domenica 25 febbraio 2007

Royale Sound

Ci sono volte che la musica ti prende fin nelle viscere, il tuo corpo si muove e tu balli come un pazzo e urli e salti e sudi! Venerdì sera è stato proprio così. Al Buddha di Orzinuovi hanno suonato i Casino Royale, il gruppo milanese che si è riformato quest'anno (senza Giuliano Palma) ed ha dato alle stampe un gran disco come "Reale". Il locale non era molto pieno ma Alioscia e soci hanno davvero spaccato, più di due ore di concerto, alternando pezzi vecchi e nuovi, brani veloci da spaccarsi e canzoni più riflessive. E poi il finale è stato veraamente da paura con "Royale Sound" (ultimo album) tirata per 7/8 minuti in cui tutto il locale ha ballato fino allo sfinimento. Tutti. Incredibile, era da tanto che non vedevo una cosa del genere! Io, Jean e Ilenia ci siamo davvero scatenati, adrenalina allo stato puro!!!!!!!! Filippo l'abbiamo perso nei meandri del Buddha...forse avrà trovato la sua pace spirituale eh!


Prima...



Durante...



Dopo...






Ieri mattina invece sfida a calcetto con grande vittoria delle maschere dell'Oz contro i baristi: 12-4. Umiliati!!!! Grandissima prestazione della nostra squadra, con una menzione per l'Imperatore Antonio!!! Mitico!!!

Canzone del giorno: "Royale Sound" - Casino Royale. Dall'ultimo album "Reale", uscito a fine 2006 nove anni dopo l'ultimo lavoro. Un pezzo nel quale si trovano rock, funk ed elettronica miscelati in una pozione energetica che fa muovere le chiappe a tutto e a tutti!!!!




sabato 17 febbraio 2007

Anti?

Oggi in quel di Vicenza si tiene una manifestazione contro l'ampliamento della base americana Dal Molin. Chi ci andrà è un anti-americano! Chi non vuole che gli yankee possano fare guerre in tutto il mondo per i loro interessi, usufruendo (quando e come vogliono) del nostro territorio è un anti-americano. Chi non vuole che a Ghedi (20 km da Brescia) gli Usa tengano in tutto segreto una testata atomica è un anti-americano. Chi è stufo che una zona della Sardegna sia contaminata da radiazioni a causa delle "prove" armamentarie degli States è un anti-americano. No! Parlo per me, ma credo che la cosa sia condivisibile da chi detiene la mia stessa posizione sull'argomento. Non sono anti-americano. Non odio un paese che per tanti versi è da prendere come esempio di legalità (vedi vicenda Emron, l'evasione fiscale viene punita con l'arresto e in galera ci si resta per davvero), un paese che ci ha fornito grandi film, grande musica, grandi libri e grandi uomini, un paese che a tutti piacerebbe attraversare da est e ovest per le sue bellezze. Io non sono anti-americano. Sono contro la politica guerra fondaia che gli States da sempre attuano in tutto il mondo. Hanno ammazzato milioni di persone solo per i loro interessi economici. Cile, Nicaragua, Vietnam solo per citare qualcosa. Ora Iraq, Afghanistan e domani chissà. Giocano senza regole con la morte e pretendono che non si giochi con loro. Vogliono imporre a tutti le loro leggi che sono i primi a non rispettare. Io non sono anti-americano. Quando 200.000 persone manifestano a Washington contro la politica estera americana...cosa sono? Anti-americani?





Mercoledì si è laureato il mio amico Beppe, dottore in ingegneria ambientale. Complimenti Bepi e tra due anni festeggermo la specialistica! Un abbraccio forte! E colgo l'occasione anche per citare Antoine che due settimane fa si è laureato in Giurisprudenza. Anche a te un augurio per la specialistica e un forte abbraccio!







Ieri serata con il Berga e altri compagni Oz (Jean, Ventu, Gabri, Luca, Silvie, SaraManna, Fabio, Laura Pate, Anto ecc...). Prima Sciampagnone (erano anni che non lo bevevo) e poi Ikebana e Lio. Serata mooooolto strana segnata da discussioni particolari. Stasera si lavora e niente di che...



Se sbaglio proverò a riparare. Devo scegliere ora. Forse già ho scelto e non me rendo conto. Non posso lasciare indietro un giocattolo così incredibile e bello, senza averci giocato per paura di romperlo. Sarà difficile, non so neanche se sarà possibile. Ma se mi arrenderò prima di averci provato come mi sentirò domani? Non posso più camminare in bilico sulla staccionata devo saltare. Se sbaglierò, riparerò....se cado e mi sbuccio le ginocchia non succede niente. Non volevo ferire. Mi rialzerò. Se tu ci sarai ci vediamo lì....



Canzone del giorno: "Quello che non c'è" - Afterhours. Tratta dall'album omonimo ("Quello che non c'è") del 2003, un brano che alterna rabbia e dolcezza, suoni incredibili ed un testo introspettivo, ma che potrebbe allo stesso tempo riguardare ognuno di noi. Uno dei pezzi più belli scritti da Manuel Agnelli e soci..."io maledico il modo in cui sono fatto, il mio modo di morire sano e salvo dove mi attacco, il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia...quello che non c'è". P.s. Berga questa è anche x te!




La mia ultima recensione: "La seconda rivoluzione sessuale" - Tre Allegri Ragazzi Morti. Sconfiggendo il pregiudizio devo dire che ci sono alcuni pezzi interessanti, su tutti "Ninnanannapernina". Leggete qui....http://www.rockol.it/recensione-3430/Tre-Allegri-Ragazzi-Morti/LA-SECONDA-RIVOLUZIONE-SESSUALE-DEI-TRE-ALLEGRI

lunedì 12 febbraio 2007

Giardini d'amore...

Impegni e vicende varie mi tengono lontano dal blog per una settimana, ma riappaio...

Venerdì sera ci siamo recati (Io, Jean, Tommo e Davide) in quel di Verona dove, per la gioia di grandi e piccini, ha riaperto un posto fighissimo come l'Interzona. Si, non è proprio uguale a prima, ma resta comunque uno dei luoghi più validi dove si propone musica un pò fuori dagli schemi. Quella sera siamo andati a sentire il ritorno dei Giardini di Mirò che, a distanza di quattro anni dall'ultimo disco, hanno appena dato alle stampe il nuovo album "Dividing opinions". Il sound non era al massimo (spero che il locale non abbia ancora trovato il giusto assetto da questo punto di vista), ma i Giardini sanno creare il loro muro di suono fatto di chitarre sparate a mille e batteria, di suoni post-rock malinconici e sferzate rabbiose. Insomma un ottimo concerto e anche il nuovo disco non sembra niente male. Poi al ritorno c'è stato qualche imprevisto (lo stomaco del Tommo -che è rimasto appoggiato al bancone dell'autogrill mezz'ora sorseggiando una camomilla calda intrisa di limone- e lo sclero di Davide contro un malcapitato casellante dell'Autostrada), ma tutto è filato liscio. Poi che dire... ho passato molto tempo con la mia amica Laura che oggi se ne è ritornata ad Hannover (many many kisses gemusina) ed ho terminato la rece dei Bloc Party ("A weekend in the city") che leggerete a breve....scritta tutta di getto...ispirata da un disco veramente stupendo....



Il cuore e la mente mi portano all'amore. Le due strade giungono nello stesso luogo, ma il tragitto è diverso. Se ti perdo, devo usare la testa. Ma non posso non far parlare il mio cuore. Eccoci a discutere di vita, di lacrime, di risate e di carne. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda, la cui cresta è più alta di quel che avevamo previsto. Non sappiamo se cavalcarla o se può essere pericoloso. Lo vorrei sapere. L'unico modo è non scendere...

Canzone del giorno: "That joke isn't funny anymore" - Smiths. Un gruppo senza il quale non sarebbero esistite formazioni come Coldplay, Oasis e Blur. Gli inventori del pop brittanico, guidati dall'estro di un mago come Morrissey, testi malinconici e ironici allo stesso tempo, cantati da una delle voci più belle del pop-rock. Questo brano, tratto dall'album "Meat is murder" (1985), racchiude l'essenza di tutto ciò: un uomo che invecchia e si rende amaramente conto di molte cose "That joke isn't funny anymore. I've seen this happen in other people's life, but now it's happening in mine..."


lunedì 5 febbraio 2007

A history of violence

In lenta ripresa dalla febbre...le cose vanno meglio...


Si muore alla partita di calcio, la caccia alle streghe è partita. Tutti che pensano di sapere, come vanno queste cose, ma forse nessuna di queste persone (politici, opinionisti, presidenti di società) è mai entrata in una curva, o meglio ha mai vissuto da "ultrà". Chi mi conosce ben sa quanto amassi questo sport e quanto fossi tifoso, sobbarcandomi abbonamenti casalinghi e trasferte. Chi ben mi conosce sa quanto sia schifato e quanto ribrezzo io provi oggi nei confronti del mondo del calcio (che nn sia quello giocato a calcetto con gli amici, quello vero). La ragioni sono molteplici: il business che ha travolto qualsiasi valore sportivo, ma anche un ambiente (quello ultrà) nel quale, crescendo, non mi sono più rispecchiato, anzi...Ma penso di conoscere bene questo mondo e penso che quel che è successo sabato abbia una spiegazione, che è la stessa che spesso spiega altri fatti del genere. L'ultrà, spesso, non ha altra ragione di vita che non sia la squadra di calcio. Spesso viene da condizioni sociali (economiche e familiari) non proprio rosee e lo stadio, la squadra, il tifo organizzato, sono gli unici posti dove conta qualcosa. Spesso la sua esistenza, al di fuori dall'ambiente in questione, è povera, senza stimoli (o talvolta stimolata da fumo, alcool e coca). Spesso l'ultrà si sente partecipe della vittoria della propria squadra, delle sconfitte e quando questa avviene per una causa ingiusta si sente offeso, preso per i fondelli. E reagisce con gli unici modi che conosce e che gli sono concessi: la violenza. E' un pò come quando una persona ha come unica fonte di vita una relazione amorosa: se lei ti tradisce o ti lascia, il mondo crolla e le reazioni possono essere incomprensibili. La violenza arriva da lì. E lo stesso vale quando attaccano i giocatori, quando le sorti della squadra vanno male. Stanno distruggendo l'unica loro fonte di vita, se la loro squadra va in serie B, la loro vita sarà di serie B. E' un legame indissolubile. E poi questi giocatori prendono fior fior di euro, mentre loro spesso sono operai e faticano ad arrivare a fine mese.
Ma non si santifichino i poliziotti! Per carità! Ognuno ha le proprie colpe! Un pezzetto di merda per uno! Il mio non è un giudizio e solo un'opinione di chi conosce bene l'ambiente. Un ambiente dal quale mi sono allontanato...penso per sempre!


In questi giorni ho guardato parecchi film. Poche considerazioni su un paio: "Amarcord" (con la mia amica Laura Minus) e "Elizabethtown". Il primo (oscar come miglior film straniero nel '74) è uno dei capolavori di Federico Fellini, un regista che adoro. In questa pellicola racconta il suo paese negli anni Trenta, popolato da personaggi di ogni tipo, circondati da un'aurea di poesia e pazzia: tra le scene più simboliche una camminata nella nebbia con tronchi e rami di alberi spogli che spuntano a disegnare figure incredibili, con i quattro ragazzi a suonare (con l'immaginazione) strumenti musicali fuori dalla chiesa, intonando la famosa melodia di Nino Rota che fa da sottofondo all'intero "Amarcord". Poesia allo stato puro, il perfetto disegno (speso anche ironico) di un'epoca. "Elizabethtown" (2005) invece è una commedia carina di Cameron Crowe ("Almost famous"), un regista che ama la musica. Infatti le sue colonne sonore sono sempre ricche di chicche. Qui ad esempio lei (Kirsten Dunst) prepara a lui (Orlando Bloom) un itinerario di viaggio con le cose da vedere, ma soprattutto con le canzoni da ascoltare che lei ha adeguatamente preparato. Insomma, una commedia carina (senza grosse pretese eh!) però piena di tante belle songs..."Quando ascolti questa abbassa il finestrino...certe canzoni hanno bisogno di aria". Verissimo


Canzone del giorno: "Free bird" - Lynyrd Skynyrd. In "Elizabethtown" viene suonata tra fuoco e acqua, in una scena davvero "rock". Questo è uno dei brani (1973) simbolo degli anni Settanta firmato da uno dei gruppi più bravi e sfortunati (e dal nome impronunciabile) della storia del rock americano ("il gruppo di Southern Rock definitivo, capace di fondere un rock blues potente con l'immagine ribelle del sud degli USA e l'atteggiamento sbruffone tipico dell'hard rock" AllMusic). Comincia piano piano e poi sale, sale, sale e finisce che la devi ballare come capita, chiudendo gli occhi e facendoti portare via da questo volatile libero....


venerdì 2 febbraio 2007

Fever...(Spiedoz saltato!)

Purtroppo non è alla febbre del sabato sera che si riferisce il titolo di questo post, bensì a quella che attanaglia il sottoscritto da mercoledì notte. E non vuole scendere questa stronza. Così mi ritrovo a casa tutto il giorno, tra il computer, un film sulla poltrona con la copertina, un libro, brodino, thè con i biscotti, termometro, tachipirina ecc...che merda! Sembra davvero che mi abbiano preso a mazzate, mi sento tutto un dolore. Povero vecchio che sono!


Il medico mi ha dato la mutua fino a martedì, voleva darmela fino a venerdì prossimo! Non esageriamo 'mo! Ieri quindi è saltato (per me) il tanto atteso SpiedoOz: le prime voci mi narrano di deliri alcolici e nuovi inciuci sentimentali. Prego i presenti all'evento di lasciare un piccolo report tra i commenti di questo post.


Ieri ho guardato Blade Runner, un film simbolo degli anni Ottanta (io ho la versione Director's Cut del 1992) e del cinema in generale. Bè non l'avevo mai visto. Capolavoro. Crea uno stato di tensione per tutto il film, con queste scenografie noir ispirate agli anni Quaranta, miscelate con la fantascienza più pura ed ingegnosa, da cui sicuramente hanno tratto ispirazione per tantissime pellicole successive (a me è subito saltato in mente Fight Club). I famosi Replicanti, robot sfuggiti al controllo umano condannati a vivere solo quattro anni, che cercano in ogni modo di trovare l'elisir che permetta loro di sopravvivere più a lungo e che si mostrano dotati di sentimenti ed emozioni. Il loro cacciatore Harrison Ford che si innamora di una di loro. E poi la frase storica, sul tetto di un palazzo, mentre piove con entrambi (il replicante Roy interpretato da Rutger Hauer e il Blade Runner Harrison Ford) feriti..."Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare... navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire..."














Canzone del giorno: "The dark is rising" - Mercury Rev. Tratta dall'album "All is dream" del 2001, psichedelia amalgamata con il rock e con suoni orchestrali che rendono questo disco epico, quasi una colonna sonora. Recentemente è stata pubblicata una raccolta doppia ("The essential") che dovreste trovare al prezzo di 9,90. Io non amo le raccolte, greatest hits ecc...ma a questo prezzo vale la pena...