delle new towns, ovvero delle nuove città. Proprio quello di cui abbiamo bisogno. Vero?
Walter Veltroni non mi convince appieno, ma sicuramente sta cercando un minimo cambiamento e le sue proposte sono maggiormente valide rispetto a quelle del barzellettiere d'Italia. Allo stesso tempo è anche vero che il PD è oramai un partito di centro-centro sinistra e per certi versi va bene così. Le mie idee su lavoro e ambiente, che ritengo attualmente le priorità di questo paese sono sicuramente più vicine a quelle della Sinistra Arcobaleno anche se non avrei candidato Bertinotti come premier ma una persona più giovane, un simbolo di vero cambiamento. Sono convinto che si debba fare veramente qualcosa per il precariato ed aiutare le famiglie è vero, ma anche noi giovani. Conosco sulla mia pelle il concetto di "fare fatica ad arrivare alla fine del mese" e sono convinto che un qualche conflitto di classe esista tuttora. Insomma è giusto che i furbi l'abbiano sempre vinta, è giusto che un datore di lavoro abbia sei case all'estero, una barca di 20mt. guadagnati anche evadendo le tasse (e pagando alcuni lavoratori in nero la stessa cifra delle ore regolari) ed io prenda 5,20 euro all'ora? E' giusto che un giornalista debba ritenersi già fortunato se viene pagato? Come fa a lavorare bene, senza paura? E la paura gioca brutti scherzi, infanga la verità. Bisogna fare qualcosa di serio per i lavoratori. Il vaso è colmo.
Lo stesso discorso vale per l'ambiente. Non è più tempo di rimandare, non è più tempo delle parole. Ci stiamo cuocendo il cervello, stiamo respirando metalli. I tumori non vengono per caso, non è un caso se avete sempore il raffreddore. Parlate con chi studia queste cose e vi dirà.
Potenziamento dei mezzi pubblici (prezzi ridotti, servizio notturno), piste ciclabili, regole rigide per le industrie, incentivi sostanziosi per il solare, non si fa un inceneritore se da esso vengono sprigionate quantuità incredibili di diossine che ci entrano nei polmoni senza che se ne possa accorgere. Se non cambiamo ora i nostri figli mangeranno catrame.
Ora detto tutto ciò io credo che il programma più vicino a queste cose sia quello della Sinistra Arcobaleno. Chiaramente so che non andrà mai al governo, ma allo stesso tempo credo che più questa voce è forte meglio è e lo stesso penso dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che pur non essendo della stessa coalizione ma apparentato col PD, ritengo una persona onesta ed in grado di fare davvero qualcosa per cambiare l'Italia.
Detto ciò fate quel che ritenete giusto. Se il paese sceglierà Berlusconi vuol dire che se lo merita. Ed io rifletterò sul da farsi....

Canzone del giorno: - "The stations" - Gutter Twins. Questo è un supergruppo composto da due simboli del grunge americano: Greg Dulli (ex Afghan Whigs e già produttore dei nostrani Afterhours) e Mark Lanegan (ex Screaming Trees, Queens of The Stone Age). Il disco prende vita dopo due anni di ammiccamenti e si chiama "Saturnalia", un lavoro rock graffiato dalle chitarre ruvide, tastiere vintage, violini e la voce di Lanegan, cullato violentemente da atmosfere oscure e sporche.

venerdì 28 marzo 2008

Satisfaction...

E' successo di nuovo. Sentirsi orgogliosi, sentire che la magica atmosfera creatasi è merito tuo e di persone che come te credono nella musica. Dopo la magica notte di novembre con gli Chat Perdu, lo scorso sabato ho sentito nuovamente questa stupenda sensazione, una sorta di eccitazione graffiante. Sto parlando del concerto unplugged tenuto dai Marydolls per il Couch Sound all'Arteinte, un evento che definire ben riuscito è poco.
Quando alla fine di una serata sono tutti contenti e soddisfatti vuol dire che le cose hanno funzionato. Vedere tanta gente che ascolta il concerto in silenzio, la coda fuori dalla porta. Vedere i Marydolls in acustico, rivoluzionarsi, mettersi in gioco e sapere che è anche merito della tua insistenza. Vedere i sorrisi e la fatica dei musicisti, sentire Ampe che ci fa i complimenti, leggere sulla faccia di Caterina la sua soddisfazione, sentire l'entusiasmo di Laura per un concerto che forse neanche lei si aspettava. Leggere nei giorni seguenti i commenti entusiasti del pubblico. Bè complimenti: a me, Caterina, Ampe, Marydolls e pubblico.
Soddisfazioni che ripagano tante cose.

Nella sezione concerti trovate le date di aprile e presto arriverrano anche quelle di maggio. Stay tuned!!

Capitolo Pasquetta. La programmata Little Easter in Muscoline è saltata causa pioggia. Dopo lo scoramento iniziale, poco male. Il gentilissimo Ampe ha offerto la propria abitazione alla Badia per una grigliata/pasta fresca /vino rosso. Risultato? Giornata passata in relax con poca, ma buona, compagnia (Laura, Tommo, Claudia, Lucy, Mirco, Man, Marta, Dora, il mitico Roberto aka Hattori Hanzo). Ho perfino giocato a nascondino...







Infine due annunci.
Sulla scia di dEUS, Motorpsycho e Radiohead, ecco un altro grandissimo concerto. Sigur Ròs. Tre date in Italia per la eterea formazione islandese: dall'11 al 13 luglio i "folletti" saranno a Firenze, Roma e Milano. Fanculo la distanza, questa volta credo salterò la data milanese per puntare su quella fiorentina, soprattutto per un motivo: la location. I Sigur si esibiranno infatti presso il Giardino di Boboli, un luogo stupendo, un parco incredibile pieno di verde e storia. Lo visitai ai tempi della gita in quarta superiore e ne rimasi affascinato. Quindi credo proprio si andrà in Toscana.

Grazie a Laura laureata ed al suo viaggio premio, potrò realizzare il mio desiderio di cambiare aria per qualche giorno. Dal 16 al 20 aprile saremo ad Oslo in Norvegia, la città tra boschi e fiordi. Bisogno estremo di viaggio e di cose essenziali. Prima trasferta con il Couchsurfing...vediamo chi sarà il fortunato che ci ospiterà...

Prima delle elezioni dirò la mia in merito... intanto in fondo alla colonna sinistra, dove ci sono le statistiche, c'è un piccolo questionario per capire meglio la vostra posizione politica. Provate...

Mancano pochi giorni all'alba...4 aprile fine stage. Nuova pagina...

Canzone del giorno: "A-Punk" - Vampire Weekend. Dalla mia recensione su Rockol: "Il giovane quartetto newyorkese, salito anch’esso alla ribalta grazie alla rete, ci viene presentato dall’etichetta XL, nuova casa dei Radiohead, fucina di talenti come Adele e M.I.A. e già dimora di White Stripes e Devendra Banhart.La musica dei Vampire Weekend è indie-rock, ma contaminato da una freschezza nuova, proveniente dagli strumenti tipici del continente africano e dei caraibi: percussioni, maracas, chitarrine, organo e quant’altro [...]. Menzione a parte per “A-punk”, secondo travolgente singolo che miscela quanto detto sopra con un travolgente ritmo punkeggiante, creando un’ irresisitibile e folgorante scheggia sonora".
Aprite le finestre e lasciate entrare i vampiri...
Sono graditi commenti...



lunedì 17 marzo 2008

Lager...

Questo post è dedicato a chi ha subito le violenze qui sotto elencate. Ma è dedicato anche a chi quando si parla di G8 crede alle versioni ufficiali, ai black block ed a tutta quella montatura nata per nascondere la verità e per screditare un movimento considerato pericoloso.
La giustizia adesso ha accertato la verità ma nella Repubblica delle Banane, a causa di indulto e prescrizione, tutto filerà via liscio come l'olio (o quasi).
Non credo che l'opinione pubblica, ormai quasi sempre addormentata, si indignerà per questi episodi assurdi, da paese sottosviluppato. Per inciso al governo del Paese in quei giorni c'era Silvio Berlusconi, da pochi mesi salito al governo.
Lo so l'articolo è lungo, ma vi chiedo lo sforzo di leggerlo tutto. Perchè sapere è importante.
Leggendo mi sono venuti i brividi...spero vengano anche a voi. Vuol dire che siete ancora capaci di indignarvi!

da www.repubblica.it

C'era anche un carabiniere "buono", quel giorno. Molti "prigionieri" lo ricordano. "Giovanissimo". Più o meno ventenne, forse "di leva". Altri l'hanno in mente con qualche anno in più. In tre giorni di "sospensione dei diritti umani", ci sono stati dunque al più due uomini compassionevoli a Bolzaneto, tra decine e decine di poliziotti, carabinieri, guardie di custodia, poliziotti carcerari, generali, ufficiali, vicequestori, medici e infermieri dell'amministrazione penitenziaria. Appena poteva, il carabiniere "buono" diceva ai "prigionieri" di abbassare le braccia, di levare la faccia dal muro, di sedersi. Distribuiva la bottiglia dell'acqua, se ne aveva una a disposizione. Il ristoro durava qualche minuto. Il primo ufficiale di passaggio sgridava con durezza il carabiniere tontolone e di buon cuore, e la tortura dei prigionieri riprendeva. Tortura. Non è una formula impropria o sovrattono. Due anni di processo a Genova hanno documentato - contro i 45 imputati - che cosa è accaduto a Bolzaneto, nella caserma Nino Bixio del reparto mobile della polizia di Stato nei giorni del G8, tra venerdì 20 e domenica 22 luglio 2001, a 55 "fermati" e 252 arrestati. Uomini e donne. Vecchi e giovani. Ragazzi e ragazze. Un minorenne. Di ogni nazionalità e occupazione; spagnoli, greci, francesi, tedeschi, svizzeri, inglesi, neozelandesi, tre statunitensi, un lituano. Studenti soprattutto e disoccupati, impiegati, operai, ma anche professionisti di ogni genere (un avvocato, un giornalista...). I pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati hanno detto, nella loro requisitoria, che "soltanto un criterio prudenziale" impedisce di parlare di tortura. Certo, "alla tortura si è andato molto vicini", ma l'accusa si è dovuta dichiarare impotente a tradurre in reato e pena le responsabilità che hanno documentato con la testimonianza delle 326 persone ascoltate in aula.

Il reato di tortura in Italia non c'è, non esiste. Il Parlamento non ha trovato mai il tempo - né avvertito il dovere in venti anni - di adeguare il nostro codice al diritto internazionale dei diritti umani, alla Convenzione dell'Onu contro la tortura, ratificata dal nostro Paese nel 1988. Esistono soltanto reatucci d'uso corrente da gettare in faccia agli imputati: l'abuso di ufficio, l'abuso di autorità contro arrestati o detenuti, la violenza privata. Pene dai sei mesi ai tre anni che ricadono nell'indulto (nessuna detenzione, quindi) e colpe che, tra dieci mesi (gennaio 2009), saranno prescritte (i tempi della prescrizione sono determinati con la pena prevista dal reato). Come una goccia sul vetro, penosamente, le violenze di Bolzaneto scivoleranno via con una sostanziale impunità e, quel che è peggio, possono non lasciare né un segno visibile nel discorso pubblico né, contro i colpevoli, alcun provvedimento delle amministrazioni coinvolte in quella vergogna. Il vuoto legislativo consentirà a tutti di dimenticare che la tortura non è cosa "degli altri", di quelli che pensiamo essere "peggio di noi". Quel "buco" ci permetterà di trascurare che la tortura ci può appartenere. Che - per tre giorni - ci è già appartenuta. Nella prima Magna Carta - 1225 - c'era scritto: "Nessun uomo libero sarà arrestato, imprigionato, spossessato della sua indipendenza, messo fuori legge, esiliato, molestato in qualsiasi modo e noi non metteremo mano su di lui se non in virtù di un giudizio dei suoi pari e secondo la legge del paese". Nella nostra Costituzione, 1947, all'articolo 13 si legge: "La libertà personale è inviolabile. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà" La caserma di Bolzaneto oggi non è più quella di ieri. Con un'accorta gestione, si sono voluti cancellare i "luoghi della vergogna", modificarne anche gli spazi, aprire le porte alla città, alle autorità cittadine, civili, militari, religiose coltivando l'idea di farne un "Centro della Memoria" a ricordo delle vittime dei soprusi. C'è un campo da gioco nel cortile dove, disposti su due file, i "carcerieri" accompagnavano l'arrivo dei detenuti con sputi, insulti, ceffoni, calci, filastrocche come "Chi è lo Stato? La polizia! Chi è il capo? Mussolini!", cori di "Benvenuti ad Auschwitz".

Dov'era il famigerato "ufficio matricole" c'è ora una cappella inaugurata dal cardinale Tarcisio Bertone e nei corridoi, dove nel 2001 risuonavano grida come "Morte agli ebrei!", ha trovato posto una biblioteca intitolata a Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume italiana, ucciso nel campo di concentramento di Dachau per aver salvato la vita a 5000 ebrei. Quel giorno, era venerdì 20 luglio, l'ambiente è diverso e il clima di piombo. Dopo il cancello e l'ampio cortile, i prigionieri sono sospinti verso il corpo di fabbrica che ospita la palestra. Ci sono tre o quattro scalini e un corridoio centrale lungo cinquanta metri. È qui il garage Olimpo. Sul corridoio si aprono tre stanze, una sulla sinistra, due sulla destra, un solo bagno. Si è identificati e fotografati. Si è costretti a firmare un prestampato che attesta di non aver voluto chiamare la famiglia, avvertire un avvocato. O il consolato, se stranieri (agli stranieri non si offre la traduzione del testo). A una donna, che protesta e non vuole firmare, è mostrata la foto dei figli. Le viene detto: "Allora, non li vuoi vedere tanto presto...". A un'altra che invoca i suoi diritti, le tagliano ciocche di capelli. Anche H. T. chiede l'avvocato. Minacciano di "tagliarle la gola". M. D. si ritrova di fronte un agente della sua città. Le parla in dialetto. Le chiede dove abita. Le dice: "Vengo a trovarti, sai". Poi, si è accompagnati in infermeria dove i medici devono accertare se i detenuti hanno o meno bisogno di cure ospedaliere. In un angolo si è, prima, perquisiti - gli oggetti strappati via a forza, gettati in terra - e denudati dopo. Nudi, si è costretti a fare delle flessioni "per accertare la presenza di oggetti nelle cavità". Nessuno sa ancora dire quanti sono stati i "prigionieri" di quei tre giorni e i numeri che si raccolgono - 55 "fermati", 252 "arrestati" - sono approssimativi. Meno imprecisi i "tempi di permanenza nella struttura". Dodici ore in media per chi ha avuto la "fortuna" di entrarvi il venerdì. Sabato la prigionia "media" - prima del trasferimento nelle carceri di Alessandria, Pavia, Vercelli, Voghera - è durata venti ore. Diventate trentatré la domenica quando nella notte tra 1.30 e le 3.00 arrivano quelli della Diaz, contrassegnati all'ingresso nel cortile con un segno di pennarello rosso (o verde) sulla guancia.

È saltato fuori durante il processo che la polizia penitenziaria ha un gergo per definire le "posizioni vessatorie di stazionamento o di attesa". La "posizione del cigno" - in piedi, gambe divaricate, braccia alzate, faccia al muro - è inflitta nel cortile per ore, nel caldo di quei giorni, nell'attesa di poter entrare "alla matricola". Superati gli scalini dell'atrio, bisogna ancora attendere nelle celle e nella palestra con varianti della "posizione" peggiori, se possibile. In ginocchio contro il muro con i polsi ammanettati con laccetti dietro la schiena o nella "posizione della ballerina", in punta di piedi. Nelle celle, tutti sono picchiati. Manganellate ai fianchi. Schiaffi alla testa. La testa spinta contro il muro. Tutti sono insultati: alle donne gridato "entro stasera vi scoperemo tutte"; agli uomini, "sei un gay o un comunista?" Altri sono stati costretti a latrare come cani o ragliare come asini; a urlare: "viva il duce", "viva la polizia penitenziaria". C'è chi viene picchiato con stracci bagnati; chi sui genitali con un salame, mentre steso sulla schiena è costretto a tenere le gambe aperte e in alto: G. ne ricaverà un "trauma testicolare". C'è chi subisce lo spruzzo del gas urticante-asfissiante. Chi patisce lo spappolamento della milza. A. D. arriva nello stanzone con una frattura al piede. Non riesce a stare nella "posizione della ballerina". Lo picchiano con manganello. Gli fratturano le costole. Sviene. Quando ritorna in sé e si lamenta, lo minacciano "di rompergli anche l'altro piede". Poi, gli innaffiano il viso con gas urticante mentre gli gridano. "Comunista di merda". C'è chi ricorda un ragazzo poliomielitico che implora gli aguzzini di "non picchiarlo sulla gamba buona". I. M. T. lo arrestano alla Diaz. Gli viene messo in testa un berrettino con una falce e un pene al posto del martello. Ogni volta che prova a toglierselo, lo picchiano. B. B. è in piedi. Gli sbattono la testa contro la grata della finestra. Lo denudano. Gli ordinano di fare dieci flessioni e intanto, mentre lo picchiano ancora, un carabiniere gli grida: "Ti piace il manganello, vuoi provarne uno?". S. D. lo percuotono "con strizzate ai testicoli e colpi ai piedi". A. F. viene schiacciata contro un muro. Le gridano: "Troia, devi fare pompini a tutti", "Ora vi portiamo nei furgoni e vi stupriamo tutte". S. P. viene condotto in un'altra stanza, deserta. Lo costringono a denudarsi. Lo mettono in posizione fetale e, da questa posizione, lo obbligano a fare una trentina di salti mentre due agenti della polizia penitenziaria lo schiaffeggiano. J. H. viene picchiato e insultato con sgambetti e sputi nel corridoio. Alla perquisizione, è costretto a spogliarsi nudo e "a sollevare il pene mostrandolo agli agenti seduti alla scrivania". J. S., lo ustionano con un accendino. Ogni trasferimento ha la sua "posizione vessatoria di transito", con la testa schiacciata verso il basso, in alcuni casi con la pressione degli agenti sulla testa, o camminando curvi con le mani tese dietro la schiena. Il passaggio nel corridoio è un supplizio, una forca caudina. C'è un doppia fila di divise grigio-verdi e blu. Si viene percossi, minacciati. In infermeria non va meglio.

È in infermeria che avvengono le doppie perquisizioni, una della polizia di Stato, l'altra della polizia penitenziaria. I detenuti sono spogliati. Le donne sono costrette a restare a lungo nude dinanzi a cinque, sei agenti della polizia penitenziaria. Dinanzi a loro, sghignazzanti, si svolgono tutte le operazioni. Umilianti. Ricorda il pubblico ministero: "I piercing venivano rimossi in maniera brutale. Una ragazza è stata costretta a rimuovere il suo piercing vaginale con le mestruazioni dinanzi a quattro, cinque persone". Durante la visita si sprecano le battute offensive, le risate, gli scherni. P. B., operaio di Brescia, lo minacciano di sodomizzazione. Durante la perquisizione gli trovano un preservativo. Gli dicono: "E che te ne fai, tanto i comunisti sono tutti froci". Poi un'agente donna gli si avvicina e gli dice: "È carino però, me lo farei". Le donne, in infermeria, sono costrette a restare nude per un tempo superiore al necessario e obbligate a girare su se stesse per tre o quattro volte. Il peggio avviene nell'unico bagno con cesso alla turca, trasformato in sala di tortura e terrore. La porta del cubicolo è aperta e i prigionieri devono sbrigare i bisogni dinanzi all'accompagnatore. Che sono spesso più d'uno e ne approfittano per "divertirsi" un po'. Umiliano i malcapitati, le malcapitate. Alcune donne hanno bisogno di assorbenti. Per tutta risposta viene lanciata della carta da giornale appallottolata. M., una donna avanti con gli anni, strappa una maglietta, "arrangiandosi così". A. K. ha una mascella rotta. L'accompagnano in bagno. Mentre è accovacciata, la spingono in terra. E. P. viene percossa nel breve tragitto nel corridoio, dalla cella al bagno, dopo che le hanno chiesto "se è incinta". Nel bagno, la insultano ("troia", "puttana"), le schiacciano la testa nel cesso, le dicono: "Che bel culo che hai", "Ti piace il manganello". Chi è nello stanzone osserva il ritorno di chi è stato in bagno. Tutti piangono, alcuni hanno ferite che prima non avevano. Molti rinunciano allora a chiedere di poter raggiungere il cesso. Se la fanno sotto, lì, nelle celle, nella palestra. Saranno però picchiati in infermeria perché "puzzano" dinanzi a medici che non muovono un'obiezione. Anche il medico che dirige le operazioni il venerdì è stato "strattonato e spinto". Il giorno dopo, per farsi riconoscere, arriva con il pantalone della mimetica, la maglietta della polizia penitenziaria, la pistola nella cintura, gli anfibi ai piedi, guanti di pelle nera con cui farà poi il suo lavoro liquidando i prigionieri visitati con "questo è pronto per la gabbia". Nel suo lavoro, come gli altri, non indosserà mai il camice bianco. È il medico che organizza una personale collezione di "trofei" con gli oggetti strappati ai "prigionieri": monili, anelli, orecchini, "indumenti particolari". È il medico che deve curare L. K. A L. K. hanno spruzzato sul viso del gas urticante. Vomita sangue. Sviene. Rinviene sul lettino con la maschera ad ossigeno. Stanno preparando un'iniezione. Chiede: "Che cos'è?". Il medico risponde: "Non ti fidi di me? E allora vai a morire in cella!".

G. A. si stava facendo medicare al San Martino le ferite riportate in via Tolemaide quando lo trasferiscono a Bolzaneto. All'arrivo, lo picchiano contro un muretto. Gli agenti sono adrenalinici. Dicono che c'è un carabiniere morto. Un poliziotto gli prende allora la mano. Ne divarica le dita con due mani. Tira. Tira dai due lati. Gli spacca la mano in due "fino all'osso". G. A. sviene. Rinviene in infermeria. Un medico gli ricuce la mano senza anestesia. G. A. ha molto dolore. Chiede "qualcosa". Gli danno uno straccio da mordere. Il medico gli dice di non urlare. Per i pubblici ministeri, "i medici erano consapevoli di quanto stava accadendo, erano in grado di valutare la gravità dei fatti e hanno omesso di intervenire pur potendolo fare, hanno permesso che quel trattamento inumano e degradante continuasse in infermeria". Non c'è ancora un esito per questo processo (arriverà alla vigilia dell'estate). La sentenza definirà le responsabilità personali e le pene per chi sarà condannato. I fatti ricostruiti dal dibattimento, però, non sono più controversi. Sono accertati, documentati, provati. E raccontano che, per tre giorni, la nostra democrazia ha superato quella sempre sottile ma indistruttibile linea di confine che protegge la dignità della persona e i suoi diritti. È un'osservazione che già dovrebbe inquietare se non fosse che - ha ragione Marco Revelli a stupirsene - l'indifferenza dell'opinione pubblica, l'apatia del ceto politico, la noncuranza delle amministrazioni pubbliche che si sono macchiate di quei crimini appaiono, se possibile, ancora più minacciose delle torture di Bolzaneto. Possono davvero dimenticare - le istituzioni dello Stato, chi le governa, chi ne è governato - che per settantadue ore, in una caserma diventata lager, il corpo e la "dimensione dell'umano" di 307 uomini e donne sono stati sequestrati, umiliati, violentati? Possiamo davvero far finta di niente e tirare avanti senza un fiato, come se i nostri vizi non fossero ciclici e non si ripetessero sempre "con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l'etica, con l'identica allergia alla coerenza"?

Canzone del giorno: "Charlie fa surf" - Baustelle. Il singolo è tratto dal nuovo album "Amen", il quarto capitolo discografico. La band toscana, on the road dal 2000, o la ami o la odi. Io sono più per il primo sentimento. Questo brano rappresenta le atmosfere vintage create da Bianconi e soci, un rock nato negli anni Sessanta, cresciuto con i cantautori ed invecchiato con l'indie-rock.
La canzone è ispirata a "Charlie Don't Surf" un'opera di Maurizio Cattelan, nella quale è rappresentato un bambino con le mani inchiodata al banco di scuola con le matite (a sua volta ispirato ad un dialogo del film "Apocalypse now" che aveva ispirato anche un brano dei Clash "Charlie Don't Surf"). Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle, ha dichiarato che si tratta di un canto di ribellione adolescenziale totale, contro istituzioni, scuola, famiglia e soprattutto religione cattolica. Inoltre dipinge i quindicenni d'oggi, protagonisti del brano, come un esercito di piccoli ribelli inquadrati in un anticonformismo di massa.


lunedì 10 marzo 2008

Poi da solo l'urlo diventò un tamburo...

Sono giorni in movimento questi, soprattutto dal punto di vista lavorativo. Non so ancora cosa farò tra un mese, anche se sono orientato a terminare l'avventura in quel dell'ufficio stampa, anche (ma nn solo) a causa delle probabile insufficiente offerta economica. A giorni si definirà definitivamente (scusate il gioco di parole) la questione. Nel frattempo è spuntata un'altra interessante possibilità sempre nel settore, ma preferisco non anticipare nulla fino a che non andrò a discutere personalmente questa opportunità.
Da una parte sento il bisogno di riappropriarmi della mia vita. In questi mesi i ritmi frenetici hanno preso il sopravvento su tantissime cose importanti e su altre più banali, ma necessarie alla mia autonomia: non ricordo il tempo di fare la spesa o pulire casa con calma (che se non fosse per la collaborazione di Laura in questi giorni non sarebbe così pulita), la mia casa, sudata con tante ore di lavoro. Ho paura a volte di perdere di vista le cose veramente importanti, talvolta temo di non saper più riconoscere la vera bellezza e che un tappo mi chiuda la bottiglia delle emozioni. Ma non accadrà. Non a me. Lo giuro.

Sabato è cominciato il Couch Sound ed è stato un grande successo. I Silvergun Superman sono stati bravissimi e l'Arteinte strabordava di gente. Pensate che il vecchio Ampe aveva finito i bicchieri ad un certo punto ed il mix bella musica + ghiotto buffet ha prodotto l'effetto sperato. Inizio col botto, quindi. Un ringraziamento al gruppo, alla Cate ed a tutti coloro che hanno partecipato all'evento.
Vi ricordo che questo sabato ci sarà il Dj Set di Webster con una speciale selezione incentrata sul reggae (che qualcuno non vorrebbe facessimo credendo il genere di sua proprietà, ma si sbaglia di grosso), senza dimenticare qualche incursione nel funk. Ci fidiamo del vecchio cagnaccio e siamo sicuri che non ci deluderà. Vi aspetto sabato alle 19,30 in punto...
A breve on-line il programma di aprile...



Per rimanere in tema musicale breve segnalazione del concerto degli Eels tenutosi venerdì presso il Conservatorio di Milano. Posto stupendo per seguire concerti, Mr.E e socio in splendida forma, due musicisti con i controcoglioni (suonavano entrambi chitarra, piano e batteria) ed ottima compagnia (Jean ed il pazzoide Mamo). Unica nota stonata il comportamento iniziale di una piccola parte di pubblico. Mark Everett ha infatti deciso di proiettare un documentario in inglese sulla vita di suo padre, scienziato incompreso (le cui tesi come spesso accade sono state riconosciute futuristiche solo anni dopo la sua scomparsa), morto suicida. Un argomento sensibile, non per tutti a quanto pare. Si può fischiare una cosa simile? Bah! In ogni caso Mr.E ha poi zittito tutti con la sua musica. Sublime. Non conosco benissimo gli Eels, ma questo concerto mi ha rapito. In avvicinamento.
Ah a luglio arrivano anche i Massive Attack...date papabili Ravenna 19 luglio e Venezia 20 luglio. So many concerts, dudes!!

Venerdì 14 trasferta a Bologna per assistere alla sudata e meritata laurea di Laura in Lingue e Letterature straniere. Ore 10. Complimenti dottoressa!!! Quindi come da accordi poi ti buttiamo nella fontana, ti riempiamo di schiuma da barba e ti tiriamo le uova? Per festeggiare eh!!!
Il primo step è andato! Sii orgogliosa di te!

Sempre venerdì, alla sera, ci sarà il concerto degli Ekeskog al Latte +. Non vedo l'ora di riabbracciare il cantante di ritorno da Parigi per la data bresciana, ovvero il Tommo, del quale segnalo anche una mostra fotografica: "Love is in the air - Un bacio non si rifiuta mai" promossa da Legambiente Brescia e dedicata alla claustrofobica qualità dell'aria nella nostra città, argomento del quale non ho ancora sentito parlare i candidati sindaco di Brescia. Passate quindi fino al 15 marzo presso la sala SS.Filippo e Giacomo in via delle Battaglie,61 zona Carmine (di fianco al cinema nuovo Eden). Orario (lunedì chiuso): 10-12; 15-19.

Vorrei parlare anche di politica, ma per ora mi astengo: sto ancora raccogliendo le idee...

Canzone del giorno: "Com'è profondo il mare" - Lucio Dalla. Questo, secondo chi scrive, è uno dei pezzi più belli della musica italiana. Una melodia semplice e ritmica a base di chitarra acustica e batteria, un coro ed un fischiettìo. E poi le parole. Un testo incredibile, poesia, amore e denuncia, tutto in un brano. Ascoltate con attenzione il testo, mi raccomando. La canzone è targata 1977, anno nel quale Dalla stampa l'album "Com'è profondo il mare", un disco veramente interessante che ho scoperto (nel senso che l'ho ascoltato con cura) di recente, il primo in cui i testi furono interamente scritti dallo stesso cantautore bolognese. Il filmato è dello stesso anno, tratto da una tv che forse all'epoca era un po' meglio dell'attuale: sullo sfondo fate attenzione che si vedono due famosi attori napoletani: chi sono? Fatemi sapere, nella sezione Commenti, cosa ne pensate del brano. Non abbiate timori. Personalmente lo adoro.
P.s. Vorrei scrivere alcune parole del testo ma è talmente denso che è impossibile scegliere dei passi senza fare un torto agli altri. Scopritelo da voi...




lunedì 3 marzo 2008

Tuffi...

E così ci tuffiamo alla fine degli anni Novanta! Dopo Portishead e dEUS tornano in Italia anche loro ed io cercherò assolutamente di non mancare!
Ladies and gentlemen from Trondheim (Norvegia)...Motorpsycho!
Il 25 maggio all'Alcatraz. Presenti. E' da ben sette anni che me li perdo (li vidi nel 2001 alla Festa di Radio Onda d'Urto, ma non li conoscevoi ancora bene), ma questa volta voglio esserci. Il loro ultimo album "Black hole/Black canvas" li ha riportati ai livelli di un tempo, un doppio lavoro di sano rock con i cambi di tempo tipici della band scandinava e con inserti psichedelici da paura. Inoltre dal vivo si buttano molto sul vecchio repertorio e non vedo l'ora di sentire i pezzi tratti da "Demon box", "Timothy's monster" e "Blissard". Il calendario concerti si arricchisce sempre più! Evvai!!!

Piccolo e (cir)conciso parere sul Festival di Sanremo. La scelta degli artisti secondo me quest'anno è stata meno peggio del solito: non c'erano solo vecchie glorie ma anche Frankie Hi-Nrg, Gazzè, Tiromancino, L'Aura, gente che, piaccia o meno la loro musica, è giovane e simbolo della scena musicale italiana odierna. Certo la formula andrebbe abbreviata, velocizzata e modernizzata, così come la cosidetta Giuria di Qualità andrebbe affidata a gente competente (l'unico del settore quest'anno era Cecchetto) e non ad Emilio Fede!!
Però è anche vero che se Sanremo andrebbe aggiornato e confrontare canzoni italiane stupende come quelle dell'ultimo album di Paolo Benvegnù con alcune del Festival fa rabbia, d'altra parte bisogna ricordare che il Festival è un simbolo nazional-popolare e non un festival di musica indie e come tale va trattato. Il ringiovanimento ci vuole, ma forse, a differenza della politica che andrebbe rinovata da capo a fondo, il Festival deve mantenere alcuni suoi tratti che lo contraddistinguono. Insomma non si può togliere a Sanremo la propria identità. L'anno prossimo però speriamo in tre serate che magari finiscano alle 11,30 e con nomi che attirino maggiormente anche noi "ggggiovani"...

La stanchezza in questi giorni è abbastanza presente nella mia vita. In ogni caso il mio stage durerà ancora un mese e poi stop. Con molte probabilità la mia avventura in quel di Grumello terminerà, ma devo dire che mi sta insegnando molto: posso dire di aver imparato il lavoro di un ufficio stampa musicale e non è poco. Inoltre ho arricchito le mie conoscenze nel campo ed i miei contatti. Questi erano i miei obiettivi primari quando ho cominciato e li ho raggiunti. E vi dirò che ora ho anche voglia di rallentare un po' quindi se l'avventura terminerà il 5 aprile va bene così: avrò più tempo per prendermi cura di me! 55 ore di lavoro alla settimana si possono fare per un po', per raggiungere uno scopo ma non possono essere la normalità.
Non per me.

In questi giorni pensavo in quali posti mi piacerebbe fare un viaggio se avessi parecchie possibilità economiche. Un posto che mi affascina molto, soprattutto in questo periodo è la Nuova Zelanda, seguito dal Sudafrica ed in particolare Città del Capo. Devono essere luoghi incredibili, per motivi diversi: il primo nella natura ed in una civiltà fortemente rispettosa dell'ambiente e della cultura (basti pensare che qui un gruppo reggae/dub come i Fat Freddy's Drop è arrivato al primo posto in classifica); il secondo mi affascina per le sue contraddizioni e per la sua posizione i fondo all'Africa. Inizierò a documentarmi...chissà che un giorno diventi benestante. Voi? Dove andreste se ne aveste la possibilità? Dite la vostra!

Canzone del giorno: "Silver stallion" - Cat Power. Si intitola "Jukebox" l'ultimo album di Chan Marshall, alias Cat Power, splendida songwriter americana , senza dubbio una delle cantanti più capaci (e affascinanti) del rock indipendente. In questo nuovo disco la gattina ha ripetuto un'operazione già tentata, con un risultato stupendo, otto anni fa con "The Covers record": rifare canzoni altrui con la sua velluata voce. Già può sembrare un'operazione banale ma non è così per due motivi: la sua capacità (e dei suoi musicisti) e il repertorio selezionato. Cat non rifà canzoni note al grande pubblico ma, per la gran parte, pesca nello sterminato archivio delle radici blues, country e folk americano.
"Silver stallion" ad esempio è un brano degli Highwaymen, ovvero una superband composta da Johnny Cash, Willie Nelson, Kris Kristofferson e Waylon Jennings, datato 1990.
Questa è una performance live tratta dal dietro le quinte di una trasmissione di culto americana come il Jools Holland Late NIght Show. Godetevelo e commentate se vi va.
Ah, tanto per intenderci, "Jukebox" è un gran disco...da consumare preferibilmente dopo il calare del sole.