lunedì 29 dicembre 2008

Letter to myself...

Manca poco alla fine del 2008. E' un lunedì sera e sono a casa da solo, diviso tra la gioia di stare con me e una sensazione indecifrabile di malinconia. Forse è proprio quando ho più tempo libero che vado in crisi: il mio lavoro mi piace ed il tempo speso a farlo mi impegna e mi gratifica. Ma non basta e così eccomi davanti ad uno specchio davanti al quale in questi istanti ho paura di specchiarmi.
Ci sono momenti nella vita in cui le cose non sono chiare. In questi momenti bisognerebbe aspettare che le emozioni si chiariscano da sole, ma è faticoso, quando si tratta di sensazioni e sentimenti profondi. Quando si tratta di sistemare le questione attuali, pratiche, me la cavo bene. Sentivo l'esigenza di trovare un lavoro più stimolante e l'ho fatto; sentivo di dover andare a vivere da solo e l'ho fatto; sentivo di volere avere a che fare con l'amore e l'ho fatto; sentivo di voler fare un viaggio in solitaria e l'ho fatto ecc. Una serie di cose che mi facevano una paura fottuta, ma che ho fatto.
In questo momento sto toccando delle corde di mè stesso che non vedo, delle corde che sono in fondo a me e questa paura è accerchiante. E' un ostacolo più alto e grosso degli altri. Non so dove sia la porta da prendere a spallate, non vedo il confine e divento piccolo. Salgo e cado. Salgo e cado.
Il calendario sta per cambiare e probabilmente lo farò di nuovo anche io. La strada si rischiarirà pian piano, basta saper aspettare ed intanto godersi quello che si può. Il percorso è tortuoso, questo pezzo più di altri, ma il passo è deciso e supererà la tormenta.
Non dimentico le mie conquiste. Non dimentico le mie qualità. Non dimentico Ercole. Non dimentico di essere qui. Non dimentico che tutto andrà bene.
E solo che talvolta le emozioni forti fanno paura.
Buon 2009 a tutti!

Canzone del giorno: "Non dimentico più" - Deasonika. Un brano che la band di Max Zanotti ha presentato a Sanremo nel 2006 ed incluso nell'omonima raccolta. Una voce ed un testo da brividi per uno dei gruppi più degni del rock italiano...
un altro me che se ne va
non spegne più ciò che brucerà
un altro me che giudica
che cosa io mai sarò per te


giovedì 11 dicembre 2008

Interessi e leggerezza...

"Questa categoria di gente che non è né borghese, né proletaria; ma che vive più alla spalla del proletariato che della borghesia, che vorrebbe ostentare ed ostenta malamente una certa
inadeguata nobiltà, mentre puzza di tara e lungagnino; questa gente il cui mondo sta entro il circuito di un baslott; che ha paura degli scioperi e non fa credito agli scioperanti; che striscia
davanti a tutti pur di avere favori, pur di aver tornaconto ed interesse; che non ha mai avuto un partito politico proprio, ma che è un po' di tutti i partiti; che non ha una direttiva, ma si lascia trascinare da chi le promette di più.
Questa gente che ragiona sempre come la propria bilancia pesa il lardo e lo strutto; il cui ragionamento è sempre in favore di chipiù in alto sta nella scala sociale.
Questa gente che trae il suo maggior guadagno dalle compere dei proletari, e che si mette contro di essi ad ogni occasione [...]"

Questo è un articolo del 1903 pubblicato dal giornale "Brescia Nuova". Inquietante come dopo oltre 100 anni le redini e la gente di questo paese sia sempre uguale. A voi ogni ulteriore commento...

Oggi però alleggeriamo anche un po' il tutto con le consuete classifiche musicali di fine anno.
In anteprima ecco le mie dei migliori album del 2008 (a breve pubblicate su Rockol). Ovviamente non sono mai scelte facili...
Vi invito a segnalarmi anche le vostre scoperte (dischi, canzoni, film, libri) di quest'anno.

CLASSIFICA ALBUM STRANIERI:
1. Tv On The Radio - "Dear science"
2. Verve - "Forth"
3. Elbow - "The seldom seen kid"
4. Coldplay - "Viva la vida"
5. Vampire Weekend - "Vampire weekend"

CLASSIFICA ITALIANI:
1. Paolo Benvegnù - "Le labbra"
2. Marta sui Tubi - "Sushi & Coca"
3. Le Luci della Centrale Elettrica - "Canzoni da spiaggia deturpata"
4. Baustelle - "Amen"
5. Ettore Giuradei - "Era che così"

In un anno in cui non ho frequentato molto i cinema, voglio segnalare tre pellicole assolutamente degne di nota: "Into the wild" di Sean Penn, "Juno"di Jason Reitman e "Gomorra" di Matteo Garrone.

Canzone del giorno: "Cinestetica" - Marta sui Tubi. Tratto dal terzo splendido album della band siciliana "Sushi & Coca". Non mi dilungo, potete leggere la mia recensione linkata qui in parte. Un video bellissimo: semplice ed originale. La fantasia al potere.




lunedì 17 novembre 2008

Non è un paese per...me

Sono qui che penso a come buttare giù quello che ho da dire da alcune settimane e che per motivi vari non ho ancora avuto modo di scrivere.
Inizio e cancello decine di volte il mio post finchè opto per enunciare il mio pensiero nel modo più semplice e chiaro possibile, anche se talvolta risulterà forse confuso e ripetitivo, causa elevata emotività: sto perdendo totalmente la speranza per il mio Paese.

E' una sensazione brutta da provare ed è sempre più forte da quando negli Stati Uniti, paese che negli ultimi anni ha fatto una serie incalcolabile di errori, è stato eletto il nuovo presidente Barack Obama.
E' tutto da vedere ciò che quest'uomo riuscirà veramente a fare, ma se non altro è una speranza, una voglia inconfutabile di cambiamento da parte del popolo americano: per la prima volta un afro-americano, per la prima volta un 47enne, per la prima volta un candidato che raccoglie fondi tra le gente, da internet e non dalle grandi lobbies, per la prima volta un presidente americano che al suo discorso d'insediamento afferma: "Dovrò rispondere solo al popolo e non alle lobby di Wall Street" e che tra le priorità inserisce la questione ambientale e grandi investimenti sulle energie rinnovabili.
Gli americani hanno avuto coraggio. Hanno scelto di cambiare, hanno avuto modo di scegliere una persona davvero nuova. C'è una luce all'orizzonte, una luce che se sarà davvero luminosa, potrà influenzare anche altri paesi al cambiamento.
E poi c'è l'Italia.
Un paese dove ogni giorno si è costretti a sentire e leggere costanti passi indietro. Il problema di questa cazzo di nazione è che non si vuole cambiare: è sempre stato così, troppa gente trae vantaggio dall'arretratezza (e non parlo solo della criminalità) e dal mantenere valide certe convenzioni, mentalità e comportamenti dannosi. In tutto il mondo siamo conosciuti come il paese dei furbi, un modo di fare che ci è stato di vitale importanza nella seconda guerra mondiale, per sopravvivere, ma che non è più andato via.
Credo sia un momento storico fondamentale. O si va avanti e si ha il coraggio di fare scelte innovative e cambiare o si va nella merda. L'Italia ovviamente guarda al passato, guarda al carbone, guarda al nucleare, guarda al benessere sconsiderato ed irraggiungibile degli anni Ottanta, ignora tre cose fondamentali: istruzione, ricerca e cultura.

Sono incazzato. Troppo. Non si può vivere con la costante sensazione di essere preso per i fondelli, camminare con un grosso bastone infilato nel culo e far finta di niente. Pochi siamo consapevoli, forse tutti un po' inconsciamente colpevoli della situazione. Bisogna uscire dalla merda in cui si sguazza per poter guarire, forse da qui è troppo difficile.
Sta per cominciare, anzi è già cominciato, un periodo di emigrazione di cervelli. Per i ricercatori, per i professori, per gli artisti, per i giornalisti liberi e soprattutto per chi ha voglia di un futuro diverso qui non c'è speranza.
Altrove non funziona tutto in modo perfetto, per carità, ma alzandosi non si ha quello sgradevole sentore di marcio e vecchio in ogni luogo.

Qualche giorno fa si è andati a Monaco a sentire i Mogwai (a proposito, grandissimo concerto) con Jean, Berga, Gianluca e Mone, ragionando un sacco su queste cose, vedendo un paese civile come la Germania e confrontandolo con il nostro, pensando che è bello alzarsi la mattina e poter decidere di non doversi sempre arrangiare e ripiegare a fare lavoretti del cazzo per sbarcare il lunario.
Abbiamo conosciuto Mikael svedese del Couchsurfing che ci ha ospitato. La sua libertà di scelta ci ha impressionato. A Monaco fa l'ingegnere, sta bene, ma sta decidendo se tornare in Svezia dove ci sono un sacco di opportunità.
Da noi no, le opportunità sono finite, le prospettive sono nere e questa cazzo di nazione e la maggior parte della sua gente vivono da morti inconsapevoli.
E' un paese per vecchi...

Tanto per incazzarci ancora un po', proprio in questi giorni l'assessore alla Mobilità del comune di Brescia Nicola Orto ha proposto di: riaprire Piazza Duomo al parcheggio, installare nuovi parcheggi in Corso Magenta, di riservare i parcheggi per i residenti dalle 16 alle 20 anche ai non residenti ed altre simpatiche trovate come questa. Per un centro vivibile e pulito, un comodo parcheggio. Pazzi davvero.
Anche se probabilmente (ed inevitabilmente) il mio futuro sarà altrove, finchè sarò qui combatterò, non riesco a fare altrimenti. Talvoltà però la tentazione di dire "voi fatte quel cazzo che volete, io levo le ancore" e molto molto forte.

Canzone del giorno: "Paris" - Friendly Fires. Scoperti grazie al consiglio di Mazzu Tiziano, ecco un giovane gruppo inglese al primo album. Un incontro tra elettronica, funk, indie-rock e new-wave.
Questo pezzo è sognante e colorato, tratto dall'eponimo album di debutto. A breve la recensione su Rockol...
"One day we're gonna live in Paris... We’re gonna live it up
I promise
Just hold on a little more
And every night we’ll watch the stars".

lunedì 27 ottobre 2008

La vera democrazia

Non ci sarebbe bisogno di commento alle parole che sentirete in questo video, pronunciate dal presidente emerito della repubblica (scritto non a caso in minuscolo) Francesco Cossiga.
Dopo aver ascoltato, ripensate a ciò che successe al G8 di Genova, alle stragi di stato ecc...
Fiero di essere...umano.



Canzone del giorno: "Sex on fire" - Kings of Leon. Tratta dal nuovo album della band texana "Only by the night", un lavoro smaccatamente rock.

venerdì 17 ottobre 2008

Italianiiiiii...

Gli italiani non pensano ai propri porci comodi. Gli italiani hanno un grandissimo senso civico e sanno quali conseguenze possa avere una loro azione negativa o positiva nella società. Gli italiani pagano puntualmente tutte le tasse perchè sanno che l'evasione danneggerebbe i servizi pubblici che loro ricevono. Gli italiani non sanno di avere una classe politica devastata da corruzione e favoritismi. Gli italiani sanno quanto è importante investire sulla ricerca e sulla formazione per costruirsi un futuro. Gli italiani colti e preparati non emigrano all'estero per valorizzarsi, poichè nel loro grande Paese hanno tutto ciò che gli occorre, mezzi e strumenti adeguati ed uno stipendio da nababbi. Gli italiani non taglierebbero mai i fondi alla cultura. Gli italiani sanno che flessiblità e precariato non sono la stessa cosa. Gli italiani non pensano che Berlusconi è un uomo che ha fatto successo onestamente e sono molto scrupolosi, quasi intransigenti, sull'onestà e trasparenza dei propri governanti. Gli italiani amano la loro terra e non permetterebbero per nulla al mondo che questa venisse sfruttata o inquinata. Gli italiani, o comunque la quasi totalità di loro, stanno combattendo per non tornare al nucleare e puntare sulle energie rinnovabili. Gli italiani hanno sempre gli occhi bene aperti su quanto accade intorno e non consentirebbero mai a nessuno di prendersi gioco di loro. Gli italiani non hanno votato i loro governanti. Gli italiani non permetterebbero che uno scrittore che ha fatto luce sulla più grande organizzazione criminale del loro Paese sia costretto a vivere segregato e decida di lasciare il Bel Paese. Gli italiani non permetterebbero mai che la Camorra abbia la meglio e che un sottosegretario del governo già condannato per rapporti con il Sistema rimanga incolume al suo posto, sono intransigenti. L'opinione pubblica degli Italiani negli ultimi anni non si è appiattita, ha un potere fortissimo, si fa sentire con forme di protesta al limite della legalità. Gli italiani non permetterebbero mai che una parte della loro nazione sia totalmente in mano alla criminalità e che questa sostituisca lo Stato. Gli italiani non amano le raccomandazioni. Gli italiani non penserebbero mai che i loro problemi sono soprattutto colpa degli immigrati. Gli italiani vogliono uno stato laico e tengono la religione fuori dagli apparati pubblici e dagli affari. Gli italiani non danno troppa importanza al calcio. Gli italiani sanno di avere dei mezzi d'informazioni liberi, con giornalisti non ricattabili e che le notizie sono sempre trasparenti. Gli italiani se sapessero non ignorerebbero. Gli italiani non amano lamentarsi.
Gli italiani sono brava gente.

http://tv.repubblica.it/copertina/saviano-fatti-i-fatti-tuoi/25227?video

Canzone del giorno: "Dancing choose" - Tv On The Radio. Dopo essermi innamorato del loro secondo album "Return to cookie mountain"del 2006, eccomi di nuovo alle prese con un grandissmo disco. Il nuovo lavoro del gruppo multirazziale di Brooklyn si chiama "Dear science": va assimiliato, meno duro e grezzo, ma incredibilmente ricco: un mix di elettronica, post-punk, free-jazz, voci soul e rock. Questa canzone forse non è la migliore dell'album, ma è comunque rappresentativa del loro sublime stile. A breve la rece su Rockol e in concerto (28/11 Magazzini Generali, Milano).




mercoledì 1 ottobre 2008

Ch...ch...changes!

Giorni di cambiamento e di cose nuove, dalle piccole alle grandi.
Partiamo da queste ultime: per chi ancora non lo sapesse è ufficialmente nato Alcor Press & Promotion, il nuovo ufficio stampa fondato dal sottoscritto insieme a due soci: Davide Danesi e Paolo Morandi.
Stiamo partendo piano piano, però devo dire che per il momento i risultati sono buoni, visto che abbiamo già ottenuto i primi clienti: la Mizar Records, il Festival Voci Controvento e...udite udite il Latte Più.
Indubbiamente non è ancora facile organizzarsi al momento, considerato il lavoro per Rockol e le 16 ore settimanali all'Oz. In ogni caso ce la mettiamo tutta e vedremo dove si può arrivare.
Un grosso in bocca al lupo a me.



Ancora. La casa: dopo un anno Marco Jeannin ha lasciato la Villa per tornare all'ovile. Lo ringrazio per i bei momenti (anche se la sua presenza in casa è stata piuttosto frammentata) e gli auguro di trovare presto un nuovo spazio tutto per sé. Ad ogni modo continueremo a vederci in modo costante quindi...ciccio non ti libererai di me.
Proprio mentre sto scrivendo, a minuti, dovrebbe fare il suo ingresso in casa il mio nuovo coinquilino: si, si proprio lui. Ampelio Zecchini. Dopo diversi colloqui, abbiamo deciso che siamo due persone adulte e possiamo far combaciare le nostre differenze in una convivenza serena. Sono fiducioso e sono anche convinto che sarà una bella esperienza, proficua.

Inoltre...voglio fare un grande in bocca al lupo a Laura per la sua nuova casa e vita universitaria a Verona.
Ed uno anche al Darione, il quale sabato 4 ottobre convolerà a nozze in quel di Brione. Alla fine sei caduto, eh?

Parlando di musica, questo è un periodo di diverse uscite interessanti e concerti. Alcune date e dischi li ho messi nel calendario qui di fianco, altre arriveranno a breve.
E' quasi confermata ormai la trasferta in quel di Monaco di Baviera per i Mogwai: la truppa dovrebbe essere composta dal sottoscritto, Jean, Berga e Gianluca (Mozukin), un nuovo amico e collega conosciuti grazie al vecchio Piper.
Intanto lo scorso venerdì da registrare la trasferta milanese per il concerto di Stevie Wonder con il mitico zio Pino salito appositamente da Lucera (Foggia) per ammirare uno dei suoi idoli di sempre. Un bellissimo concerto, un mito della musica visto dal vivo, anche se forse io sono più per un altro genere. Forse il bello è stato proprio trovare il bello anche qui. E molto. E poi la comitiva è stata davvero splendida, completata da Ampe, Webster e Enri. Grazie.

Insomma è un periodo intenso e pieno. Sicuramente porterà insegnamenti ed emozioni e quando le cose girano così in fretta è bello, ma ho paura. Timore di non godermi la realtà, le piccole cose, quelle importanti. Un sacco di domande mi balzano in testa e mi chiedo cosa cerco nelle cose che sto facendo. Perchè le faccio, perchè mi piacciono? Talvolta è giusto andare avanti e vedere cosa succede e le risposte arrivano da sole. Talvolta no, talvolta il cuore vuole sapere.
Talvolta sono soddisfatto, talvolta sento che non mi basta e voglio di più. O forse di meno.

Canzone del giorno: "Columbo" - The Verve. La band di Richard Ashcroft non ha certo bisogno di presentazioni. Tornano undici anni dopo il grandissimo successo di "Urban hymns" e piazzano un disco bellissimo, "Forth". Non prendete ad esempio il poppeggiante singolo "Love is noise", non c'entra nulla con l'album. Questo brano che ho scelto è un esempio, un brano di oltre 7 minuti (7 canzoni su 11 superano i 6 minuti di durata) in bilico tra rock, pop e psichedelia, un ingrediente ben dosato e ben presente in tutto il lavoro. Insomma un disco con i controcazzi.

martedì 23 settembre 2008

Still open...

Questo blog è ancora aperto e attivo.
Il proprietario è attualmente molto impegnato su vari fronti della propria esistenza, ma promette di tornarsi ad occupare prestissimo della sua creatura.
Nel frattempo aggiorna un po' il calendario dei concerti...
Non andate via!

lunedì 25 agosto 2008

Stanno ammazzando l'Ape Maia

Ci stanno fottendo tutti. Oggi non ce la faccio. Non sopporto di essere ammazzato giorno dopo giorno, piano piano. Oggi crollo. La diga delle lacrime tracima e la paura si fa concreta.
Stanno distruggendo tutto. I nostri bisogni sono alterati, la natura è alterata.
La notizia che la api stanno scomparendo mi ha sconvolto. I rischi per il mondo e per la razza umana sono elevatissimi. Se muore l'ape Maia in pochi anni ce ne andiamo anche noi.
Einstein, uno che raramente ha sbagliato nelle sue conclusioni, disse: "Se l’ape scomparisse, all’uomo resterebbero quattro anni di vita”.
Telegiornali che inseriscono la notizia alla fine dell'edizione (prima della vittoria della squadra di calcio), politici che discutono di come salvare il più potente di loro dai crimini commessi, i soldati nelle strade.
Il problema è enorme. Dove sono finite anche le lucciole? E quanti grilli e cavallette in meno ci sono?
Non importa, andiamo avanti. Dobbiamo arrivare alla fine del mondo con il conto in banca pieno. Quando sarà l'ora vogliamo vederla dal finestrino di un bel SUV o davanti ad uno splendido televisore al plasma. Gente depressa e codarda, con le emozioni infilate nel buco del culo perchè fanno troppa paura.
Sono convinto che l'uomo della strada sia quasi quasi contento della morìa di tali insetti, così non dovrà più avere a che fare con questi esseri rompicoglioni.
Cosa posso fare? Mi sento così piccolo di fronte a tutto ciò. Mi aggroviglio cuore, cervello e pancia per stare bene con me e con il mondo e tutto questo potrebbe essere inutile.
Un giorno mi piacerebbe avere un figlio, ma con quale egoismo potrei inserirlo in un mondo simile? Oggi, scosso dalla rabbia, mi sento di affermare che forse la razza umana ha perso completamente la direzione e la sua fine è inevitabile, forse...giusta.
E la diga continua a tracimare...

da www.beppegrillo.it

Se vedete un’ape che muore, preoccupatevi. Albert Einstein disse: “Se l’ape scomparisse, all’uomo resterebbero quattro anni di vita”.
Le api producono miele, pere, mele, pomodori, trifoglio, erba medica, latte, carne. Trasportano il polline e trasformano il mondo in cibo. Le api, un bioindicatore dell’ambiente, sono una specie a rischio. Oggi loro, domani noi. Il Guardian nell’articolo “Honeybee deaths reaching crisis point” riporta che un terzo dei 240.000 alveari britannici è scomparso durante l’inverno e la primavera. Il ministro inglese Rooker ha dichiarato che, se non cambierà nulla, entro dieci anni non ci sarà più un’ape nell’isola. Le api contribuiscono all’economia britannica per 165 milioni di sterline all’anno per la produzione di frutta e verdura. Oltre al miele naturalmente. La Honey Association prevede che il miele locale sarà finito in Gran Bretagna entro Natale. Riapparirà sulle tavole soltanto nell’estate del 2009.
La crisi è mondiale. Il maggior produttore di miele è l’Argentina che ha ridotto del 27% le sue 75.000 tonnellate annue. Negli Stati Uniti (-25% degli alveari nel 2008) e nel resto del mondo le api ci stanno lasciando. In Italia è una strage. Nel 2007 sono morte il 50% delle api, persi 200.000 alveari e 250 milioni di euro nel settore agricolo. Ma non è una priorità. Gli inutili soldati nelle strade, il bavaglio alla Giustizia con la separazione delle carriere, le impronte ai bambini Rom, il lodo Alfano per la messa in sicurezza della banda dei quattro, gli inceneritori della Impregilo. Queste sono priorità!
Perché le api muoiono? Per l’ambiente, il clima, la varoa (un acaro), i pascoli trasformati in coltivazioni di soia per i biocarburanti, per i pesticidi, l’inquinamento dei corsi d’acqua. Gli alveari si spopolano per il fenomeno del CCD (Colony Collapse Disorder) perché la razza umana sta avvelenando il mondo.
Qualcosa in Italia si può fare e subito. Vietare l’uso dei pesticidi nicotinoidi. In Francia lo hanno già fatto. Sulle api hanno l’effetto della nicotina. Gli fanno perdere il senso dell’orientamento, non riescono a ritornare nell’alveare e muoiono.
Chi usa o produce un pesticida nicotiniode mette a rischio, oltre alle api, anche la nostra sopravvivenza.
Chi avvelena un’ape, avvelena anche te.
da www.beppegrillo.it

Il principale produttore dei pesticidi nicotinoidi è la Bayer, il colosso farmaceutico già responsabile di altre belle faccende. Con questi agenti chimici guadagnano 800 milioni di euro all'anno. Iniziamo noi a boicottare i loro prodotti.







Canzone del giorno: "Satan eats Seitan" - Julie's Haircut. Una canzone strumentale stupenda ed un video eccezionale adatto al tema del giorno.
Tratta dall'ultimo album della band emiliana "After Dark, My Sweet", un lavoro in cui la psichedelia ha la meglio sul pop e sull'indie-rock. Capolavoro.

lunedì 4 agosto 2008

Comunque è andata è stato un successo...

Portare a termine un'esperienza alla quale si punta da molto tempo è fantastico. Ti dona una forza incredibile ed importa fino ad un certo punto come sia stato il cammino, perchè la gioia di avercela fatta è superiore e potente. Come dire...comunque vada sarà un successo.
Qualcosa di simile posso dire per il mio primo viaggio in solitaria in Irlanda. Prima della partenza ho ricevuto parecchie, legittime, domande sulla mia scelta di andare da solo. Ci sono mille motivi e nessuno, credo che l'unica spiegazione sia che volevo provare questa esperienza, un'avventura che anni fa mi sembrava impraticabile.
Sono ormai rientrato da otto giorni ed ho avuto il tempo di far amalgamare dentro me tutto ciò che mi è successo, le emozioni che ho provato.




Sento ancora. L'ospitalità, le belle conversazioni e due persone davvero splendide come Veronica e Eva a Dublino. Il sorriso del loro amico irlandese Dave. Il sapore di una Guinness bevuta nella vecchia fabbrica, con vista mozzafiato a 360 gradi sulla capitale. I viaggi in autobus in mezzo ai paesini ed infinite distese di erba verde, mucche e pecore. L'enorme casa di studenti dove sono stato ospitato a Cork dalla giovane hippy Donna. La sensazione di sentirsi fuori luogo. Uno splendido pub corkoniano e pinte di Murphys. Una colazione grassa e sostanziosa in un bar terribilmente carino. L'arrivo nel paesino di Dingle ed i suoi colori mozzafiato. La stranezza del musicista Brianin e la sua tana umida dove ho riposato. La musica tradizionale. Un piccolo traghetto verso l'isola disabitata di Blasket. Due ore solo con il mare, erba soffice e cielo azzurro. Gli occhi umidi ascoltando "Hafsòl" dei Sigur Ròs in una zona remota dell'isola, solo con me stesso e la dirompente bellezza dei colori. La voglia di uscire dal guscio e la paura.
E ancora l'accogliente viso dello spagnolo Guillermo a Galway. Il cielo grigio e rosso sul fiume e decine di artisti di strada. La magia di Inish Mòr sulle isole Aran. Una bicicletta e quattro amici ( e la consapevolezza che non li vedrai più) con i quali girare tutta l'isola. La sensazione indescrivibile di sentirsi fottutamente vivo, del mare blu a picco sotto di te, la forza del vuoto e dell'aria che ti spettina. Una serata nel West side di Galway, la birra Smithwick e delle persone splendide da tutto il mondo. La messicana Sandra e la francese Amandine. La vitalità dell'irlandese Adrian, di Liam e soci, suonare e ballare a casa loro fino alle 5 del mattino. Sentire che..."cazzo mi sto godendo davvero il viaggio adesso che devo tornare a casa". Il sapore dell'ultima Guinness. Luci. Ombre. Vita.
In ogni caso alla paura gliel'ho messo nel culo.



Il 28 luglio è stato il mio 27esimo compleanno. Ringrazio con il cuore tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri, regali e che sono venuti alla piccola festa che ho organizzato venerdì da Ampe all'Arteinte. Grazie riga'''''!!!

Quindi oggi... dovrei ospitare per due giorni una coppia belga tramite il Couchsurfing, la settimana prossima ultimi giorni di ferie con Laura destinazione Lucera, all'insegna del massimo relax e riposo (11/18 agosto).
Al ritorno tante novità. Un nuovo co-inquilino da cercare (eh si il caro Jean mi abbandona tra poco), anzi se qualcuno è interessato si faccia avanti. Un nuovo lavoro da cominciare.
Tanto non finisce mai...

Canzone del giorno: "One day like this" - Elbow. Questa canzone è tratta dall'ultimo disco degli Elbow "The seldom seen kid", quarto lavoro della band di Manchester capitanata da Guy Garvey. Un album leggero ed emozionante allo stesso tempo, una fusione di rock, folk, malinconia e freschezza. In particolare questo brano mi ha accompagnato durante il mio viaggio irlandese: i violini, le parole ed i cori finali giocano con il cuore.

"Someone tell me how I feel
It’s silly wrong but vivid right
Oh, kiss me like the final meal
Yeah, kiss me like we die tonight"

giovedì 17 luglio 2008

Via con me...

Scusate il ritardo, come si suol dire.
Il periodo appena lasciato alle spalle è stato davvero intenso di lavoro e altre cose ed il tempo di aggiornare il blog è stato purtoppo sacrificato. Cerco di rimediare.
Partiamo subito...nel senso che questa sera alle 21,40 prenderò il volo da Bergamo destinazione Dublino. Dieci giorni in Irlanda. Prima tappa a Dublino dove verrò gentilmente ospitato dall'amica bresciana Vero. Tre giorni e via verso il sud: tappa Cork (seconda città dell'Irlanda) dove alloggerò sul divano dell'irlandese Donna (scovata tramite il couchsurfing). In seguito mi muoverò verso Dingle, un piccolo paesino situato nell'omonima penisola nel ring of Kerry (sud-ovest). Qui sarò ospitato da Brianin, un tipo irlandese piuttosto strambo (quindi se nn avete più mie notizie cercatelo sulla pagina del couchsurfing, potrebbe averme fatto a pezzettini). Infine ultima tappa Galway, città universitaria e giovanile dell'ovest, dove surferò il divano dello spagnolo Guillermo.
Vado da solo. Per la prima volta intraprendo un viaggio senza alcun compagno d'avventura e non nascondo un pizzico di paura, ma prevale la voglia di scoprire come sarà e di vedere dei posti presumibilmente mozzafiato. Il mio zaino è pronto: non mancano un maglione, felpa, k-way e ombrello. Mi aspetta molta pioggia, credo.
Insomma stasera si parte....al mio ritorno (il 27) vi racconterò com'è andata.

In questo periodo ho deciso di diminuire vertiginosamente il mio consumo di carne. Non sono vegetariano, ma diciamo che grazie a Laura e grazie ad un'articolo giornalisiìtico ho riflettuto su quanto l'eccessivo consumo di carne incida sull'ambiente, sulla fame nel mondo, oltre che sull'animale. Ma sarò sincero più che il fattore etico ("non si mangiano gli animali"), influisce su di me il fattore ambientale ed il fatto che eccedendo nel consumo di carne si privano altri umani di cibo importante come i cereali. Insomma per avere troppo noi non diamo niente a qualcun'altro, la regola sui cui si regge il capitalismo, ma questa è un'altra storia.
Quindi per ora ho deciso di non comprare più carne e di cercare di mangiarne il meno possibile in giro, anche se non ho per il momento deciso di escluderla dalla mia dieta. Diciamo che ci do' un bel taglio.
Riporto un passo dell'articolo scritto da Umberto Veronesi su Repubblica il 25 giugno 2008:

"I motivi per essere vegetariani? Il primo è di ordine ecologico/sociale. I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti a sfamare i sei miliardi di abitanti, se venissero equamente divisi, e soprattutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare i tre miliardi di animali da allevamento. Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinate a bovini, polli e ovini, con una perdita di oltre l' 80% di potenzialità nutritiva; in pratica il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali d' allevamento. L' America meridionale, per fare posto agli allevamenti, distrugge ogni anno una parte della foresta amazzonica grande come l' Austria. Trentasei dei quaranta Paesi più poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto importato è utilizzato per nutrire animali destinati al macello. Viviamo in un mondo dove un miliardo di persone non ha accesso all' acqua pulita e per produrre un chilo di carne di manzo occorrono più di trentamila litri di acqua. Già oggi non riusciamo neppure a contare quante malattie e quante morti potrebbe evitare un minor consumo di carne. Veniamo così indirettamente alla seconda motivazione del vegetarianesimo, che è la tutela della salute. Non ci sono dubbi che un' alimentazione povera di carne e ricca di vegetali sia più adatta a mantenerci in buona forma. Gli alimenti di origine vegetale hanno una funzione protettiva contro l' azione dei radicali liberi, cioè quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. Si può quindi pensare che chi segue un' alimentazione ricca di alimenti vegetali è meno a rischio di ammalarsi e possa vivere più a lungo. C' è poi un secondo fattore. Noi siamo circondati da sostanze inquinanti, che possono mettere a rischio la nostra vita. Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché dall' atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull' erba che, mangiata dal bestiame, (o attraverso i mangimi) introduce le sostanze nocive nei suoi depositi adiposi, e infine nel nostro piatto quando mangiamo la carne. L' accumulo di sostanze tossiche ci predispone a molte malattie cosiddette "del benessere" (diabete non insulino-dipendente, aterosclerosi, obesità). Anche il rischio oncologico è legato alla quantità di carne che consumiamo. Le sostanze tossiche si accumulano più facilmente nel tessuto adiposo, dove rimangono per molto tempo esponendoci più a lungo ai loro effetti tossici. Frutta e verdura sono alimenti poverissimi di grassi e ricchi di fibre: queste, agevolando il transito del cibo ingerito, riducono il tempo di contatto con la parete intestinale degli eventuali agenti cancerogeni presenti negli alimenti. I vegetali poi, oltre a contaminarci molto meno degli altri alimenti, sono scrigni di preziose sostanze come vitamine, antiossidanti e inibitori della cancerogenesi (come i flavonoidi e gli isoflavoni), che consentono di neutralizzare gli agenti cancerogeni, di "diluirne" la formazione e di ridurre la proliferazione delle cellule malate. La terza motivazione, ma non ultima, è di ordine etico-filosofico d è quella che ha fatto di me un vegetariano convinto da sempre. Io ero un bambino di campagna, amico degli animali e oggi sono un uomo che ha il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando questa non può far valere le proprie ragioni".

Lo scorso venerdì stupendo concerto dei Sigur Ròs a Firenze. Il viaggio d'andata, pur essendo allietato dalla compagnia di Laura, Luscia e Ilenia si è rivelato infinito a causa di un incidente in autostrada: risultato quasi 2 ore fermi (con lunghe parentesi per foto artistiche in autostrada) e 6 ore totali di viaggio.
L'esibizione si è tenuta al Giardino di Boboli in un'arena naturale di alberi, un posto incredibile per un gruppo incredibile. Sul palco, allestito con luci soffuse che davano la sensazione di essere in un postyo delicato e soffice, il gruppo islandese ampliato per l'occasione a 12 elementi (i violini delle Amiina e i fiati) ha davvero dato il meglio di sè con esecuzioni incredibili di "Svefn - G- Englar" e "Hafsòl". Cinque stelle.

Canzone del giorno: "Cemeteries of London" - Coldplay. Inutile che ve li presenti. Dopo aver apprezzato moltissimo i loro primi due album ed essere rimasto un po' deluso da "X&Y", mi ritrovo ad amare il loro nuovo disco "Viva la vida". Ci sono almeno sei/sette ottimi brani su dieci. Questo è uno dei miei preferiti.


mercoledì 2 luglio 2008

Presto...presto...

Aggiornerò a breve in maniera completa il blog. Mi manca ed io manco a lui e lui spero un pochino anche a voi.
Per il momento solo un piccolo aggiornamento.
Sono andato in Puglia al matrimonio di mio cuggino ed è andato tutto bene, riuscendo anche a farmi un paio di giorni al mare. Seguì un weekend libero (incredibile, ma vero), con una splendida giornata al lago in compagnia di un sacco di belle persone.
Programmi per l'estate oramai definiti...concerti e viaggetti in arrivo.
Riflessioni sul cibo e sull'ambiente.

Tutto questo sul prossimo numero...

Torno subito...nel frattempo questa sera godrò della dolce compagnia di Cat Power.

Canzone del giorno: "Sea of love" - Cat Power. In onore della sua voce, della sua bellezza, della nostra, della forza di un tramonto estivo, delle emozioni. Questo brano, inserito anche nella colonna sonora del bellissimo film "Juno", è tratto da "Covers records", un disco soffuso e dolce del 2000, un album di cover, versioni completamente ribaltate di canzoni assolutamente non commerciali. "Sea of love" fu originariamente composta dal cantante R&B Phil Phillips nel 1959, unico suo brano ad aver raggiunto una grande popolarità.

Come with me
My love
To the sea
The sea of love

I wanna tell you
How much
I love you

venerdì 13 giugno 2008

Exit post (for a trip)...

A volte bastano tre giorni per riuscire a staccare la spina. Bastano se sono intensi, pieni di esperienze nuove, di belle persone e di un concerto incredibile.
Parigi, Francia. Scopo principale del viaggio l'esibizione dei Radiohead lunedì 9 giugno al palazzetto di Bercy. Partiamo proprio da questo.
Io e Manuel ci rechiamo al suddetto palasport alle 19. Si entra. Piccola sosta per acquistare la maglietta realizzata in 50% cotone e 50% bottiglie di plastica riciclate. Grandi. In breve si avanza verso il palco, passando di lato. Siamo attorno alla decima fila, manca tempo e ci si siede. Ore 20 inizia il gruppo spalla Bat for Lashes, tre donne ed un uomo inglesi che ricordano il sound di Bjork e noi continuiamo l'avanzata verso lo stage, fino a giungere in seconda fila.
L'ottima prova del quartetto non attenua l'attesa per i Radiohead. Ore 21,30 il pubblico chiama a gran voce la band di Oxford. Improvvisamente. Si spengono le luci ed un suono comincia ad arrivare dal palco. Eccoli, Thom Yorke, Jonny Greenwood, Colin Greenwood, Ed O'Brien e Phil Selway. Noi siamo praticamente ai piedi di Jonny e molto vicini anche a Thom. Si comincia con All I need e si prosegue con There there, Lucky e 15 step. Le luci sono strepitose dei grandi neon luminosi che scendono a picco sul palco, usate nel modo più congeniale.





Non riesco a non esultare ad ogni brano che ci viene proposto, sono in piena estasi e sento le mie emozioni salire e scendere, gioia, lacrime, pelle d'oca, sudore. I picchi credo siano stati "Weird fishes" e la prima canzone del primo bis "Exit music (for a film)" da OK Computer. Qui in un istante l'intero palazzetto ammutolisce, non ho mai visto una cosa simile: 15.000/20.000 persone in religioso silenzio ad ascoltare uno dei pezzi più emozionali della storia dei Radiohead.
Il finale è affidao ad Amnesiac ed a quella "idioteque" ballata innumerevoli volte fino a tarda notte dai tempi lontani del 'Donne Motori' al Latte +.
Questa la tracklist completa:

All I Need
There There
Lucky
Bangers and Mash
15 Step
Nude
Pyramid Song
Weird Fishes/Arpeggi
The Gloaming
My Iron Lung
Faust Arp
Videotape
Morning Bell
Where I End and You Begin
Reckoner
Everything In Its Right Place
Bodysnatchers

1st Encore

Exit Music For A Film
Jigsaw Falling Into Place
House of Cards
Paranoid Android
Street Spirit (Fade Out)

2nd Encore

Like Spinning Plates
You And Whose Army?
Idioteque

E' stato davvero un piacere riabbracciare il Tommo dopo alcuni mesi, farsi un paio di birre insieme, vedere la sua nuova casetta, un pezzo della sua nuova vita. Le scale del suo palazzo sono "contaminate" da locandine di film, disegni ed opere artistiche di ogni tipo. Ed anche il Nostro si è preso la sua.



Da quando conosco il Couchsurfing sto viaggiando sempre più spesso con questo metodo e così anche stavolta. Io e Manuel siamo stati ospitati da Gabriela & Angel, una coppia brasiliana che vive a Parigi da un anno, vicino a Montmartre. La loro accoglienza è stata speciale e nel loro piccolo appartementino open-space io e Manuel ci siamo sentiti a casa. E' vero noi siamo stati spesso fuori e loro impegnati con il lavoro (lui giornalista e video-maker, lei sociologa), ma non è mancato il tempo di cucinare per loro una bella pasta con pomodoro fresco e funghi e fare una bella chiacchierata sul mondo e sulla musica. Fico, fico, fico!



Ed infine..beh Parigi. Solo una toccata e fuga, ma è stato bello rivedere posti già noti come il Quartiere Latino e Montmartre e posti nuovi come il Quai de La Loire, un canale ai bordi del quale i giovani universitari parigini cenano a mo' di picnic. E noi ci siamo uniti con una birra, abbracciando lo splendido tramonto che giocava a nascondino con i palazzi.

Capitolo Petizione in Difesa ZTL

In poco più di due settimane la raccolta firme ha raggiunto oltre quota 800. Procediamo. Il Comitato ha incontrato la GIunta Comunale che si è espressa, ovviamente, a difesa della scelta di riaprire le ZTL dalle 16 alle 8. Andiamo avanti.
La raccolta firme prosegue con due banchetti in Piazza Arturo Michelangeli, in Corso Magenta nei pressi del Libraccio domani sabato 14 e sabato 21 dalle 15 alle 19. Altrimenti è possibile firmare presso l'Arteinte di via Cattaneo 22/a oppure presso l'Associazione Vivicentro in via Tosio 1/E. Inoltre venerdì 20 alle ore 17,45 ci sarà la seconda Critical Mass, ovvero una biciclettata a favore delle ZTL.
Si alle persone, no alle auto.

Canzone del giorno: Exit music (for a film) - Radiohead.
Non potevo fare altrimenti. Thom mi avrebbe menato....





venerdì 30 maggio 2008

Difesa delle ZTL: venite a firmare la petizione

Come promesso le iniziative in difesa delle ZTL e della vivibilità del centro storico di Brescia si stanno sviluppando, grazie al neonato Comitato Vivere il Centro Storico del quale sono uno dei promotori.
Da domani sarà possibile firmare una PETIZIONE a favore di questo tema. Sabato 31 MAGGIO e sabato 7 GIUGNO, dalle 15 alle 19, verranno infatti allestiti dei banchetti per la raccolta firme all'angolo tra Corso Palestro e Corso Zanardelli (dove c'è la banca Unicredit) a Brescia.
Inoltre sarà possibile firmare la petizione anche in seguito contattando l'indirizzo e-mail difesaztl@libero.it o presso alcune attività del centro che ci daranno a breve l'adesione (molto probabilmente l'Arteinte di via Cattaneo 22/a).
La petizione, ci tengo a sottolineare, potrà essere firmata da chiunque (residente a Brescia o meno) si senta a favore della causa, in difesa di un centro storico vivo, ma senza automobili.

QUI SOTTO IL TESTO DELLA PETIZIONE CHE VERRA' PRESENTATA AL PIU' PRESTO IN CONSIGLIO COMUNALE.

Per altre informazioni scrivete pure a difesaztl@libero.it

Vi aspettiamo a firmare e, qualora lo vogliate, a darci una mano attivamente.
Spargete la voce.

COMITATO VIVERE IL CENTRO STORICO

PETIZIONE A DIFESA DELLE ZTL

Le/i sottoscritte/i cittadine/i:

Preso atto che l’Amministrazione Comunale:

• intende eliminare le ZTL dalle 16 alle 8 di mattina, anche spegnendo il Vigile Elettronico;

• intende riaprire alcune piazze del Centro Storico alla circolazione e quindi al parcheggio delle automobili;

• ha concordato tale scelta solo con le Associazioni dei Commercianti e Artigiani, che ritengono la misura essenziale per le loro attività;

• non ha discusso queste decisioni con i residenti e con i cittadini tutti, fruitori del Centro Storico;

Ritenendo che

• Il Centro Storico, nel rispetto della sua struttura urbanistica e della sua storia, necessiti di forme di mobilità che minimizzino l’uso dell’automobile;

• La riapertura delle ZTL porterà con sé questi effetti negativi:

1. traffico veicolare eccessivo insostenibile per un Centro antico e monumentale;
2. sosta selvaggia anche nei parcheggi riservati ai residenti;
3. aumento del rischio di incidenti stradali, in particolare per pedoni e ciclisti;
4. aumento dell’inquinamento atmosferico ed acustico;
5. la riduzione degli spazi da vivere e della socialità dovuta alla trasformazione delle piazze in parcheggi;

• le problematiche del Centro Storico debbano essere affrontate con la partecipazione dei cittadini e la mediazione fra le necessità delle diverse componenti sociali coinvolte;

Chiedono al Consiglio Comunale

1. di intervenire affinché non sia approvata l’apertura delle ZTL dalle 16 alle 8;

2. di destinare ai residenti, almeno dalle 19 alle 9 del mattino, i posti auto in Centro Storico oggi a parcometro;

3. di avviare al più presto un percorso di Progettazione Partecipata per rivitalizzare il Centro Storico, che coinvolga i residenti, i cittadini e le associazioni.

PROMOTORI: Emanuela Tura, Ercole Gentile, Laura Mino, Michele Santoro, Stanislao Barretta, Mirella Manocchi, Paolo Vitale, Rocco Bortoletto, Giuseppe Montanti, Giorgio Bertelli, Aurora Rivadossi.

Per contatti e adesioni scrivi a: difesaztl@libero.it

Vi ricordo inoltre che venerdì 6 giugno alle ore 17,45 da Piazza Loggia ci sarà una biciclettata in favore delle ZTL e dell'aria pulita nel centro storico di Brescia.




Canzone del giorno: "Into my arms" - Nick Cave. Non conosco fino in fondo questo enigmatico musicista australiano, ma averlo visto in concerto per la prima volta lo scorso mercoledì, è stata un'esperienza molto positiva. Oltre due ore di rock e influenze folk, dark e molto altro. Questo brano è uno dei capolavori di Mr.Cave, una ballata, una delle più belle canzoni d'amore intrisa nel pianoforte ed inzuppata nella "cavernosa" voce di Nick. Tratta dall'album "The boatman's call" del 1997, prodotto da Flood, neoproduttore dei Sigur Ros.

And I don't believe in the existence of angels
But looking at you I wonder if that's true
But if I did I would summon them together
And ask them to watch over you
To each burn a candle for you
To make bright and clear your path
And to walk, like Christ, in grace and love
And guide you into my arms

Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord

giovedì 22 maggio 2008

Io voglio bene alle ZTL

Qualcuno dice che al peggio non c'è mai fine. Forse esagero, ma in questi giorni a Brescia si sta discutendo di una proposta della nuova giunta Paroli, appena insidiatasi nella nostra città.
Si dibatte di centro storico, del bisogno di rilancio della zona (e sono d'accordo) e di una delle soluzioni per effettuarlo: fare entrare le automobili in centro. Esatto, signori. Abolire le ZTL dalle 16 alle 8 del mattino. Da luglio. La rabbia che mi è montata è indescrivibile. Non riesco a lasciarmi scivolare addosso queste cose senza indignarmi, senza esplodere. E continuo a pensare che non è possibile che nel 2008 ci sia ancora gente che crede che in un centro storico stupendo si debba eliminare il diritto di passeggiare in tranquillità, di andare in bicicletta, a respirare aria un minimo pulita (in realtà non lo è già ora, figuriamoci senza Ztl) a beneficio di commercianti che non sanno svolgere la propria attività (chissà perchè alcune attività continuano a funzionare senza problemi, altre no). I nostri vicoli e le nostre piazze non devono essere contaminate ulteriormente dallo smog per permettere esclusivamente a persone pigre di arrivare sotto al negozio con la macchina. Abbiamo appena ripulito (con soldi nostri) monumenti splendidi anneriti da anni di polveri ed ora puntiamo subito a smerdarli?
Un'altro punto che mi fa imbufalire è l'inutilità del provvedimento. A cosa serve far entrare le auto in centro vista l'impossibilità di parcheggiare? Vedremo carovane che girano in continuazione in cerca di un parcheggio che non c'è, auto in doppia fila, parcheggi abusivi e smog, tanto smog. Avevamo appena avuto un cenno di speranza dall'installazione del progetto di bike-sharing Bicimia...
Inoltre Brescia rischia di perdere due milioni di euro già assegnati dall'Unione Europea al Comune per progetti di mobilità sostenibile, dato il buon impegno che la città ha avuto negli ultimi anni. Incredibile. Bisogna reagire, protestare, mobilitarsi. Un'associazione di residenti (Vivicentro) sta organizzando alcune forme di protesta, così come la sezione dei Verdi di Brescia: a tal proposito ho contattato il consigliere della circoscrizione centro Rocco Bortoletto (uno dei pochi superstiti della Sinistra Arcobaleno e dei Verdi) per capire quali sono le loro intenzioni. Per il momento, da quanto emerge dal suo blog, si sta cercando di organizzare una mostra fotografica nel centro per documentare gli effetti positivi delle Ztl e quelli negativi della loro abolizione.
Ci sta, ma credo si debba fare di più. Una manifestazione di protesta in bicicletta, oppure una bella macchinata sotto le abitazioni degli assessori che hanno proposto il provvedimento, su tutti l'assessore al Traffico Nicola Orto dell'Udc. Al suddetto signore ho scritto una e-mail (scriviorto@scriviorto.it) alla quale, ovviamente, non ho ancora ricevuto risposta. Ma non disperiamo. Ecco il testo:

Buongiorno Nicola,
qui Ercole Gentile, cittadino del centro storico di Brescia.
In questi giorni ho sentito parlare della quasi certa possibilità di aprire le ZTL dalle 16 alle 8. Mi sale una rabbia incredibile, caro assessore.
A cosa serve consentire alle automobili di entrare in centro? A parcheggiare in doppia fila e rendere le nostre belle vie invivibili?
Nei vicoli non si possono fare circolare le auto liberamente, diventerebbe il delirio. Prendo ad esempio la via dove risiedo, cioè Corso Mameli. Che senso avrebbe fare arrivare le auto fino a lì, quando è impossibile trovare parcheggio? Non ci sono parcheggi nel centro storico e quindi le auto devono rimanere nei siti attrezzati all'esterno delle mura venete, con agevolazioni delle tariffe e magari navette elettriche gratuite per il centro.
Se il centro si ripopola di negozi e sopratutto di grandi e piccoli eventi, la gente c'è e lo dimostra il fatto che ogni qualvolta si tiene un concerto/evento (mille miglia pochi giorni fa, per fare un esempio), il centro si riempie di persone e magicamente il problema di arrivare con l'auto fin sotto il negozio sparisce.
Quindi Le chiedo. Quali benefici apporterebbe questo annullamento delle ZTL? Non vi importa avere il centro storico ulteriormente pieno si traffico e smog? Quale futuro per le biciclette? Slalom tra le auto raschiando contro i muri dei vicoli? La nostra salute? Le ricordo che la qualità dell'aria di Brescia è già pessima e la respiriamo tutti, compresi i bambini. Quale cittadino credo di avere diritto ad una spiegazione e ad un confronto.
Mi auguro vivamente che ripensiate a questo provvedimento, restringendolo perlomeno alle ore notturne. Non voglio vivere in una città ancora più assediata dal traffico. Mi piacerebbe viverla in bicicletta o a piedi. Non rendetecelo impossibile.
In attesa di una sua certa risposta pubblicherò questa lettera sul mio blog, in modo che anche i miei lettori sappiano che le ho scritto. Grazie dell'attenzione e dell'ascolto.
Ercole Gentile

La lettera è stata buttata giù di getto, ma il concetto credo sia chiaro ed una risposta dovuta. Se siete d'accordo con me, scrivete anche voi al signor Orto. In realtà il sito del caro Orto fu creato per la campagna elettorale, quindi difficilmente il nostro assessore risponderà alle domande, ma provare è lecito. Quindi scrivetegli. Bisogna mordere il sedere ai nostri dipendenti. Non dobbiamo mai dimenticarci che siamo noi a pagare lo stipendio a queste persone e ci devono delle risposte.
Teniamoci aggiornati sulle iniziative di protesta.

Canzone del giorno: "The shield" - Biosphere. In questi giorni mi sto riavvicinando al mondo dell'elettronica downtempo, ambient. Suoni rarefatti, pacifici e diluiti per stemperare la rabbia. Così mi sovviene che ad Oslo ho visto un video di questo progetto norvegese chiamato Biosphere, facente capo al musicista Geir Jenssen (già nei Belcanto) di Tromso, una città molto viva dal punto di vista musicale (conoscete i Royksopp?) situata nel circolo polare artico. Così ho esplorato ed ho scoperto che i Biosphere musicarono con il brano "Novelty waves" uno spot della Levi's degli anni Novanta girato da Michel Gondry (Eternal Sunshine, L'arte del sogno) e due album molto interessanti: "Patashnik" (1994) e "Substrata" (1996). Dal primo è tratta "The shield", una canzone da ascoltare rigorosamente la notte...
L'ultimo album di Biosphere è del 2006.


venerdì 9 maggio 2008

Prima vera

Basta dare un occhio agli altri blog per capire che non sono il solo. Quando la primavera ed il sole impazzano, aggiornare queste pagine diventa più dura, il tempo libero si cerca di trascorrerlo all'aperto.
Partiamo dalla musica.
Ieri sera, in compagnia di Jean e Berga, c'è stato il primo appuntamento con uno dei concerti più attesi di questa bella stagione. dEUS. La formazione belga è scesa in Italia per promuovere il nuovo disco "Vantage point", un lavoro che devo ancora capire bene (arriverà tra poco la rece), sicuramente più pop rispetto ai precedenti.
Nel concerto ai Magazzini Generali (locale molto affollato, in una zona molto bella di Milano) Tom Barman e soci hanno fatto valere la loro fama di ottimi performer. Questa gente suona da quasi quindici anni ed ha scritto grandi pagine del rock indipendente europeo. Ecco avrei preferito qualche vecchia canzone in più, piuttosto dei nuovi capitoli: in ogni caso quando si sentono dal vivo (e fatti da dio) brani come "Instant street" e "Suds & soda" non ci si può lamentare. Sufficienza piena.

Martedì invece una bella chiacchierata/intervista con un membro dei Notwist, band indie-tronica tedesca. Un tavolino di un bar di Milano, il sole ed una persona (Martin, colui che si occupa della parte elettronica del gruppo) molto alla mano e simpatica, con la quale si è parlato sì di musica (il 2 maggio è uscito il loro nuovo album "The devil, you + me"), ma anche, ad esempio, del motivo per il quale hanno scelto di vivere ancora nello stesso paesino vicino Monaco pur avendo girato il mondo. Le risposte a breve nell'intervista su Rockol...stay tuned!

Stanno continuando alla grande anche gli aperitivi musicali del Couch Sound all'Arteinte. La scorsa settimana hanno fatto tappa da noi i Cinemavolta, formazione di Montichiari dal discreto successo nazionale.
I tre (Stefano e Max + Francesco Venturini alla tromba) hanno riletto in chiave acustica i loro brani dal sapore indie-rock, tenendo un concerto davvero memorabile. Inoltre si sono rivelate due (Francesco lo conoscevamo già dalla serata con Apo-Tech) persone in gamba e piacevoli. Uno dei motivi per i quali amo organizzare eventi è proprio questo: conoscere un sacco di persone interessanti e stimolanti. Sale della vita.




Domani sera il couch sound osserverà un turno di riposo per lasciare spazio al M.A.D. Una Notte di Sole, per festeggiare Un anno di Arteinte. La festa si terrà a Cascina Maggia (S.Polo) dalle 22. Vi aspettiamo!! P.s. La splendida locandina qui sotto (e pure sopra) ancora una volta ad opera del Tommo



In questi giorni si pensa anche ai programmi per l'estate. Sicuramente ad inizio giugno sarò a Parigi per il concerto dei Radiohead e per fare un saluto al Tommo (i biglietti parigini sono arrivati stamattina), mentre a fine giugno farò una capatina a Lucera (Foggia, Puglia) per il matrimonio di mio cuggggino, cercando di godermi anche qualche giorno di mare e lo zio Pino. Per il resto c'è qualche idea che sto valutando. I soldini sono pochi, ma vediamo...

Infine un grande abbraccio all'amica Fiorella che ieri si è sposata. Una sposa bellissima, indubbiamente. Inoltre questo matrimonio mi ha fornito per la prima volta di sperimentare un nuovo modello: l'Ercole in giacca e cravatta!





Canzone del giorno: "Good lies" - Notwist. Appunto. Dal nuovissimo album "The devil, you + me", una miscela perfetta tra indie-rock ed elettronica. Senza dimenticare le parole. L'album alterna atmosfere cupe e solari, folk ed electro-rock. Ottimo lavoro. Ascoltatevi anche l'ottimo "Neon golden" del 2002.
"Let's just imitate the real, until we find a better one, remember, the good lies win"

giovedì 24 aprile 2008

Il varco...

La rabbia e l'incredulità sono sbollite. Hanno lasciato spazio prima alla delusione, poi all'autocritica ed infine al "stiamo a vedere, ora non avete scuse".
Ovviamente sto parlando di elezioni. La mazzata è arrivata e molto più forte del previsto. In Italia ha vinto l'uomo più potente del paese e probabilmente in questo momento la maggior parte della nazione sente il bisogno di affidarsi nelle mani del potente, di chi (secondo loro) tenterà di difenderli dal male (carovita, immigrazione) anche calpestando i diritti altrui. Non importa.
Credo abbia vinto l'Italia dei furbetti del quarterino, di chi pretende sicurezza, ma non legalità, chi vuole che gli immigrati rispettino tutte le leggi (e ci mancherebbe), ma che venga loro consentito di evadere un pochino le tasse. Bè io le tasse le pago tutte e continuerò a farlo anche se a fatica arrivo a fine mese. Spesso invece chi evade lo fa per comprarsi il barcone di 20mt, la casa al lago ed il Suv (vero amici imprenditori?).
Ma il voto non ha dato solo questo segnale. Ha detto un'altra cosa importante. Il voto degli operai, del popolo, al nord è andato alla Lega. Un segnale. Un'indicazione dell'esasperazione di una parte del Paese che decide di fregarsene di molte cose (ho sentito numerosi leghisti dire che Berlusconi gli fa schifo !??!) pur di vedere qualche soldino in tasca in più a fine mese e meno immigrati. Capisco che il presente sia duro, ma ritenete davvero che queste persone (che quando fondarono il movimento erano davvero un partito popolare e, seppur con metodi rozzi, rappresentavano i cittadini) possano risolvere i vostri problemi?
Fino a pochi mesi eravamo tutti schifati dall'attuale classe politica e poi votiamo Berlusconi???
Staremo a vedere. L'Italia ha quello che si merita. Ed ora Pdl e Lega (che insieme hanno oltre 50 persone indagate o condannate in parlamento) non hanno più scuse. Hanno una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato: vedremo cosa faranno davvero su federalismo fiscale, immigrazione ecc... Può darsi che alla fine abbiano ragione loro? Ripeto, staremo a vedere e vigileremo.
Capitolo sinistra. Tanti errori. Allontanarsi troppo dai temi della gente, puntare ciecamente ed esclusivamente al risanamento delle finanze pubbliche senza tenere conto dai problemi dei cittadini ecc.. Per la prima volta dal 1948 non ci saranno rappresentanti della Sinistra in Parlamento e ritengo sia una cosa grave, perchè è importante che certi ideali siano presenti. D'altra parte ci si deve evolvere, la falce e martello devono essere messi definitivamente da parte, in funzione di una politica nuova, una sorta di socialismo più maturo, che guardi con obbiettività alla realtà odierna. Il PD: è rimasto a metà. Non è un partito di sinistra, non è un partito di centro. Ottimo invece il risultato di Di Pietro e Italia dei Valori, un movimento politico che, ci tengo a sottolineare, è stato l'unico a non presentare persone indagate o condannate nelle proprie liste e di questi tempi non è poco. Ho voglia di persone oneste, cazzo.
Insomma bisogna sempre guardare avanti. Meditare sugli errori e comprendere l'ignoranza, ma anche l'insoddifazione, di questo paese che per protesta vota Lega (che adesso ci salverà dal finire nelle riserve come gli indiani).
Chiudo con un'ultima cosa: nel programma del centro-destra nessuna parola su precariato ed ambiente...grazie ragazzi!



Domani 25 aprile ci sarà il V2-Day, per un'informazione libera. Fondamentale.
A Brescia le firme verranno raccolte presso il Parco Gallo. E' importante.
Ecco le motivazioni:
Il V2 day è la continuazione della Liberazione e non vuole fronteggiare proprio nessuno che si ispiri a quella data. I partigiani, gli operai, gli uomini liberi del 25 aprile sono nostri fratelli.
Il 25 aprile non è di proprietà degli intellettuali di sinistra, una definizione corrispondente a un vuoto pneumatico.
Non è di proprietà dei partiti che hanno venduto i lavoratori e la libertà di informazione per un piatto di lenticchie cucinate ad Arcore. E’ la festa di tutti gli italiani che vogliono un Paese libero. L’Italia va liberata di nuovo, è una ex democrazia. Come altro si può chiamare un Paese in cui l’informazione è nelle mani dei gruppi di potere. In cui Silvio Berlusconi è presidente del Consiglio grazie al controllo di tre televisioni e del gruppo Mondadori. Le prime regalate dal latitante Craxi. Il secondo frutto di corruzione di giudici.
Il 25 aprile non è di proprietà di chi parla con i banchieri e non con gli operai che gli hanno dato il voto, di chi ha rassicurato Testa d’Asfalto sull’impunità e con lui vuole fare la Bicamerale, la Costituente, la nuova legge elettorale e qualunque altro atto osceno in luogo pubblico.
Il V2 Day vuole restituire l’informazione ai legittimi proprietari: ai cittadini italiani. I nostri padri e nonni hanno ripulito l’Italia, ma non hanno finito il lavoro.
Il nuovo fascismo è il controllo dell’informazione. I nuovi fascisti sono coloro che controllano l'informazione.
Firmate i tre referendum: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici di un milirardo di euro all'anno all'editoria, abolizione della legge Gasparri e del duopolio Partiti-Mediaset.
Libera informazione in libero Stato. V2-day. 25 aprile.

Oslo. Il viaggio è andato bene, cinque giorni che servivano come il pane. La città in realtà ci ha un po' deluso. Trafficata, senza bici, norvegesi menefreghisti. Il museo di Munch (il pittore dell'Urlo per intenderci, che tornerà lì tra due mesi dopo il furto) vuoto. Però tantissimo verde, parchi enormi, casette stupende e sempre sole. L'esperienza Couchsurfing è stata sicuramente positiva. Il primo ad ospitarci è stato il metallaro Bjorn. Un casettina rossa che nascondeva all'interno un degrado totale (basti dire che il ragazzo beveva e fumava tutto il giorno, ma era tranquillo), ma la casa era a nostra disposizione: è bastato fare un po' di attenzione alla pulizia e tutto è filato liscio. Inoltre siamo andati in giro per Oslo su una Peugeot del 1969 con due cani neri, un metallaro ed un norvegese silenzioso.
Secondo oste...mitico! Michael è un ragazzo tedesco che vive ad Oslo da un anno e mezzo. La sua casa era fighissima, in un quartiere fighissimo. Il contrasto è stato bello forte. Lui è un superintenditore di musica, mi ha passato un sacco di dischi ed abbiamo visto insieme "Once", il film che ha per protagonista il leader dei Frames. Cenetta italiana cucinata per lui e la sua "amica" tedesca e mega colazione all'aperto domenica mattina, mercato delle pulci e attraversamento di Oslo con quattro sedie rosse. Figo. Viaggiare è stupendo, non ce ne sono di storie. Ti rende vivo, ti apre il cuore, gli occhi e la pancia.
Lunedì invece sono stato io ad ospitare. Sul mio divano ha dormito Denis, un ragazzo russo, attualmente residente a Stoccolma, studente di ingegneria e grande appassionato di musica elettronica. Abbiamo fatto delle grandi chiacchierate e siamo stati alla selezione di cortometraggi dell'Ambient Festival. Ragazzi che dire...iscrivetevi al Couchsurfing...grazie Tom per avermelo fatto conoscere!




Canzone del giorno: "Anyone else but you" - Moldy Peaches. Questa canzone è stata scritta nel 2001 dai Moldy Peaches, ovvero un duo indie-folk americano composto da Adam Green e Kymia Dawson ed inserito nell'unico eponimo album dato alle stampe dal gruppo prima dello scioglimento e delle relative carriere soliste. Una canzone delicata e tenera, leggera ed intensa, romatica e spensierata. Come "Juno", l'irresistibile film nella cui colonna sonora è stata inserita. Due piccoli capolavori indipendenti, un mondo soffice che ancora lotta per esistere..."I don't see what anyone can see in anyone else but you..."

giovedì 10 aprile 2008

La crocetta

Pomeriggio piovoso. Molto piovoso. In questi ultimi tempi sto imparando ad apprezzare anche la pioggia, acqua che pulisce, cielo grigio che ti fa riflettere ed incupisce. Serve anche questo.
E' anche vero che da quando ho finito lo stage a Grumello ha sempre piovuto...eccheccazzo! Quindi letture nel parco, al sole, per il momento rinviate...

Dicevo dello stage. Il bilancio dell'esperienza è senz'altro positiva, non c'è che dire. So che mi ripeto dicendo che ho imparato un nuovo lavoro, ho acquisito una grande quantità di contatti, ma è così. E forse ho bisogno di ripetere anche a me stesso che lavorare fino a 55 ore alla settimana per tre mesi (e per due soldi) è servito a qualcosa. I miei sacrifici saranno ripagati.
Restando in tema...potrebbe (in questo mondo non dire gatto se non l'hai nel sacco) esserci un nuovo lavoro (part-time) sempre in ambito musicale a partire dal mese di settembre. Zona di lavoro: Brescia. Mansione: ufficio stampa e limitrofi. Per il momento non aggiungo altro.
Intanto ho chiesto a Rockol di incrementare il mio lavoro e quindi dovrebbe arrivarvi qualche rece in più e forse re-inizierò a partecipare saltuariamente a qualche conferenza stampa/intervista.

Mercoledì prossimo si parte per Oslo (Norvegia). Cinque giorni in un posto nuovo, con Laura sono quello che ci vuole. Adesso. Per inaugurare al meglio la primavera (anche se andremo al freddo), per respirare aria nuova, per il cuore.
Ad ospitarci, tramite Couchsurfing, saranno il metallaro Bjorn e l'austriaco (norvegese d'adozione) Michael. Fly away...

Piccola parentesi Couch Sound. Sabato vi consiglio di non perdervi il concerto (alle 19,30) delle Freaky Mermaids, tre splendide fanciulle armate di chitarre, banjo, mandolino ed altro ancora che preseteranno il loro primo EP "Freaky Circus".
Non mancate guaglio', merita davvero.

Giungiamo al fatidico capitolo elezioni. Sono alle porte. Cercherò di non dilungarmi troppo per dire la mia.
Premetto che vado controvoglia alle urne, stanco di una politica carica di promesse e povera di fatti, dove le facce che ci vengono proposte sono, in larga parte, sempre le stesse.
Mi si potrebbe ribattere che nessuno mi obbliga ad andare a votare. Vero. Personalmente però non credo che l'astensione possa cambiare le cose ed anche se sono stufo di votare il meno peggio, lo farò comunque perchè le decisioni prese da chi ci governa spesso ricadono anche sulla mia vita.
Ho seguito con interesse questa campagna elettorale, forse perchè in cuor mio spero ancora che le cose possano cambiare, che un'altra Italia è possibile.
Credo che in questo momento l'ultima cosa di cui il Paese ha bisogno è Silvio Berlusconi. I giornali di tutto il mondo già ci prendono in giro a questa prospettiva e se loro possono permettersi di prenderla sul comico, noi no. Affidare nelle sue mani la nazione per altri cinque anni vorrebbe dire affossarla (forse) definitivamente. Non tornerò su argomenti riguardanti la persona di Silvio (il fatto che in ogni altro paese del mondo sarebbe in galera o comunque non certamente candidato premier) che ormai avendo sistemato i suoi guai giudiziari personali (per prescrizione, non per assoluzione) si dedicherà ainostri. Come? Costruendo all'interno delle caserme dismesse dei nuovi centri commerciali cittadini, espropriando terreni agricoli per realizzare delle new towns, ovvero delle nuove città. Proprio quello di cui abbiamo bisogno. Vero?
Walter Veltroni non mi convince appieno, ma sicuramente sta cercando un minimo cambiamento e le sue proposte sono maggiormente valide rispetto a quelle del barzellettiere d'Italia. Allo stesso tempo è anche vero che il PD è oramai un partito di centro-centro sinistra e per certi versi va bene così. Le mie idee su lavoro e ambiente, che ritengo attualmente le priorità di questo paese sono sicuramente più vicine a quelle della Sinistra Arcobaleno anche se non avrei candidato Bertinotti come premier ma una persona più giovane, un simbolo di vero cambiamento. Sono convinto che si debba fare veramente qualcosa per il precariato ed aiutare le famiglie è vero, ma anche noi giovani. Conosco sulla mia pelle il concetto di "fare fatica ad arrivare alla fine del mese" e sono convinto che un qualche conflitto di classe esista tuttora. Insomma è giusto che i furbi l'abbiano sempre vinta, è giusto che un datore di lavoro abbia sei case all'estero, una barca di 20mt. guadagnati anche evadendo le tasse (e pagando alcuni lavoratori in nero la stessa cifra delle ore regolari) ed io prenda 5,20 euro all'ora? E' giusto che un giornalista debba ritenersi già fortunato se viene pagato? Come fa a lavorare bene, senza paura? E la paura gioca brutti scherzi, infanga la verità. Bisogna fare qualcosa di serio per i lavoratori. Il vaso è colmo.
Lo stesso discorso vale per l'ambiente. Non è più tempo di rimandare, non è più tempo delle parole. Ci stiamo cuocendo il cervello, stiamo respirando metalli. I tumori non vengono per caso, non è un caso se avete sempore il raffreddore. Parlate con chi studia queste cose e vi dirà.
Potenziamento dei mezzi pubblici (prezzi ridotti, servizio notturno), piste ciclabili, regole rigide per le industrie, incentivi sostanziosi per il solare, non si fa un inceneritore se da esso vengono sprigionate quantuità incredibili di diossine che ci entrano nei polmoni senza che se ne possa accorgere. Se non cambiamo ora i nostri figli mangeranno catrame.
Ora detto tutto ciò io credo che il programma più vicino a queste cose sia quello della Sinistra Arcobaleno. Chiaramente so che non andrà mai al governo, ma allo stesso tempo credo che più questa voce è forte meglio è e lo stesso penso dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che pur non essendo della stessa coalizione ma apparentato col PD, ritengo una persona onesta ed in grado di fare davvero qualcosa per cambiare l'Italia.
Detto ciò fate quel che ritenete giusto. Se il paese sceglierà Berlusconi vuol dire che se lo merita. Ed io rifletterò sul da farsi....

Canzone del giorno: - "The stations" - Gutter Twins. Questo è un supergruppo composto da due simboli del grunge americano: Greg Dulli (ex Afghan Whigs e già produttore dei nostrani Afterhours) e Mark Lanegan (ex Screaming Trees, Queens of The Stone Age). Il disco prende vita dopo due anni di ammiccamenti e si chiama "Saturnalia", un lavoro rock graffiato dalle chitarre ruvide, tastiere vintage, violini e la voce di Lanegan, cullato violentemente da atmosfere oscure e sporche.

venerdì 28 marzo 2008

Satisfaction...

E' successo di nuovo. Sentirsi orgogliosi, sentire che la magica atmosfera creatasi è merito tuo e di persone che come te credono nella musica. Dopo la magica notte di novembre con gli Chat Perdu, lo scorso sabato ho sentito nuovamente questa stupenda sensazione, una sorta di eccitazione graffiante. Sto parlando del concerto unplugged tenuto dai Marydolls per il Couch Sound all'Arteinte, un evento che definire ben riuscito è poco.
Quando alla fine di una serata sono tutti contenti e soddisfatti vuol dire che le cose hanno funzionato. Vedere tanta gente che ascolta il concerto in silenzio, la coda fuori dalla porta. Vedere i Marydolls in acustico, rivoluzionarsi, mettersi in gioco e sapere che è anche merito della tua insistenza. Vedere i sorrisi e la fatica dei musicisti, sentire Ampe che ci fa i complimenti, leggere sulla faccia di Caterina la sua soddisfazione, sentire l'entusiasmo di Laura per un concerto che forse neanche lei si aspettava. Leggere nei giorni seguenti i commenti entusiasti del pubblico. Bè complimenti: a me, Caterina, Ampe, Marydolls e pubblico.
Soddisfazioni che ripagano tante cose.

Nella sezione concerti trovate le date di aprile e presto arriverrano anche quelle di maggio. Stay tuned!!

Capitolo Pasquetta. La programmata Little Easter in Muscoline è saltata causa pioggia. Dopo lo scoramento iniziale, poco male. Il gentilissimo Ampe ha offerto la propria abitazione alla Badia per una grigliata/pasta fresca /vino rosso. Risultato? Giornata passata in relax con poca, ma buona, compagnia (Laura, Tommo, Claudia, Lucy, Mirco, Man, Marta, Dora, il mitico Roberto aka Hattori Hanzo). Ho perfino giocato a nascondino...







Infine due annunci.
Sulla scia di dEUS, Motorpsycho e Radiohead, ecco un altro grandissimo concerto. Sigur Ròs. Tre date in Italia per la eterea formazione islandese: dall'11 al 13 luglio i "folletti" saranno a Firenze, Roma e Milano. Fanculo la distanza, questa volta credo salterò la data milanese per puntare su quella fiorentina, soprattutto per un motivo: la location. I Sigur si esibiranno infatti presso il Giardino di Boboli, un luogo stupendo, un parco incredibile pieno di verde e storia. Lo visitai ai tempi della gita in quarta superiore e ne rimasi affascinato. Quindi credo proprio si andrà in Toscana.

Grazie a Laura laureata ed al suo viaggio premio, potrò realizzare il mio desiderio di cambiare aria per qualche giorno. Dal 16 al 20 aprile saremo ad Oslo in Norvegia, la città tra boschi e fiordi. Bisogno estremo di viaggio e di cose essenziali. Prima trasferta con il Couchsurfing...vediamo chi sarà il fortunato che ci ospiterà...

Prima delle elezioni dirò la mia in merito... intanto in fondo alla colonna sinistra, dove ci sono le statistiche, c'è un piccolo questionario per capire meglio la vostra posizione politica. Provate...

Mancano pochi giorni all'alba...4 aprile fine stage. Nuova pagina...

Canzone del giorno: "A-Punk" - Vampire Weekend. Dalla mia recensione su Rockol: "Il giovane quartetto newyorkese, salito anch’esso alla ribalta grazie alla rete, ci viene presentato dall’etichetta XL, nuova casa dei Radiohead, fucina di talenti come Adele e M.I.A. e già dimora di White Stripes e Devendra Banhart.La musica dei Vampire Weekend è indie-rock, ma contaminato da una freschezza nuova, proveniente dagli strumenti tipici del continente africano e dei caraibi: percussioni, maracas, chitarrine, organo e quant’altro [...]. Menzione a parte per “A-punk”, secondo travolgente singolo che miscela quanto detto sopra con un travolgente ritmo punkeggiante, creando un’ irresisitibile e folgorante scheggia sonora".
Aprite le finestre e lasciate entrare i vampiri...
Sono graditi commenti...



lunedì 17 marzo 2008

Lager...

Questo post è dedicato a chi ha subito le violenze qui sotto elencate. Ma è dedicato anche a chi quando si parla di G8 crede alle versioni ufficiali, ai black block ed a tutta quella montatura nata per nascondere la verità e per screditare un movimento considerato pericoloso.
La giustizia adesso ha accertato la verità ma nella Repubblica delle Banane, a causa di indulto e prescrizione, tutto filerà via liscio come l'olio (o quasi).
Non credo che l'opinione pubblica, ormai quasi sempre addormentata, si indignerà per questi episodi assurdi, da paese sottosviluppato. Per inciso al governo del Paese in quei giorni c'era Silvio Berlusconi, da pochi mesi salito al governo.
Lo so l'articolo è lungo, ma vi chiedo lo sforzo di leggerlo tutto. Perchè sapere è importante.
Leggendo mi sono venuti i brividi...spero vengano anche a voi. Vuol dire che siete ancora capaci di indignarvi!

da www.repubblica.it

C'era anche un carabiniere "buono", quel giorno. Molti "prigionieri" lo ricordano. "Giovanissimo". Più o meno ventenne, forse "di leva". Altri l'hanno in mente con qualche anno in più. In tre giorni di "sospensione dei diritti umani", ci sono stati dunque al più due uomini compassionevoli a Bolzaneto, tra decine e decine di poliziotti, carabinieri, guardie di custodia, poliziotti carcerari, generali, ufficiali, vicequestori, medici e infermieri dell'amministrazione penitenziaria. Appena poteva, il carabiniere "buono" diceva ai "prigionieri" di abbassare le braccia, di levare la faccia dal muro, di sedersi. Distribuiva la bottiglia dell'acqua, se ne aveva una a disposizione. Il ristoro durava qualche minuto. Il primo ufficiale di passaggio sgridava con durezza il carabiniere tontolone e di buon cuore, e la tortura dei prigionieri riprendeva. Tortura. Non è una formula impropria o sovrattono. Due anni di processo a Genova hanno documentato - contro i 45 imputati - che cosa è accaduto a Bolzaneto, nella caserma Nino Bixio del reparto mobile della polizia di Stato nei giorni del G8, tra venerdì 20 e domenica 22 luglio 2001, a 55 "fermati" e 252 arrestati. Uomini e donne. Vecchi e giovani. Ragazzi e ragazze. Un minorenne. Di ogni nazionalità e occupazione; spagnoli, greci, francesi, tedeschi, svizzeri, inglesi, neozelandesi, tre statunitensi, un lituano. Studenti soprattutto e disoccupati, impiegati, operai, ma anche professionisti di ogni genere (un avvocato, un giornalista...). I pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati hanno detto, nella loro requisitoria, che "soltanto un criterio prudenziale" impedisce di parlare di tortura. Certo, "alla tortura si è andato molto vicini", ma l'accusa si è dovuta dichiarare impotente a tradurre in reato e pena le responsabilità che hanno documentato con la testimonianza delle 326 persone ascoltate in aula.

Il reato di tortura in Italia non c'è, non esiste. Il Parlamento non ha trovato mai il tempo - né avvertito il dovere in venti anni - di adeguare il nostro codice al diritto internazionale dei diritti umani, alla Convenzione dell'Onu contro la tortura, ratificata dal nostro Paese nel 1988. Esistono soltanto reatucci d'uso corrente da gettare in faccia agli imputati: l'abuso di ufficio, l'abuso di autorità contro arrestati o detenuti, la violenza privata. Pene dai sei mesi ai tre anni che ricadono nell'indulto (nessuna detenzione, quindi) e colpe che, tra dieci mesi (gennaio 2009), saranno prescritte (i tempi della prescrizione sono determinati con la pena prevista dal reato). Come una goccia sul vetro, penosamente, le violenze di Bolzaneto scivoleranno via con una sostanziale impunità e, quel che è peggio, possono non lasciare né un segno visibile nel discorso pubblico né, contro i colpevoli, alcun provvedimento delle amministrazioni coinvolte in quella vergogna. Il vuoto legislativo consentirà a tutti di dimenticare che la tortura non è cosa "degli altri", di quelli che pensiamo essere "peggio di noi". Quel "buco" ci permetterà di trascurare che la tortura ci può appartenere. Che - per tre giorni - ci è già appartenuta. Nella prima Magna Carta - 1225 - c'era scritto: "Nessun uomo libero sarà arrestato, imprigionato, spossessato della sua indipendenza, messo fuori legge, esiliato, molestato in qualsiasi modo e noi non metteremo mano su di lui se non in virtù di un giudizio dei suoi pari e secondo la legge del paese". Nella nostra Costituzione, 1947, all'articolo 13 si legge: "La libertà personale è inviolabile. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà" La caserma di Bolzaneto oggi non è più quella di ieri. Con un'accorta gestione, si sono voluti cancellare i "luoghi della vergogna", modificarne anche gli spazi, aprire le porte alla città, alle autorità cittadine, civili, militari, religiose coltivando l'idea di farne un "Centro della Memoria" a ricordo delle vittime dei soprusi. C'è un campo da gioco nel cortile dove, disposti su due file, i "carcerieri" accompagnavano l'arrivo dei detenuti con sputi, insulti, ceffoni, calci, filastrocche come "Chi è lo Stato? La polizia! Chi è il capo? Mussolini!", cori di "Benvenuti ad Auschwitz".

Dov'era il famigerato "ufficio matricole" c'è ora una cappella inaugurata dal cardinale Tarcisio Bertone e nei corridoi, dove nel 2001 risuonavano grida come "Morte agli ebrei!", ha trovato posto una biblioteca intitolata a Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume italiana, ucciso nel campo di concentramento di Dachau per aver salvato la vita a 5000 ebrei. Quel giorno, era venerdì 20 luglio, l'ambiente è diverso e il clima di piombo. Dopo il cancello e l'ampio cortile, i prigionieri sono sospinti verso il corpo di fabbrica che ospita la palestra. Ci sono tre o quattro scalini e un corridoio centrale lungo cinquanta metri. È qui il garage Olimpo. Sul corridoio si aprono tre stanze, una sulla sinistra, due sulla destra, un solo bagno. Si è identificati e fotografati. Si è costretti a firmare un prestampato che attesta di non aver voluto chiamare la famiglia, avvertire un avvocato. O il consolato, se stranieri (agli stranieri non si offre la traduzione del testo). A una donna, che protesta e non vuole firmare, è mostrata la foto dei figli. Le viene detto: "Allora, non li vuoi vedere tanto presto...". A un'altra che invoca i suoi diritti, le tagliano ciocche di capelli. Anche H. T. chiede l'avvocato. Minacciano di "tagliarle la gola". M. D. si ritrova di fronte un agente della sua città. Le parla in dialetto. Le chiede dove abita. Le dice: "Vengo a trovarti, sai". Poi, si è accompagnati in infermeria dove i medici devono accertare se i detenuti hanno o meno bisogno di cure ospedaliere. In un angolo si è, prima, perquisiti - gli oggetti strappati via a forza, gettati in terra - e denudati dopo. Nudi, si è costretti a fare delle flessioni "per accertare la presenza di oggetti nelle cavità". Nessuno sa ancora dire quanti sono stati i "prigionieri" di quei tre giorni e i numeri che si raccolgono - 55 "fermati", 252 "arrestati" - sono approssimativi. Meno imprecisi i "tempi di permanenza nella struttura". Dodici ore in media per chi ha avuto la "fortuna" di entrarvi il venerdì. Sabato la prigionia "media" - prima del trasferimento nelle carceri di Alessandria, Pavia, Vercelli, Voghera - è durata venti ore. Diventate trentatré la domenica quando nella notte tra 1.30 e le 3.00 arrivano quelli della Diaz, contrassegnati all'ingresso nel cortile con un segno di pennarello rosso (o verde) sulla guancia.

È saltato fuori durante il processo che la polizia penitenziaria ha un gergo per definire le "posizioni vessatorie di stazionamento o di attesa". La "posizione del cigno" - in piedi, gambe divaricate, braccia alzate, faccia al muro - è inflitta nel cortile per ore, nel caldo di quei giorni, nell'attesa di poter entrare "alla matricola". Superati gli scalini dell'atrio, bisogna ancora attendere nelle celle e nella palestra con varianti della "posizione" peggiori, se possibile. In ginocchio contro il muro con i polsi ammanettati con laccetti dietro la schiena o nella "posizione della ballerina", in punta di piedi. Nelle celle, tutti sono picchiati. Manganellate ai fianchi. Schiaffi alla testa. La testa spinta contro il muro. Tutti sono insultati: alle donne gridato "entro stasera vi scoperemo tutte"; agli uomini, "sei un gay o un comunista?" Altri sono stati costretti a latrare come cani o ragliare come asini; a urlare: "viva il duce", "viva la polizia penitenziaria". C'è chi viene picchiato con stracci bagnati; chi sui genitali con un salame, mentre steso sulla schiena è costretto a tenere le gambe aperte e in alto: G. ne ricaverà un "trauma testicolare". C'è chi subisce lo spruzzo del gas urticante-asfissiante. Chi patisce lo spappolamento della milza. A. D. arriva nello stanzone con una frattura al piede. Non riesce a stare nella "posizione della ballerina". Lo picchiano con manganello. Gli fratturano le costole. Sviene. Quando ritorna in sé e si lamenta, lo minacciano "di rompergli anche l'altro piede". Poi, gli innaffiano il viso con gas urticante mentre gli gridano. "Comunista di merda". C'è chi ricorda un ragazzo poliomielitico che implora gli aguzzini di "non picchiarlo sulla gamba buona". I. M. T. lo arrestano alla Diaz. Gli viene messo in testa un berrettino con una falce e un pene al posto del martello. Ogni volta che prova a toglierselo, lo picchiano. B. B. è in piedi. Gli sbattono la testa contro la grata della finestra. Lo denudano. Gli ordinano di fare dieci flessioni e intanto, mentre lo picchiano ancora, un carabiniere gli grida: "Ti piace il manganello, vuoi provarne uno?". S. D. lo percuotono "con strizzate ai testicoli e colpi ai piedi". A. F. viene schiacciata contro un muro. Le gridano: "Troia, devi fare pompini a tutti", "Ora vi portiamo nei furgoni e vi stupriamo tutte". S. P. viene condotto in un'altra stanza, deserta. Lo costringono a denudarsi. Lo mettono in posizione fetale e, da questa posizione, lo obbligano a fare una trentina di salti mentre due agenti della polizia penitenziaria lo schiaffeggiano. J. H. viene picchiato e insultato con sgambetti e sputi nel corridoio. Alla perquisizione, è costretto a spogliarsi nudo e "a sollevare il pene mostrandolo agli agenti seduti alla scrivania". J. S., lo ustionano con un accendino. Ogni trasferimento ha la sua "posizione vessatoria di transito", con la testa schiacciata verso il basso, in alcuni casi con la pressione degli agenti sulla testa, o camminando curvi con le mani tese dietro la schiena. Il passaggio nel corridoio è un supplizio, una forca caudina. C'è un doppia fila di divise grigio-verdi e blu. Si viene percossi, minacciati. In infermeria non va meglio.

È in infermeria che avvengono le doppie perquisizioni, una della polizia di Stato, l'altra della polizia penitenziaria. I detenuti sono spogliati. Le donne sono costrette a restare a lungo nude dinanzi a cinque, sei agenti della polizia penitenziaria. Dinanzi a loro, sghignazzanti, si svolgono tutte le operazioni. Umilianti. Ricorda il pubblico ministero: "I piercing venivano rimossi in maniera brutale. Una ragazza è stata costretta a rimuovere il suo piercing vaginale con le mestruazioni dinanzi a quattro, cinque persone". Durante la visita si sprecano le battute offensive, le risate, gli scherni. P. B., operaio di Brescia, lo minacciano di sodomizzazione. Durante la perquisizione gli trovano un preservativo. Gli dicono: "E che te ne fai, tanto i comunisti sono tutti froci". Poi un'agente donna gli si avvicina e gli dice: "È carino però, me lo farei". Le donne, in infermeria, sono costrette a restare nude per un tempo superiore al necessario e obbligate a girare su se stesse per tre o quattro volte. Il peggio avviene nell'unico bagno con cesso alla turca, trasformato in sala di tortura e terrore. La porta del cubicolo è aperta e i prigionieri devono sbrigare i bisogni dinanzi all'accompagnatore. Che sono spesso più d'uno e ne approfittano per "divertirsi" un po'. Umiliano i malcapitati, le malcapitate. Alcune donne hanno bisogno di assorbenti. Per tutta risposta viene lanciata della carta da giornale appallottolata. M., una donna avanti con gli anni, strappa una maglietta, "arrangiandosi così". A. K. ha una mascella rotta. L'accompagnano in bagno. Mentre è accovacciata, la spingono in terra. E. P. viene percossa nel breve tragitto nel corridoio, dalla cella al bagno, dopo che le hanno chiesto "se è incinta". Nel bagno, la insultano ("troia", "puttana"), le schiacciano la testa nel cesso, le dicono: "Che bel culo che hai", "Ti piace il manganello". Chi è nello stanzone osserva il ritorno di chi è stato in bagno. Tutti piangono, alcuni hanno ferite che prima non avevano. Molti rinunciano allora a chiedere di poter raggiungere il cesso. Se la fanno sotto, lì, nelle celle, nella palestra. Saranno però picchiati in infermeria perché "puzzano" dinanzi a medici che non muovono un'obiezione. Anche il medico che dirige le operazioni il venerdì è stato "strattonato e spinto". Il giorno dopo, per farsi riconoscere, arriva con il pantalone della mimetica, la maglietta della polizia penitenziaria, la pistola nella cintura, gli anfibi ai piedi, guanti di pelle nera con cui farà poi il suo lavoro liquidando i prigionieri visitati con "questo è pronto per la gabbia". Nel suo lavoro, come gli altri, non indosserà mai il camice bianco. È il medico che organizza una personale collezione di "trofei" con gli oggetti strappati ai "prigionieri": monili, anelli, orecchini, "indumenti particolari". È il medico che deve curare L. K. A L. K. hanno spruzzato sul viso del gas urticante. Vomita sangue. Sviene. Rinviene sul lettino con la maschera ad ossigeno. Stanno preparando un'iniezione. Chiede: "Che cos'è?". Il medico risponde: "Non ti fidi di me? E allora vai a morire in cella!".

G. A. si stava facendo medicare al San Martino le ferite riportate in via Tolemaide quando lo trasferiscono a Bolzaneto. All'arrivo, lo picchiano contro un muretto. Gli agenti sono adrenalinici. Dicono che c'è un carabiniere morto. Un poliziotto gli prende allora la mano. Ne divarica le dita con due mani. Tira. Tira dai due lati. Gli spacca la mano in due "fino all'osso". G. A. sviene. Rinviene in infermeria. Un medico gli ricuce la mano senza anestesia. G. A. ha molto dolore. Chiede "qualcosa". Gli danno uno straccio da mordere. Il medico gli dice di non urlare. Per i pubblici ministeri, "i medici erano consapevoli di quanto stava accadendo, erano in grado di valutare la gravità dei fatti e hanno omesso di intervenire pur potendolo fare, hanno permesso che quel trattamento inumano e degradante continuasse in infermeria". Non c'è ancora un esito per questo processo (arriverà alla vigilia dell'estate). La sentenza definirà le responsabilità personali e le pene per chi sarà condannato. I fatti ricostruiti dal dibattimento, però, non sono più controversi. Sono accertati, documentati, provati. E raccontano che, per tre giorni, la nostra democrazia ha superato quella sempre sottile ma indistruttibile linea di confine che protegge la dignità della persona e i suoi diritti. È un'osservazione che già dovrebbe inquietare se non fosse che - ha ragione Marco Revelli a stupirsene - l'indifferenza dell'opinione pubblica, l'apatia del ceto politico, la noncuranza delle amministrazioni pubbliche che si sono macchiate di quei crimini appaiono, se possibile, ancora più minacciose delle torture di Bolzaneto. Possono davvero dimenticare - le istituzioni dello Stato, chi le governa, chi ne è governato - che per settantadue ore, in una caserma diventata lager, il corpo e la "dimensione dell'umano" di 307 uomini e donne sono stati sequestrati, umiliati, violentati? Possiamo davvero far finta di niente e tirare avanti senza un fiato, come se i nostri vizi non fossero ciclici e non si ripetessero sempre "con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l'etica, con l'identica allergia alla coerenza"?

Canzone del giorno: "Charlie fa surf" - Baustelle. Il singolo è tratto dal nuovo album "Amen", il quarto capitolo discografico. La band toscana, on the road dal 2000, o la ami o la odi. Io sono più per il primo sentimento. Questo brano rappresenta le atmosfere vintage create da Bianconi e soci, un rock nato negli anni Sessanta, cresciuto con i cantautori ed invecchiato con l'indie-rock.
La canzone è ispirata a "Charlie Don't Surf" un'opera di Maurizio Cattelan, nella quale è rappresentato un bambino con le mani inchiodata al banco di scuola con le matite (a sua volta ispirato ad un dialogo del film "Apocalypse now" che aveva ispirato anche un brano dei Clash "Charlie Don't Surf"). Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle, ha dichiarato che si tratta di un canto di ribellione adolescenziale totale, contro istituzioni, scuola, famiglia e soprattutto religione cattolica. Inoltre dipinge i quindicenni d'oggi, protagonisti del brano, come un esercito di piccoli ribelli inquadrati in un anticonformismo di massa.