mercoledì 12 agosto 2009

La giusta distanza

Mi sono assentato parecchio dal blog. Per diversi motivi.
Sto cercando una giusta distanza da diverse cose, alcune più private altre discutibili qui. Una di queste è la tecnologia, indispensabile per il mio attuale lavoro, utile per altre cose, ma non indispensabile per la mia vita. Si devono recuperare emozioni, sensazioni maggiormente reali, non travisabili come una chat o un sms. O forse anche un post di un blog.
Siamo andati oltre? Non penso sia giusto negare alcuni benefici che la tecnologia ci può dare (per esempio fare informazione su larga scala, soprattutto dove e quando chi dovrebbe informare non lo fa), ma allo stesso tempo si devono recuperare altre cose: andare a suonare il campanello di un amico per scoprire se è in casa, per dire, senza per forza chiamare. Dobbiamo sempre risparmiare tempo, ma per cosa? Non si è ben capito.
Bisognerebbe fare alcuni passi indietro? No, forse, no. Fare passi avanti è sempre meglio, avanti verso un modo di vivere più sensato, cercando il meglio soggettivo, accontentandosi il meno possibile, puntando sul positivo, su gesti reali, tattili, uditivi, visivi, gustosi.
Questo si collega a moltissime cose, come il cibo.
Momentaneamente ho deciso di eliminare le già scarse quantità di carne che ingerivo. E' una prova, anche questa, alla ricerca della giusta distanza. Bisogna lottare e informarsi come non mai per mangiare sano, per non farsi avvelenare dall'industria(non solo carnivora, ma alimentare in generale), dall'ingordigia. Vi sembra normale? Mangiare merda, globalizzare il cibo malsano! Al solo scopo di creare profitto, far girare l'economia, incuranti di devastare persone e pianeta. Sarebbe il caso di ripensare tutto, tutto quanto! Non so se sia possibile e finchè si vive in questa società bisogna, in qualche modo, stare ad alcune regole. Io cerco di resistere con piccole cose: usando il più possibile una vecchia bicicletta anzichè un'automobile, leggendo gli ingredienti delle cose che mangio (certo qualche porcata scappa...la giusta distanza!), cercando di consumare solo l'indispensabile e poco più, ecc.
Più si consuma, più il mondo viene assorbito, si perdono le culture, le tradizioni, i sapori e saperi, tramandati per anni.
E' un duro mondo, ma è anche un bel mondo. Per tantissimi motivi, sono sicuro che ognuno ha i propri. Io i miei li ho e sono quelli che mi spingono a non ossessionare la mia mente pensando solo a ciò che non va, guardando avanti con la convinzione che le strade non facili che ho scelto nella mia vita, in diversi campi, mi danno e mi daranno grandissimi soddisfazioni.
Parto per qualche giorno. La giusta distanza...dall'Italia.
E.

Canzone del giorno: Sono due data la lunga assenza.
"Future reflections" - MGMT
Un duo newyorkese esploso lo scorso anno con diversi singoli e l'album "Oracular Spectacular", stupendo incontro tra elettronica, indie e pop.



If it's good, or if it's fortune, I can't tell
But pieces come together for some reason just as well
Their guns couldn't see us
There's a sea outside my door
And one day I'll appreciate
The rush of blood and the washed out beat of the shore

"Siren song" - Bat For Lashes.
Una delle canzoni più commoventi che abbia mai sentito (cercatevi anche il testo, è da leggere tutto). Al suo secondo album ("Two suns") la cantante londinese di origini pakistane (già in apertura dei Radiohead per l'ultimo tour) fa centro alla grande.

mercoledì 22 luglio 2009

Nobel per la pace

http://silvioperilnobel.sitonline.it/

Ragazzi mi raccomando non fate scherzi, votate tutti.
Silvio se lo merita, per tutto quello che ha fatto per il mondo.

Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò!!

lunedì 8 giugno 2009

Oasi concava

Parlo con il cuore e questo dovrebbe bastare.
Questa dovrebbe essere l'essenza, dovrebbe essere possibile e naturale.
Ti spaventa la mia verità? Ti spaventa la vita? Ti spaventa il rischio?
Potenti colpi di piccone sbriciolano piano piano la retta via.
Farò tesoro degli insegnamenti, ma scelgo la strada alternativa, esco dalle mappe.
Se vuoi la costruzione di un'immagine, io non ci sto più. Cerco nuove oasi.
Cazzo dovrà pur esserci da qualche parte una piccola, ma quanto mai preziosa, sorgente.
Un bacino di emozioni con le quali confrontarsi senza veli, soffiando vento se necessario, creando tempeste di sabbia vorticose e rabbiose. Poi torna la calma e le tue gambe mi stringono. Alla cavità. Alla vita.
Non basta fare. Voglio imparare a godere.



Canzone del giorno: "Dissolved girl" - Massive Attack. Uno di quei gruppi e di quei dischi ("Mezzanine") talmente belli e preziosi che quasi quasi non trovi mai il momento giusto per ascoltarli. Un brano che mi consegna un mucchio di ricordi, il trip-hop al suo livello più alto.
In attesa di vederli per la terza volta dal vivo a novembre e del nuovo album...inizio a godere con questo...
"Say, say my name
Need a little love to ease the pain
need a little love to ease the pain
It's easy to remember when it came"

sabato 30 maggio 2009

Voglio urlare Presente!

A volte sembra di essere sulle montagne russe, sbalzato e frullato. Su di esse si ha paura, ma ci si diverte anche un mondo. Mi sento su uno di quei vagoni in questo momento: l'ansia prima della partenza, un'andatura lenta, la grande salita che fa crescere la tensione, il picco più alto, le formiche allo stomaco prima della discesa, la paura diventa adrenalina. Via, in picchiata, capovolti, urlanti e felici. Mi aggrappo all'abbraccio delle cinture di protezione, sono al sicuro. Emozioni arrembanti, di ciò è fatta una vita vissuta e non plagiata da un disegno non mio.
La scrivo io la mia storia, compongo io le musiche, disegno io le forme ed i colori.



La scorsa settimana ho avuto l'opportunità di visitare una città (per me) nuova: Londra.
Che dire...vedere dal vivo luoghi storici visti fino a ieri solo in fotografia è stuzzicante. Farsi travolgere dai suoni, dagli odori e colori di Camden Town (anche se un po' troppo forti), andare a correre ad Hyde Park al mattino e tornare con i piedi distrutti, perdersi nel negozio di dischi della Rough Trade e nello splendido quartiere di Brick Lane nell'East End (negozietti carini, cafè super belli), lasciarsi andare al sonno alla luce crepuscolare dell'immenso Regent's Park, incuriosirsi davanti alle opere di Jorn, Backa, Beuys e Boetti alla Tate Modern, fare colazione facendosi baciare dalla luce del sole di una vetrina e poi...ridere e "sentire" con i tuoi fidati compagni di viaggio.




Poi si, molto traffico anche, caos e inevitabili (?) paragoni con Berlino, città che sto seriamente puntando per fare un'esperienza di vita: più vivibilità, meno èlite, stesso (forse più) fermento artistico/culturale. Vabbè in ogni caso nessuna città è perfetta: nei prossimi mesi si salirà spesso nella capitale tedesca: a giugno per parlare di una possibilità di lavoro nel campo musicale (incrociamo tutti le dita che l'iniziativa abbia successo), ad agosto per il concerto dei Pearl Jam (che figata!), e forse (legata anche alla visita di giugno) a settembre per il Popkomm, la fiera della musica.

Abbiamo cominciato a pieno titolo con le recensioni dei concerti per Rockol, le troverete tutte sul blog Dal Vivo:
http://musicreporters.rockol.it/dalvivo/

Mercoledì avrò l'onore di intervistare i Maximo Park...

L'estate è alle porte: volerà, sarà piena di un sacco di eventi ed emozioni, io voglio essere lì quando succede. Lì per urlare Presente, io voglio urlare presente! Voglio urlare presente!!!!

Canzone del giorno: "Come back" - Depeche Mode. Un brano tratto dall'ultimo album dei DM "Sounds of the universe". Un disco che, nonostante gli anni della band, mi sento si consigliarvi, un lavoro nel loro stile, oscuro, elettronico, rock, dove non mancano anche momenti più leggeri. Insomma si possono fare ancora grandi canzoni.
Il video qui sotto è tratto dalle sessioni di registrazione, leggermente diversa, ovviamente, dalla versione finale...

lunedì 27 aprile 2009

Imperfetti...

E' passato un mese dall'ultimo post. Tante cose sono accadute, le emozioni in questo periodo sfondano porte di cui fino a poco tempo fa non si conosceva neanche l'esistenza.
Già, perchè se non ha senso solo sopravvivere, si cerca di esistere. E in alcuni momenti della vita Esistere vuol dire R(esistere). Tenere duro quando il dolore sfonda la diga e invade il terreno, copre le piante e chiude ogni via. Tenere duro quando la rabbia se ne sta chiusa a chiave nella sua cassetta, tentare di scassinare la serratura e strapparla, affondarci dentro la faccia e riemergere, sudato, bagnato.
Chiedersi tante cose, trovare risposte e smentite, essere orgogliosi ed insicuri. Rendersi conto di essere imperfetti, ma coraggiosi. Imperfetti ma coraggiosi, mi piace. Picchiare i pugni, ribaltare tavoli. Una sola cosa è certa: si va avanti, sulle proprie gambe. Avanti, con i piedi rugosi e pieni di calli...è reale, è qui. E' me.

Le cose nuove sicuramente non mancano in questo periodo. Si prosegue con il nuoto, con la corsa e con la fotografia. E' bello fare piccoli progressi e riuscire ad accettare di non nascere imparati, ma vedere piano piano i piccoli passi in avanti. E' bello capire concetti importanti, soprattutto nella fotografia, farli piano piano propri e tramite questi cercare di far uscire la creatività, aprire i canali.



Tra le novità c'è anche Music Reporters, il nuovo progetto di Rockol per il quale inizieremo a seguire numerosi concerti dal vivo ed a recensirli. Bello.Ho cominciato con il concerto degli A Camp (il gruppo di Nina Persson dei Cardigans), lo scorso lunedì al Magnolia di Milano, scattando anche alcune foto.
In ogni caso qui in parte vedrete le ultime recensioni e interviste...
Anche con l'ufficio stampa stiamo per partire con il nuovo progetto Kaufman...





E poi si inizia a pensare all'estate in arrivo, ai viaggi. Bè dal 20 al 24 maggio c'è la possibilità di una trasferta in quel di Londra, mentre poi dal 30 giugno al 5 luglio si va in Puglia per la settimana relax annuale fatta d mare, cibo, amici e serate in campagna a base di musica, relax e birra Peroni...
E poi ci sarebbe l'intenzione di andare a trovare a Berlino i neo-cittadini della capitale tedesca Simone e Mauro (oltre che la Simo), ma tutto è da vederein base a cosa deciderò di fare. Ci sono varie opzioni...la più suggestiva e impegnativa sarebbe quella di andare a trovare i ragazzi in Australia, ma non so fino a che punto praticabile. Ci sarebbe l'opzione Sziget Festival a Budapest con viaggio fino a Berlino, oppure ancora un bel viaggio in Grecia o nord Spagna..-mah...vedremo...è bello avere molte idee e pochi soldi...

Stavo per chiudere qui l'intervento, ma leggo proprio ora che il 15 agosto ci saranno i Pearl Jam in concerto a Berlino...cazzo!! Quanto sarebbe figo?

Canzone del giorno: "No kind words" - The Maccabees. Un gruppo inglese, di Londra/Brighton, scoperti davvero di recente, indie-rock venato di elettronica, ricorda un po' Bloc Party ed Editors, ma non scopiazzano, anzi, davvero interessanti. Questo brano è tratto dal nuovo album in arrivo "Wall of arms"...

mercoledì 25 marzo 2009

Oltrepassare...

Qualche tempo fa scrissi che l'Italia non era un paese per me, elencando una serie di motivazioni e questioni che mi facevano incazzare pesantemente. L'amico Webster commentò scrivendo che lui non ce l'avrebbe mai fatta ad andarsene così incazzato.
Bè comincio a sentire mia questa sensazione, proprio nel momento in cui l'esigenza di cambiare aria si sta facendo sempre più forte.
Non che io non sia più arrabbiato per la mentalità che vige sull'italico suolo o che non mi tocchino più certe questioni. Però non sarebbero questi i motivi principali della mia partenza.
Ci sono giorni, che stanno diventando sempre più frequenti, in cui non penso che qui sto male, che non potrei essere felice o cose così. Penso semplicemente che voglio vedere oltre.
Penso semplicemente che non riesco ad immaginare di non aver mai provato l'esperienza di vivere al di fuori di Brescia, al di fuori dell'Italia. Sento che la mia anima, il mio corpo, il mio cervello hanno bisogno di confrontarsi con qualcosa di più grande, di uscire da una città di provincia dove, sottolineo, non credo sia impossibile stare bene, ma dipende dalle esigenze, dai periodi.
Sono piuttosto atrofizzato dagli stessi luoghi, dalle stesse persone (amici esclusi, ovviamente), ho voglia di uscire e poter sentire linfa vitale, annusare odori nuovi, ricevere input: troppo spesso mi trovo a dare input e non ricevere indietro nulla.
Voglio uscire di casa ed essere in un posto nuovo, dover faticare per imparare una nuova lingua, trovare un lavoretto part-time in un posto del cazzo dove non conosco nessuno, sentirmi straniero in terra straniera. Ho bisogno di provare queste sensazioni, di fare bagaglio di esperienze, positive e negative. In fondo una buona parte del lavoro potrebbe venire con me: lavorare da casa da Brescia o da qualsiasi altra parte del mondo è circa lo stesso grazie a internet.
Credo che nel giro di un anno e mezzo (questo dovrebbe essere il tempo di concludere alcuni progetti che meritano di essere conclusi nel migliore dei modi) sarebbe bello mettere in atto tutto ciò. Dove? Non so ancora. Ci sono molte opzioni che mi girano in testa e molti luoghi che voglio vedere in questo lasso di tempo anche per cercare di capire dove mi piacerebbe andare. Nelle mie idee più sognatrici mi piacerebbe andare un anno in un paese anglofono, imparare la lingua al meglio e poi magari spostarmi a Berlino, immergermi in lei ed imparare il tedesco. E poi dopo un po' in un posto più caldo. Ipotesi. Sogni.
Nel frattempo darò il massimo nella mia vita qui, adesso. Perchè, sognare è una cosa stupenda, così come fare progetti, ma si vive nel presente: non nel passato, non nel futuro. Un passo alla volta.
Coi piedi per terra e la testa per aria...radicati nelle cose presenti, ma sognatori.

Canzone del giorno: "Lieve" - Marlene Kuntz. In attesa del concerto di venerdì al Latte Più, ecco una versione live di uno dei brani più intensi della band di Cristiano Godano, composto nel 1994 ed inserito nell'album d'esordio "Catartica".
"Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più
oltrepassare in volo, in volo più in là"


giovedì 19 marzo 2009

Night Post Benjamin Button...

E' difficile crescere, insieme. Ancora più difficile è cambiare, insieme. La vita è sempre pronta a riservare curve, salite, discese e rettilinei ed è complicato riuscire a guidare entrambi alla stessa velocità. Lacera la consapevolezza di ciò. Forse siamo, per nostra natura, adatti ad essere affiancati per un lasso limitato di tempo, finchè si riesce a viaggiare sullo stesso binario.
Poi, a causa dei percorsi personali che ognuno di noi intraprende, il binario si divide in due e bisogna viaggiare divisi, per provare, per capire, per sentire. Perchè, alcune cose, possiamo capirle meglio in solitudine. E così il viaggio continua, per entrambi, con nuove situazioni, luoghi, persone, profumi, sapori, ruvidità e superfici liscie.
Si riuniranno mai le strade? C'è un vecchio, saggio ed esperto casellante che comanda uno scambio ferroviario. Se quel casellante si chiama ancora amore, i due treni ricominceranno, un giorno, a correre paralleli, a viaggiare insieme, riconoscendo che la parte di strada fatta da soli è stata necessaria per tornare a correre vicini. Altrimenti si sentiranno e si vedranno da lontano e sicuramente sorrideranno ricordando il viaggio fatto insieme, ma guarderanno avanti, ognuno nella propria direzione che forse, dolorosamente, sarà diversa.
Intanto, però, i miei vagoni saranno pieni di valigie, sorrisi, lacrime, musica, colori e forse di una nuova luce...

Canzone del giorno: "Ovunque proteggi" - Vinicio Capossela.

venerdì 13 marzo 2009

Le discese ardite e le risalite

"E' passato tanto tempo....vivere"...direbbe qualcuno.
Ci sono momenti in cui ci si mette in gioco, momenti in cui tutto sembra svanire e tornare, momenti in cui un vecchio disco torna a girare, un piccolo bambino torna a piangere, impaurito. E devi tranquillizzarlo, dirgli che ci sei tu a prenderti cura di lui, che tutto andrà bene e che può ascoltare un CD nuovo.
Ci sono momenti in cui devi tornare prepotentemente al presente, in continua evoluzione. Ci sono momenti in cui non è sempre facile accettare che le cose non siano andate come avresti voluto, che persone importanti svaniscano. Ci sono momenti in cui devi raccogliere con un cucchiaio tutta la grinta che c'è in te, accorgerti che hai bisogno di un bel badile per quanta ce ne sta lì dentro, metterla in bocca e cominciare ad urlare e battere i pugni, scacciando la tristezza, a cui lascerai aperta una porta, ma non tutta la casa.
Ci sono momenti faticosi, in cui bisogna combattere per rialzarsi. Consapevole che, una volta in piedi, sarai ancora più forte di prima. Ci sono momenti in cui frasi apparentemente fatte diventano vere. Ci sono momenti in cui senti davvero che TU sei l'unica persona che rimarrà sempre con te, che tutto ciò che c'è fuori di noi è per sua natura mutabile. Anche TU sei mutabile, in meglio, per renderti migliore e possibilmente felice.
Ci sono momenti in cui senti che forse il tuo futuro non sarà nella tua città, ma sai che TU ci sarai sempre, ovunque.
Ci sono momenti in cui le persone che ti circondano possono fare la differenza e sapere che ci sono ti fortifica. Ci sono momenti in cui non è facile accettare che le cose non siano sempre in ordine.
Ed è proprio in questi momenti che vai fiero di tè stesso, del gran mazzo che ti stai facendo, della tua fatica, del tuo sudore, della priorità che hai dato alla tua vita: tè stesso e la tua felicità.
La vita è qui...dentro...e fuori.

Ho voglia di fare cose nuove, ho bisogno di fare cose nuove. Ho iniziato ad andare a correre al mattino, la prossima settimana si inizia un bel corso di fotografia con Albi Mancini e tra un mesetto si comincia un corso di nuoto per imparare finalmente a nuotare in modo serio.

Martedì sera ho avuto l'opportunità di vedere un gran bel film: "The Wrestler" di Darren Aronofsky. Un regista che ho scoperto nel 2006 quando andai al Festival del Cinema di Venezia e lui presentò il film "The fountain" che piacque credo a me, alla mia amica Daniela e altre tre persone nel mondo.
Adesso torna con un film davvero degno di nota. Il protagonista è Mickey Rourke, redivivo, in un ruolo suo, che racconta praticamente la sua storia, una vicenda di successo professionale, ma di sconfitta familiare, solitudine, diffidenza. Una storia americana di perdita e forse rinascita.
Una gran bella pellicola, non c'è che dire...

Infine...un fortissimo abbraccio all'amico Ali che lunedì prende il volo. Se ne va un anno in Australia. Sono sicuro che il volo non lo prenderai solo fisicamente...enjoy!!!

P.s. Questa è la foto con Casey Spooner dei Fischerspooner, gruppo eletrronico newyorkese. Un'intervista bellissima, in uno studio fotografico ricavato in un una vecchia fabbrica abbandonata vicina ai Navigli, Milano. Location molto berlinese. Tra un mesetto on-line l'intervista.
Intanto nella sezione Concerti vedrete i prossimi eventi che vorrei seguire e nell'altra sezione ecco le mie ultime recensioni e l'intervista agli Starsailor...





Canzone del giorno: "Io vorrei...non vorrei...ma se vuoi" di Lucio Battisti. Bè inutile che ve lo presenti. Una canzone scritta da Mogol, con un testo incredibile, cantata dal grande Lucio, decisamente da riscoprire se non lo avete ancora fatto. Il brano in questione è tratto dall'album "Il mio canto libero" del 1972.
"Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto"

sabato 28 febbraio 2009

Arivo....

Sto per aggiornare...attendo delle foto che ci tengo a pubblicare...

TORNO SUBITO...

lunedì 2 febbraio 2009

Milk e Gatì: due storie di diritto

Nuova veste al blog. Avevo proprio voglia di dare una rinfrescatina.
Fuori cielo grigio e pioggia. Dentro clima tranquillo, lampada di sale accesa sul tavolo e in sottofondo lo psichedelico nuovo album dei Julie's Haircut (a breve la recensione su Rockol).
Una buona atmosfera per scrivere: tra l'altro ho (ri)cominciato a scrivere con carta e penna. Al mattino, per me e senza rileggere ciò che scrivo: un flusso di pensieri.

Quindi qui possiamo discutere di varie cose. Si potrebbe parlare di "Milk", il film di Gus Van Sant con protagonista uno stupendo Sean Penn (da Oscar). Si racconta la storia vera di Harvey Milk, promotore dei diritti civili per gli omosessuali e primo gay a ricoprire una carica pubblica negli Usa. Un bel film, due ore che volano, colpiti dalla storia e dalla storia (nel senso di periodo storico, gli affascinanti e vivi anni Settanta). Ho apprezzato molto la lucidità e veridicità con cui viene disegnato Milk, un ritratto dal quale emergono i diversi lati del personaggio: fragile da un lato, forte dall'altro, soprattutto una persona che ha capito che per cambiare globalmente le cose serve il potere. Un bel film, dicevo, anche se pensavo mi emozionasse maggiormente, forse perchè sono andato al cinema troppo carico di aspettative. In ogni caso ne consiglio la visione, a tutti. Perchè se c'è una cosa che è utile ricordarsi è il come eravamo, come siamo giunti ai diritti civili che ci sono oggi (in generale, non solo per i gay), come il pericolo di tornare indietro sia sempre dietro l'angolo e quante cose ci siano ancora da fare. "Bisogna dare la speranza alle persone". Vero, ma adesso servono anche i fatti.

A tal proposito vorrei parlare per un attimo di Obama, il nuovo presidente degli Usa. E' strano, o forse proprio no, ma la luce questa volta viene dall'America. Una luce positiva, a quanto pare. E' presto per giudicare ma i primi segnali sembrano eloquenti: si cambia rotta.
Chiusura prossima di Guantanamo. Mai più tortura da parte dell'esercito americano. Investimenti massicci sulle energie rinnovabili e nuove leggi anti-inquinamento molto severe. Dialogo con il mondo musulmano e arabo.
Bè credo che in neanche un mese di lavoro questi siano segnali enormi. Mi auguro che tutto vada per il meglio e che Barack possa lavorare senza brusche frenate dovute alle lobby.

Vorrei spendere due parole per una persona che da sabato non c'è più. Ricordate la contestazione a Sgarbi in un paese siciliano circa due mesi fa? Un ragazzo urla all'ex ministro ed attuale sindaco di Salemi (Tp) le sue condanne per truffa ai danni dello stato, per diffamazione contro il Procuratore antimafia Gian Carlo Caselli ed urla "Viva il pool antimafia! Viva Caselli!". Un giovane che si ribella allo schifo che lo circonda, agli stessi personaggi che da sempre sono lì, pieni di potere, seppur condannati in via definitiva per reati gravi. Giuseppe Gatì è stufo, ama la Sicilia ed è esausto, vuole legalità e giustizia. Sul suo sito qualche giorno dopo scrive: "Si avvicina un uomo in borghese, che dice di appartenere alle forze dell'ordine e cerca di perquisirmi perché vuole la videocamera (che ha portato via la mia amica). Io dico che non può farlo e lui mi minaccia e mi mette le mani addosso. Dopo vengo preso e portato in una sala appartata, dove la polizia mi prende documenti e telefonino. Chiedo di vedere un avvocato (ce n'era uno in sala che voleva difendermi), per conoscere i miei diritti, ma mi dicono no. Mi identificano e mi perquisiscono. Poi mi intimano di chiamare i miei amici, per farsi consegnare la videocamera, ma io mi rifiuto. Arriva di nuovo il presunto appartenente alle forze dell'ordine e mi dice sottovoce che lui dirà di esser stato aggredito e minacciato da me. Non mi fanno parlare, non mi posso difendere. Dopo oltre un'ora e mezza mi congedano con questa frase: Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro".
Giuseppe sabato è morto, mentre lavorava: era andato a prendere il latte da un pastore ed è morto fulminato mentre apriva il rubinetto della vasca refrigerante del latte. E’ morto dentro una bettola di legno, sporca. Incidente, tragica ed indegna morte sul lavoro o è come per il "suicidio" di Peppino Impastato o l'anarchico Pinelli che si butta dalle finestre della questura di Milano? Siamo nel 2009 e sarebbe giusto credere che si è trattato solo di un grave incidente sul lavoro, cosa comunque assurda e ingiustificabile. Non lo so è difficile non avere sospetti nell'Italia di oggi. Bè in ogni caso voglio dire grazie a Giuseppe Gatì, per il suo coraggio, per la sua voglia di lottare, perchè se tutti avessimo più forza di gridare le cose potrebbero cambiare.


Canzone del giorno: "Sima edy" - Dub Colossus. Un progetto nato dall'incontro in Etiopia tra l'inglese Nick Page (Transglobal Underground) con musicisti locali. A breve maggiori informazioni nel mio articolo per Rockol Selected. Intanto ascoltatevi qualcosa dall'album d'esordio fresco fresco "In a town called Addis". Dub, reggae, jazz, elettronica...

giovedì 15 gennaio 2009

Inno per un ragazzo di ventisette anni...

Ci sono obbiettivi nuovi da raggiungere. Sono molto più chiari di prima e questo vuol dire molto.
Ho bisogno di stare con me, fare delle cose con me e per me: talvolta si pensa a un sacco di cose che si vorrebbero fare, finendo col pensare che non si ha tempo, che è troppo tardi.
Bè, la notizia è che non è vero. L'altra notizia è che non è facile cominciare, ma non voglio più scuse: merito di divertirmi e lo farò. Cascasse il mondo, ma lo farò.



Musicalmente parlando è un periodo piuttosto avaro di grandi concerti, ma devo dire che ho avuto delle splendide soddisfazioni da due piccoli set in due locali cittadini che sono uso frequentare: Arteinte e Fabbrica del Cacao. Da Ampe sabato 10 sono arrivati i Fraulein Rottenmeier dalla Val Camonica, regalandoci un concerto davvero interessante. Il loro sound ricorda un po' gli Afterhours, anche se, per ovvi motivi di spazio, il set è stato eseguito in unplugged. Testi introspettivi, ma senza prendersi troppo sul serio, un bel rapporto con il pubblico e sonorità tra indie e new-wave. Davvero bravi i fanciulli!
Il giorno successivo invece, alla Fabbrica gestita dal Pivone, si è esibito Vittorio Tregambe, multistrumentista navigato. Vittorio ha tra i 40 e 50 anni, una vita fatta di tantissime esperienze alle spalle, vecchia conoscenza gussaghese. Il suo set si basa su improvvisazione e campionamento di strumenti etnici e non, dalla chitarra alle percussioni, passando per flauti di diversa specie e soprattutto il sitar indiano. Atmosfere world, rarefatte e sognanti, che hanno accompagnato al meglio un'ottimo vino rosso.

Prossimi concerti in vista: Beatrice Antolini al Lio Bar di Brescia domani sera, interessante cantautrice sperimentale; Gutter Twins (ovvero due leggende come Mark Lanegan e Greg Dulli, già grungettoni con Screaming Trees e Afghan Whigs) alla Salumeria della Musica di Milano il 26 gennaio, un set intimo con due voci incredibili del rock. E poi il 6 febbraio Marta Sui Tubi al For Sale di Piacenza, dato che nessuno (senza fare nomi di locali) è riuscito a fare venire, per il momento, i Marta a Brescia per questa nuova tournée. Ed infine il 20 febbraio al Latte Più i Casinò Royale di Alioscia e soci, memore dello splendido concerto al Buddha di due anni or sono.
Chi si vuole unire faccia un fischio...

Canzone del giorno: "Anthems for a seventeen years-old girl" - Broken Social Scene.
Avrei un sacco di cose da dire a me diciassettenne, gli suggerirei un sacco di dritte sulle ragazze, gli farei ascoltare un sacco di buona musica, gli direi forse di darsi una svegliata, ma soprattutto lo abbraccerei e gli direi che credo in lui...
I Broken Social Scene sono una band canadese, un collettivo con musicisti che escono ed entrano, tra cui ricordiamo Brendan Canning, Kevin Drew e Feist. Questi "inni per una ragazza di diciassette anni" arrivano dall'album "You forgot it in the people" del 2002, un capolavoro dell'indie-rock , sfumato folk-psichedelico. Il brano in questione è semplicemente delicato e commovente...
"Park that car, drop that phone, sleep on the floor, dream about me".