sabato 23 giugno 2007

Feelings...

Ci sono pomeriggi in cui ti senti impaurito, stanco e ti manca la voglia di capire perchè. Poi arriva la sera. Questa volta non devi chiuderti in un cinema. E ti trovi con tre amici ad una grande tavolata a mangiare, in mezzo alla strada, e ridi perchè uno di loro sembra non mangi da tre giorni e racimola ciambelle ad ogni angolo della tavola. Ti sposti e mostri loro la tua casa che ancora non hanno visto: ne sei orgoglioso e pensi al sudore che ci metti per mantenerla. Vi muovete, passeggiate nelle vie del centro e questa sera l'aria è incredibilmente dolce e ti accarezza la testa. Andate al locale di un altro amico, un altro di quelli veri e ti fa piacere aiutarlo a promuovere un progetto bello e difficile nel quale sta investendo tutte le sue forze. Sei contento di cuore vedendo che arriva gente e la musica funk di un DJ accompagna la serata. Passano da quelle parti un ragazzo ed una ragazza francesi, armati di sacchi a pelo e chitarre. Si chiamano Muriel e Silvan e sono qui per il circo contemporaneo. Lei è piccolina e parla italiano perchè studia all'Accademia del Circo a Torino. Vi sedete tutti fuori, in mezzo alla strada, con qualcosa di freddo che ti scende nello stomaco e si chiacchiera di Italia, di Francia e di musica. Il tempo vola e saluti delle amiche che ti hanno raggiunto e condividi con loro vita. Sei immerso in un'atmosfera che ti culla e sei felice quando il tuo amico invita i due francesi a dormire da lui: ci avevi pensato anche tu. Ci si sposta ad un'altra festa, francesi compresi e si suona all'aperto cantando a squarciagola canzoni dei Radiohead e melodie tzigane, suoni di bottiglie vuote e mani che battono sul tavolo in legno.
Su una Ford degli anni Settanta vi dirigete verso casa, sfiorate l'aria ed i piedi di una persona che li tiene fuori dal finestrino. Arrivate al vecchio e tanto bistrattato Carmine parlando d'amore e di paura, condividendo essenze luminose. Saluti e l'arrivo a casa tua è dolce, ti senti pieno di vita e ringrazi serate come queste e persone così. Ti senti vivo e oggi ne avevi proprio bisogno.


Mi sto preparando per la partenza per Lucera (Foggia, Puglia). Domani notte io e Edouard (a.k.a. Biel), partiremo per 5/6 giorni di mare, amici e cibo. Ne ho veramente bisogno e voglia.

Giovedì scorso c'è stata una fantastica cena con i colleghi di Oz in un posto veramente da favola: l'agriturismo Lipursì a San Gallo di Botticino. Un posto tutto in legno, in mezzo alla natura, cibo buono, prezzo equo e gente pure. Davvero figo bersi un bicchierino di grappa sotto le stelle, con i grilli che cantano e noi che facciamo tutto il bordello che vogliamo.

Piccola parentesi musicale. In questi giorni mi sono capitate tra le mani due cose, non troppo vicine a me come genere e gusti: il disco dei Club Dogo (trio hip-hop milanese) e un'intervista a Max Pezzali. Rimango piacevolmente sorpreso dal disco dei primi e dalle parole del secondo.
"Vile denaro" è il provocatorio nome del nuovo album di una delle poche realtà italiane su major (è il primo lavoro per Emi) che non le mandano a dire e le cantano ai politici, ai perbenisti, alle forze dell'ordine, a Milano, alla cocaina a tutti quanti. Qualche esempio? "Condannano la morale di chi scrive, vivono il giorno in Chiesa e la notte al club privè. Riempire i fallimenti facendo un bambino, credere che l'amore è come nei film di Muccino" (da "Incubo italiano") oppure "E per la Lega è un successo, mettere in mano un ferro a chi non sa pronunciare "Smith & Wesson" (da "Spaghetti Western"); "La G non testimonia, i vostri divi testimonial puliti, poi la comprano dai miei amici, la vita non ha il perdono come per Lapo, se esci di un grammo prendi i pugni nel naso dalla Gestapo" da ("La verità"). Questi sono solo alcune frasi, ma il disco è veramente senza peli sulla lingua. Che piacca o meno la musica, questa è gente che sbatte le verità sul grugno e nella nostra nazione atrofizzata è sempre un bene.
Pezzali invece, in un 'intervista a TgCom afferma delle cose molto belle e vere, sinceramente inaspettate: "In tutti gli ambiti lavorativi c'è un doppio livello, i vecchi e i giovani. Anche nella stampa. Ci sono gli "inamovibili" che fanno questo lavoro da una vita, sono intoccabili e godono di privilegi assurdi. E poi i giovani che si fanno un mazzo quadruplo. Gli editori pagano sempre meno e questo comporta una riduzione della qualità del prodotto". Quanto è vero! Testimonio in prima persona. E poi sui Dico: "Si parla molto dei Dico e ne sono stupito. La Prima Repubblica ha avuto molti difetti. Ricordo però positivamente il concordato che Craxi ha stipulato con il Vaticano (e badi bene la mia rivalutazione su di lui si ferma qui!) e non si è mai messa in discussione la laicità dello Stato. Oggi con il Governo di Centro-sinistra accade il contrario. C'è qualcosa che non va". Che dire Max...un tuo disco non lo comprerò mai però ti rivaluto...

Canzone del giorno: "People get ready" - Frames. Una scoperta recente (grazie anche al mio collega Gianni) di un gruppo irlandese attivo fin dal 1992. Questa canzone è tratta dall'ultimo lavoro "The cost" (2006), un disco davvero incredibile. Malinconia, chitarre, violini, una voce calda. Sono sicuro di una cosa: se amate i Radiohead e Deus, questi vi faranno impazzire..."We have all the time in the world to get it right, to get it right. And we have all the love in the world to set alight, to set alight".


sabato 16 giugno 2007

Heineken Jammin' Twister

Ore 17,20 (circa): la mia Clio con a bordo il sottoscritto e Jean, transita nei pressi dell'ingresso dell'Heineken Jammin' Festival, al Parco S.Giuliano di Venezia. Inizia a piovere e il cielo è veramente scuro. Due minuti dopo è l'apocalisse. Il vento spazza tutto, piega gli alberi e le tende, inizia a grandinare e l'acqua è ovunque. In macchina si fanno foto, ma si ride dei passanti (soprattutto di un ragazzo grassoccio a dorso nudo, col pelo che gocciola acqua), non si capisce la gravità della situazione.





Qualche minuto e tutto cessa, il cielo si schiarisce e noi altri si arriva ad un parcheggio situato in una fabbrica abbandonata. Proprio in quell'istante mi chiama Fabri (a.k.a. Jolly) e mi avverte dell'accaduto dentro i cancelli: all'inizio si parla addirittura di crollo del tetto del palco, feriti gravi e concerto in forse. Sono alquanto incredulo e una delle prime cose che mi viene da pensare è: "Se è deceduto qualcuno, vuol dire proprio che i Pearl Jam è meglio che stiano lontani dai festival (a Roskilde, Danimarca nel 2000 morirono otto persone schiacciate dalla folla durante il loro set).
Ormai siamo qui. Si va in perlustrazione. Siamo tra i pochi ad andare verso il Festival, la massa torna impaurita, scoraggiata, fradicia di acqua e di emozioni. Qualcuno ci dice che è stato annullato il concerto, che è crollato tutto. Giungiamo davanti alle biglietterie e l'addetta stampa mi consegna il pass e mi comunica che i giornalisti possono anora entrare. Troviamo la Porta Blu e pazientemente Jean mi aspetterà lì per un'ora, mentre io andrò in esplorazione per curiosità, ma anche per lavoro. Quel che si nota subito, entrando lateralmente, è la massa di gente che sta defluendo verso l'uscita e la straordinaria bellezza del Parco S.Giuliano: enorme, un infinito manto erboso, qualche albero quà e là...veramente figo. Camminando a lungo giungo nelle prime zone disastrate, mentre la gente continua ad uscire e io sono tra i pochi (con qualche collega giornalista) ad andare verso le zone off-limits. Lascio spazio alle immagini scattate:
















Arrivo finalmente in sala stampa, dove l'atmosfera è piuttosto tesa e non si capisce bene cosa succederà, si prosegue almeno domani, ci si ferma...bah!. Intanto, per far passare il tempo, approfitto dei tre mega frigoriferi carichi di Heineken riservati alla stampa e mi faccio un paio di birre. Alle 19 circa arrivano due rappresentanti di Milano Concerti e Heineken e riferiscono che il festival è annullato e che i feriti sono dieci, i più gravi hanno un trauma cranico e fratture multiple alle gambe. Poteva andare peggio. Chiamo Beppe in redazione a Rockol che sta attendendo notizie da me e gli riferisco quanto sopra.

Quindi esco, raggiungo Jean e riferisco le notizie a lui e a qualcuno che mi ferma per la strada vedendomi col pass stampa.



Si inizia il delirante ritorno con un'ora e mezza di coda per uscire da Mestre, seguito da una infausta sosta al primo Autogrill (cibo finito, si rimedia con tarallini indecenti) e fermata al seguente dove per poco riusciamo a rifocillarci. All'una sono al Lio e racconto l'accaduto a tutti.

Insomma, alla fine è stata comunque un'esperienza. Certo, avrei preferito ascoltare i Pearl Jam e vivere il festival in un posto veramente eccezionale. Resta comunque un ricordo che non si cancellerà, così come restano le polemiche per una struttura che, seppur colpita da una tromba d'aria, forse non doveva crollare. Non spetta certo a me la sentenza....

Canzone del giorno: "Nothingman" - Pearl Jam. Una della ballate più belle della storia del rock, tratta da "Vitalogy"(1994), una perla del grunge. "And he who forgets...will be destined to remember...oh...Nothingman...Isn't it something? Nothingman...". Per chi non conosca i PJ questo è un album dal quale cominciare! Alla prossima Eddie!!



sabato 9 giugno 2007

Ritrovo a Miami

Quello di oggi sarà un post senza grandi (o piccole) riflessioni, ma si baserà principalmente su due eventi ai quali ho partecipato : il ritrovo gussaghese a casa di Ali e il Festival Miami di Milano.

Partiamo dalla prima: con il suo usuale senso di ospitalità, giovedì Ali ci ha gentilmente offerto la sua abitazione, la sua mega griglia, la sua carne e la sua compagnia per un ritrovo gussaghese al quale hanno partecipato dodici commensali. Tutto era ottimo, anche se ho esagerato con salamelle e maialate varie e venerdì mattina mi sono svegliato con una costina ancora in bocca e conseguente colazione a base di Citrosodina. A parte questo, la serata è stata davvero piacevole e sono stato contento di rivedere tutti, amici che vedo quotidianamente (Pivone), spesso (Ali, Franz, Becca) e raramente (Darione, Biel, Cifi, Marco, Bonassi, Garo e Pera). Ci si è raccontati un pò come vanno le cose, con alcuni in modo più profondo, con altri più superficiale, si è discusso di lavoro, donne, politica e viaggi estivi. Ed infine si è provato a contattare Fausto in Australia, il quale aveva appena cominciato la sua giornata lavorativa alla caffetteria (da noi era circa mezzanotte, a Sidney le otto) ed abbiamo potuto salutare solo in maniera sbrigativa, ma penso abbia sentito il nostro saluto (e affetto) collettivo.

Some photos:



In the flames...by Ali & Darione (mastri-fuochisti)



Sazietà canaglia...




Marco il "Lupo grigio". Prima o dopo il vino rosso?

La giornata di venerdì è invece cominciata alle 8,30 andando a Milano ad accompagnare il Pivone a fare il corriere per la Multisala. Tra le avventure dei Vostri, un pranzo alla facoltà di ingegneria e una non-consegna di manifesti cinematografici alla scuola per disabili Nikolajewka: strano come a volte devi pregare la gente di accettare dei regali. 'Sta cazzo di burocrazia, prendi sti' minchia di manifesti in regalo e non rompere le palle, no? Chi ha dato l'ordine, chi l'ha ricevuto, ma vaffanculo, va! (che diset Pivù?).

Poi la sera ci si è recati (Io, Jean, Pivone, Cifi & C.) al Miami Festival all'Idroscalo di Milano, evento dedicato alla scena rock underground italiana, organizzato dal portale Rockit. Il posto era veramente figo, in un immenso parco, prezzi popolari (ingresso 7 euro per oltre 10 gruppi), due palchi, centinaia di bancarelle di piccole etichette musicali, libri ecc. ed una splendida atmosfera. L'unica pecca sono stati gli orari: insomma i Marta sui Tubi hanno iniziato il loro set alle 2 di notte..un po' tarduccio in effetti e così ce li siamo persi. Comunque ci siamo potuti ascoltare gli A Toys Orchestra (bravi, ma un po' troppo poveri di interazione col pubblico), i Virginiana Miller (che sono piaciuti moltissimo ad Ale Piva) ed i Perturbazione (con il cantante che è sceso nel pubblico con una telecamera in testa per filmare l'atmosfera del concerto, ottimi!). Poi ho potuto salutare alcuni colleghi di Rockol (Bepi, Dani e Davide), Simo (Plan de Fuga), Paolo Cattaneo (riusciro mai a vederlo di nuovo dal vivo?) and many others. Da segnalare la contrattazione con Massimo Coppola (quello di Mtv e Rolling Stone) per l'acquisto di due libri per me e Jean: da sedici a libro siamo passati a dieci! Right, man!




L'atmosfera



Contrattazione...tra Simo e Jean



Mhhh...Cosa cazzo dovevo fare?

Canzone del giorno: "Agosto" - Perturbazione. Tratta dal terzo album (il primo "famoso") "In circolo", un brano che abbina la canzone d'autore italiana al rock, creando un episodio malinconico ma non lagnoso, poetico ma allo stesso tempo pop (non a caso spopolò nell'estate 2003 nelle radio italiane). I Perturbazione si sono formati a Torino nel 1996 ed hanno appena dato alle stampe il nuovo album (il quinto della carriera) "Pianissimo fortissimo"..."Se non è vero che hai paura, non è vero che ti senti solo, non è vero che fa freddo, allora perchè tremi in questo agosto?"



Perturbazione live al Miami...sul palco Sandro Pertini...

venerdì 1 giugno 2007

Tra il serio ed il faceto...

I write a letter to myself...

"Vorresti essere leggero ed allo stesso tempo far sentire la tua rabbia. Su, la vita non ti va male, è un periodo pieno è vero, ma non puoi lamentarti e ti meriti tutte le belle cose e persone che ti circondano. Fanculo chi ti dice che hai fortuna, loro non sanno, non ascoltano e non vedono. A volte il passato torna a bussare e ti chiede di ricordare ed accettare, cerca di segnalarti a caratteri cubitali da dove vieni. Ti raccontano cosa succede al paese e senti sempre le solite storie: gente che si sente intoccabile, pusher intossicati, cocaina nei nasi di persone per bene e di "poveri" disgraziati, ubriaconi cronici e alcolizzati da weekend. Vite dal poco senso, contro cui non ti va di puntare il dito, ma di osservare con gioia di non farne parte. Ti dicono di gente che perde il senno e si scanna tra sè. Falli pure continuare, non andrai certo tu a tirarli fuori dalla loro merda. Però ti brucia. Ti scotta il fatto di non aver capito prima il guado che ti circondava e le parole inutili che hai speso. Consolati, baby, forse senza quelle esperienze non saresti sceso fino agli inferi e risalito. Forse non avresti potuto essere quello che sei e quello che sarai. La bellezza è un pò puttana, si fa rincorrere e ti fa sudare per raggiungerla e forse sarà sempre lì, con il piede fatato sulla linea di partenza, pronta a sfuggire via. Tu saprai come non far sì che sia scontata la sua presenza, la conquisterai, la accarezzerai e sarà la tua luce a brillare!".





(Foto scattata dal sottoscritto sull'aereo Milano-Hannover a novembre...so many lights in the air!!)


Si avvicina il weekend e sembra sarà piovoso. Poco male, dato che lavorerò una cifra. Martedì sono stato con Il Costa e Tota al concerto dei Low al Rainbow di Milano. Un'ora e 40 minuti molto sognanti e dilatati in cui il gruppo di Duluth nel Minnesota (la stessa città di Bob Dylan) ha proposto i brani più soffusi, senza tralasciare un paio di perle come "Monkey" e "When I go deaf" dal fantastico album "The great destroyer" (che consiglio caldamente a tutti!).

Ieri ho conosciuto un personaggio da film: me ne stavo a chiacchierare con Becca, Fede e Rasini bros. fuori dal chiosco Lefons in Castello, quando arriva questo signore sulla cinquantina di anni. Alto, con una grossa panza, pelato, ma dal faccione buono. Becca mi dice che è un personaggio particolare e di farci attenzione. Questo si presenta, si siede, beve un caffè...insomma sembra una persona tranquilla. Poi ad un certo punto fa una battuta alla nonna Lefons, chiedendole se vuole fumare marijuana con lui e qui si scopre l'arcano: inizia a ridere e ti fa sbudellare. Ride di gusto ma lentamente e poi piano piano alza il volume della risata a livelli insostenibili...ragazzi ve lo giuro vi fa pisciare sotto! E poi alla fine di ogni battuta (ne ripete dieci in serie) conclude con un "..ostia...vaco Dio!!!". E non smette più e tutti dietro a lui, è assurdo! Dovreste sentire! Poi quando va via, la Fede mi racconta la sua storia: quest'uomo è stato sposato con una donna richissima che lo ha messo a capo di diverse aziende. Il suo mondo era fatto di soldi, macchine di lusso, belle donne e potere. Poi un bel giorno questo bel castello crolla e lui entra in una crisi senza uscita. Ora lavora in fonderia, ha sempre l'uccello rizzato e dice che le donne (forse le stesse che lo hanno rovinato) gli fanno bollire il sangue. Un giorno F. ha detto: "Preferisco alla gran lunga la mia vita di oggi. Quando hai un ruolo di potere non puoi mai dare confidenza a nessuno. Devi sempre mantenere il tuo personaggio duro e freddo. Oggi che non ho nulla da perdere, posso andare in un bar e ridere, ridere, ridere. Non è stupendo?".


Canzone del giorno: "23" - Blonde Redhead. Tratto dall'ultimo lavoro della band italo-nippo-americana ("23"), uscito il mese scorso. Un brano che ti rapisce, malinconico, ma allo stesso tempo speranzoso diviso tra pop, indie-rock e new-wave (mi ricorda un pò i My Bloody Valentine) cantato dalla voce femminile di Kazu Makino, singer giapponese che accompagna i fratelli Pace (di origine italiana, ma residenti da anni a New York). I Blonde Redhead si sono formati nella Grande Mela nel 1993 e questo è il loro settimo album...."Your crazy heart/My crazy love/Repent now/How many times/As long as you wish/How many times/The world will go around".